Smart working – Anche il CEO di Prysmian lavora in open space
12/01/2018

Investire nello smart working e nella nuova sede, con la convinzione che la performance si raggiunge concentrandosi sui risultati piuttosto che sulla presenza dei dipendenti in sede. È questo, in estrema sintesi, il progetto messo in atto nel quartier generale di Milano di Prysmian (www.it.prysmiangroup.com), leader mondiale nel settore dei cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni.

Il progetto è stato sviluppato di concerto tra il team aziendale guidato da Fabrizio Rutschmann, Head of Human Resources e Andrea Pirondini, Head of Operations, e il gruppo di lavoro interno supportato dalla società di consulenza Methodos (www.methods.com), specializzata in programmi di cambiamento culturale e smart working.

“Prysmian ha adottato il nostro modello Employee Journey Experience, che inserisce il tema dell’esperienza del dipendente dentro un approccio strategico organico, e in questo caso focalizzato su flessibilità, autonomia e collaborazione e sull’ottimizzazione di strumenti, tecnologie e spazi di lavoro”, ha sintetizzato Alessio Vaccarezza, CEO Italia di Methodos.

“È stata ampliata la fascia di flessibilità oraria di ingresso; aggiunta la possibilità di lavoro fuori sede per due giorni al mese; sono spariti i computer fissi, sostituiti dai laptop e, in alcuni casi, da tablet surface; gli uffici chiusi hanno lasciato il posto a open space con locker individuali, due serre, 20 phone booth e 94 sale meeting, con 679 posti disponibili, un auditorium per eventi multimediali immersivi, 3 aree break (in aggiunta alle 4 presenti nelle serre), 64 postazioni touchdown e informal area”, ha aggiunto Vaccarezza.

I nuovi spazi fisici di lavoro non sono stati disegnati in base agli individui, alla loro anzianità o funzione aziendale, ma agli obiettivi da raggiungere. E questo vale proprio per tutti, CEO compreso: l’ingegner Valerio Battista non ha un ufficio chiuso e lavora in open space, come tutti gli altri. “Questo non è un caso, perché il nostro accompagnamento del cambiamento culturale ha bisogno di una leadership coerente a tutti i livelli e attenta ai simboli come questo o al valore della trasparenza che caratterizza non solo la nuova sede, ma anche il modello di gestione di Prysmian”, sottolinea Vaccarezza.

Con un fatturato di 7,6 miliardi di euro nel 2016 e una solida presenza in 50 Paesi, con 82 impianti produttivi e 17 centri di ricerca e sviluppo, “Prysmian ha compreso e deciso che il fattore chiave per guidare il cambiamento sarà l’uso della tecnologia digitale”, ha fatto notare Giuseppe Geneletti, Head Smart Working Solution di Methodos.

A partire dall’archiviazione, con la riduzione di oltre il 70% degli archivi cartacei a favore di un archivio remoto, applicazioni di Google e con l’installazione di copy center interni con funzioni di scannerizzazione; attraverso la connettività continua, l’intenzione è dotare tutti i dipendenti di sim aziendale (la maggior parte lo sono già); fino alla presenza in tutte le sale comuni di schermi, sistema di videoconference, telecamere 360° e schermi touchscreen. È sparita anche la timbratura del cartellino, sostituita dalla certificazione automatica all’accesso nel palazzo.

Il quartier generale resta un luogo fisico da raggiungere, naturalmente, ma anche qui Prysmian interviene, in linea con l’obiettivo di migliorare non solo la produttività, ma anche e soprattutto la qualità della vita dei propri collaboratori, per una miglior “work life integration”.

Attualmente, il 54% della popolazione aziendale utilizza l’auto per recarsi in ufficio, il 36% i mezzi pubblici, il 9% mezzi privati sostenibili (per esempio la bicicletta) e una ricerca interna ha svelato che, in media, ogni dipendente trascorre 84 min al giorno in auto per brevi spostamenti, per una percorrenza media di 24 km. Prysmian ha così deciso di raddoppiare l’area parcheggio, con parcheggi coperti nelle vicinanze, e di sovvenzionare l’utilizzo dei mezzi pubblici, per esempio regalando l’abbonamento ATM all’area metropolitana di Milano.



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