Automazione
SENSORI FOTOELETTRICI
15/05/2018

Le fotocellule delle serie W16 e W26 sono pronte a rivoluzionare il mercato con numerose funzionalità avanzate, tutte di serie.

Grazie a nuovi dispositivi capaci di rispondere a qualsiasi necessità, SICK è pronta a stravolgere il mercato delle fotocellule: W16 e W26 sono le due serie “intelligenti” che inaugurano la nuova era dei sensori fotoelettrici.

di Eleonora Dolce

Due serie di sensori, W16 e W26, più funzioni intelligenti, tutte equipaggiate di serie: ecco come SICK (www.sick.com/it) inaugura una nuova era per i sensori fotoelettrici. La lunga esperienza dell’azienda, i feedback raccolti dai propri clienti, lo studio di complesse case history e l’avanzata attività di R&D hanno condotto alla messa a punto di due nuove famiglie estremamente performanti che, pur semplificando sensibilmente il ricco catalogo di fotocellule SICK, si aprono a nuove potenzialità e possibilità di utilizzo.

W16 e W26 sono le uniche fotocellule sul mercato a dare indicazione dell’effettiva regolazione del sensore, e lo fanno mediante BluePilot, un avanzato sistema di allineamento guidato sensore/riflettore o emettitore/ricevitore a LED blu.

Per il settaggio è stato studiato un metodo davvero semplice e pratico: il particolare tasto TeachTurn, per la prima volta e in un solo comando, unisce l’immediatezza della regolazione automatica tramite pulsante con la possibilità di effettuare un fine tuning manuale attraverso il potenziometro. Inoltre, l’indicatore con cinque LED rappresenta visivamente la distanza di lavoro impostata, per un ulteriore check della registrazione effettuata.

TeachTurn, l’innovativo tasto che integra, in un solo comando, l’immediatezza della regolazione automatica tramite pulsante con la possibilità di effettuare un fine tuning manuale attraverso il potenziometro.

VEDERE DOVE GLI ALTRI NON ARRIVANO

W16 e W26 sfruttano la brevettata TwinEye-Technology®, che integra un doppio ricevitore per una massima affidabilità e una tenuta del segnale unica su qualsiasi superficie. La nuova versione catarifrangente, inoltre, per la prima volta non richiede alcuna regolazione e risulta, allo stesso tempo, efficace anche su materiali depolarizzati, senza generare false commutazioni.

W16 e W26 integrano anche altre due innovative tecnologie: ClearSens e LineSpot. La prima racchiude 5 sensori in 1: la versione catarifrangente regolabile riesce a vedere oggetti altamente trasparenti, semitrasparenti, trasparenti, opachi e riflettenti. Dal nero più nero alle pellicole trasparenti, basta un semplice gesto sul sensore per adattare il rilevamento su qualsiasi materiale, sempre con la massima sicurezza.

LineSpot, invece, risolve definitivamente la questione del rilevamento su superfici perforate o irregolari. Dove gli altri sensori utilizzano fasci LED a punto, W16 e W26 proiettano un fascio di luce a lama che garantisce un centraggio ottico anche in caso di discontinuità delle superfici.

CORPO ROBUSTO PER UN’ANIMA SEMPRE CONNESSA

W16 e W26 sono connessi in rete tramite interfaccia IO-Link per una continua trasmissioni di dati di rilevamento e di servizio, oltre che informazioni per il controllo di processo, ai PLC. Manutenzione predittiva e ottimizzazione degli impianti sono così assicurati, anche grazie alla connessione Bluetooth che consente l’accesso a questi dati da qualsiasi device mobile autorizzato.

Le preziosità di ottiche sensibili e software avanzato sono protette in una custodia VISTAL®, costituita da materiale plastico rinforzato con fibre di vetro. In questo modo W16 e W26 lavorano anche in condizioni estreme, con sbalzi termici e sollecitazioni meccaniche. ©tecnelab

LineSpot proietta un fascio di luce a lama, per un centraggio ottico anche in caso di superfici discontinue.



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