PRODUZIONE – CNC O STAMPA 3D?
01/10/2017

Componenti realizzati con la stampa 3D. L’ingresso nel 3D Printing di Weerg rientra a pieno titolo nella strategia di sviluppo della società di Marghera e nasce da specifiche esigenze produttive.

Dopo la conquista del CNC, weerg.com sbarca nel 3D Printing. Il primo e-commerce che offre lavorazioni CNC online con preventivazione gratuita in tempo reale debutta nel 3D Printing e si aggiudica un altro primato: da metà giugno, infatti, è in funzione presso lo stabilimento di Marghera la nuova stampante 3D HP Jet Fusion 4200, alla sua prima installazione italiana: ne parliamo con Matteo Rigamonti.

di Alfredo Pennacchi

“CNC e stampa 3D: uno scontro tra titani o solo due vecchi amici al bar?”, esordisce Matteo Rigamonti. “Ovvero: perché CNC e stampa 3D convivranno a lungo e piacevolmente”. Su questo tema il fondatore di Weerg (www.weerg.com) ha le idee molto chiare e l’ingresso della società di Marghera, in provincia di Venezia, nel mondo del 3D Printing rientra a pieno titolo in una strategia di sviluppo e nasce da specifiche esigenze produttive. “Da un lato la prototipazione veloce di tutte quelle morfologie non fattibili in CNC, dall’altro la possibilità di realizzare tirature anche di migliaia di pezzi con tempi estremamente rapidi e a costi competitivi”, spiega Rigamonti.

METALLI E PLASTICA

“Lo stato delle cose nel rapporto tra CNC e stampa 3D può essere osservato da due prospettive diverse se prendiamo in considerazione i due materiali a oggi più usati: metalli e plastica. Per quanto concerne i metalli, attualmente la stampa in 3D ha talmente tanti vincoli, in termini di caratteristiche tecniche ed estetiche del prodotto finale, di costi e capacità produttiva, da essere relegato in nicchie decisamente ristrette. Dati alla mano risulta che i pezzi ricavati in CNC con tecnologia sottrattiva rappresentano il 99,78% del totale. Oltre a questo, malgrado periodici annunci roboanti di enormi e rivoluzionarie novità, non esiste alcuna attrezzatura 3D in grado di competere con il CNC, punto”, afferma Rigamonti. “Questo non vuol dire che la stampa 3D non sia interessante, anzi! Il solo pensiero di poter realizzare un pezzo in acciaio inox dalla morfologia complessa, senza CAM e senza utensili, ci provoca un brivido di piacere meraviglioso, ma attualmente non è possibile e non vediamo nulla che possa soddisfare tale desiderio in tempi brevi”.

“Altro discorso è quello rappresentato dai materiali in plastica, comparto per il quale HP, dopo anni di studio, ha presentato la nuova stampante Jet Fusion 4200, il cui primo esemplare italiano è stato fornito alla nostra azienda: salvo i soliti problemi tecnici iniziali, comuni a qualsiasi tecnologia innovativa, la macchina è incredibilmente veloce e produttiva rispetto a tutte le stampanti 3D che abbiamo testato”, commenta Rigamonti. “Inoltre, offre costi di produzione decisamente competitivi anche per la produzione di piccole tirature. In particolare, non sono rari i clienti che per motivi di tempo o morfologie ci chiedono tirature fino a 5.000 pezzi. Costano meno dei pezzi singoli realizzati in pressofusione? No, ma se le dimensioni sono contenute e non ne servono decine di migliaia, utilizzando questo tipo di stampa 3D non serve lo stampo e, in quattro giorni, i pezzi sono pronti. I limiti? A oggi, si stampa solo su nylon PA12 anche se sono stati annunciati altri materiali; in ogni caso non crediamo stamperà Delrin o Teflon o Peek, ma sicuramente ci saranno materiali interessanti”.

Anche qui come stanno le cose realmente? La pressofusione per le basse tirature è finita? “Figuriamoci... semplicemente comincia a esserci un’alternativa sensata”, dice Rigamonti.

Da sinistra a destra: Davide Ferrulli, Enterprise Sales Maneger per il business 3D Printing di HP, Matteo Rigamonti, Fondatore di Weerg, e Gianfranco Caufin, Manager di 3DZ, rivenditore di stampanti 3D.

LA NEMESI STORICA

L’analisi di Rigamonti continua con estrema lucidità. “In genere si dice che la storia si ripete e che l’analisi di eventi simili del passato aiuti a farsi un’idea su come si potrebbe evolvere nel futuro un evento attuale”, enuncia il fondatore di Weerg. “In questo caso, per farsi un’idea della mia opinione su cosa succederà in futuro nel rapporto stampa 3D/CNC userei due esempi relativamente recenti: il passaggio da fotografia su pellicola a foto digitale e il passaggio (non ancora avvenuto) tra stampa offset e stampa digitale”.

“Nel caso della fotografia, il passo dalla nascita delle prime fotocamere digitali commerciali al crollo della fotografia su pellicola è stato incredibilmente veloce: la rapidità è stata tale da lasciare i maggiori player mondiali – Kodak e Agfa, non Fuji che ha saputo rapidamente rinnovarsi – come dei ‘pugili suonati’ che, ancora oggi, sono in crisi, incapaci di riprendersi a oltre vent’anni dalla svolta. Ma perché nella fotografia il passaggio è stato così rapido? Semplicemente perché ha coinvolto una singola tecnologia, quella del CCD: le macchine fotografiche già esistevano, gli obiettivi pure ed è bastato mettere un CCD al posto della pellicola, tutto qui. Una cosa completamente diversa dal vasto numero di tecnologie che servirebbe implementare per passare dal CNC alla stampa 3D!”, racconta Rigamonti.

“Per quanto riguarda il caso della stampa tradizionale offset e della stampa digitale la storia è già più articolata: la stampa digitale fu presentata a metà degli anni ’90 del secolo scorso come la ‘killing app’ della stampa tradizionale offset, e posso garantire che quest’ultima richiede competenze molto più light paragonate a quelle necessarie a realizzare un pezzo in CNC complesso. Ma in questo caso non bastava cambiare il CCD come nel caso della foto digitale e, ovviamente, il passaggio non è stato così semplice. Qual è lo stato delle cose dopo circa 25 anni? L’offset è migliorato in termini di facilità d’uso ed è ancora imbattibile nelle lunghe tirature, mentre la stampa digitale ha aperto nuovi mercati ed è imbattibile nelle basse tirature. In breve: convivono felicemente”, sottolinea Rigamonti.

“Ritengo che nel nostro settore le cose siano ancora più complicate e che i problemi tecnici da risolvere per sostituire il CNC con il 3D siano veramente troppi perché questa transizione sia breve: sarebbe un errore da parte dei produttori di pezzi in CNC quello di non prendere in considerazione o disinteressarsi della stampa 3D, ma sarebbe sbagliato anche trascurare il proprio core business per investire risorse eccessive in una tecnologia che è attualmente pionieristica e immatura”. ©TECN’È

La stampante HP Jet Fusion 4200, adottata da Weerg, grazie all’inedita tecnologia MultiJet Fusion by HP, offre per dichiarazione della casa produttrice “una velocità di stampa 10 volte superiore a quella dei precedenti sistemi, alla metà del costo”.



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