TECNOLOGIA – COME OTTIMIZZARE LA STAMPA 3D
31/10/2017

La tecnologia HP Multi Jet Fusion, a disposizione della fabbrica ZARE, si rivela un impianto produttivo perfetto per realizzare produzioni in piccole serie.

Essere un partner tecnologico industriale significa affiancare il cliente per trovare la miglior soluzione produttiva e il giusto rapporto tra funzionalità, estetica e costo finale, garantendo velocità, qualità e, soprattutto, riservatezza: è quanto sostengono in ZARE che propone anche la tecnologia di Additive Manufacturing HP Multi Jet Fusion che consente di ottimizzare i tempi del processo di stampa 3D.

di Francesco Costa

La tecnologia HP Multi Jet Fusion (www8.hp.com) introduce nel settore dell’Additive Manufacturing un deciso aumento della produttività. Tempi di produzione ristretti significano un aumento della complessità dei processi: più attività in minor tempo. Standardizzare le sequenze operative, al fine di assicurare una replicabilità perfetta ha richiesto qualche settimana di continue prove e controlli, ma ora la fabbrica di ZARE (www.zare.it), a Boretto, in provincia di Reggio Emilia, è perfettamente pronta a produrre in modo controllato utilizzando l’innovativa HP Fusion 3D Printer.

La tecnologia HP Multi Jet Fusion introduce nel settore dell’Additive Manufacturing un deciso aumento della produttività.

TECNOLOGIA ADDITIVA CERTIFICATA

La Divisione HP 3D ha introdotto una sorprendente innovazione nel settore dell’Additive Manufacturing proponendo una tecnologia dai risultati inattesi. La Fusion 3D Printer innalza infatti la velocità di produzione dei pezzi realizzati in additivo grazie a soluzioni tecnologiche assolutamente all’avanguardia.

L’azienda americana presentò il suo HP 3D Printer all’edizione della fiera Formnext di Francoforte svoltasi nell’autunno del 2016: chi era presente si ricorderà dell’evento organizzato all’interno dell’arena multimediale, a poche file di distanza dallo stand ZARE.

Alla prima disponibilità del prodotto sul mercato italiano, ZARE ha acquistato l’impianto e lo ha immediatamente posto “sotto stress” continuo, così da rendere disponibile la tecnologia ai clienti esclusivamente nel momento in cui si è avuta la certezza di poter garantire un risultato ottimale.

La società emiliana è vincolata alle stringenti direttive della certificazione UNI ENI 9100:2009 e questo rende indispensabile la definizione di procedure specifiche quando si inizia ad adottare in fabbrica una nuova tecnologia. Essere certi di risultato e replicabilità è per ZARE il frutto di un lavoro che itera l’impostazione, il monitoraggio e l’affinamento del processo, fino al raggiungimento di un esito in linea con le necessità dell’Ente certificatore.

Il materiale PA 12 di HP è costituito da una granulometria molto fine e permette la produzione contraddistinta da elementi a maggior densità e minor porosità.

PICCOLE SERIE CRESCONO

A seguito dei test interni e delle prime forniture ai clienti, la Jet Fusion si presenta come un impianto produttivo perfetto per realizzare produzioni in piccole serie. L’alta velocità d’esecuzione dei job produttivi permette di costruire in additivo piccole serie di elementi funzionali, in tempi molto brevi, a vantaggio di ambiti applicativi – quali, ad esempio, elementi di trasmissione e strumenti d’ausilio alla produzione – in cui la bassa criticità permette di ottenere il massimo vantaggio dai tempi ridotti di stampa.

In situazioni e in settori a più alta complessità, il tempo di produzione va a diluirsi all’interno di processi che prevedono numerosi test e controlli, sia prima della messa in macchina che dopo il termine della fase di raffreddamento dei componenti prodotti. In questo caso, il tempo di produzione diventa solamente “uno” degli elementi di una filiera di competenze più vasta.

Il materiale PA 12 messo a punto dall’azienda costruttrice per la propria HP Multi Jet permette la produzione sia di elementi per fini prototipali che di elementi funzionali. L’ambito applicativo può essere, di conseguenza, molto ampio. I progettisti possono avvalersi di una tecnologia che permette di sostituire gli stampi a iniezione – guadagnando in efficienza e rapidità di consegna – su lotti con un numero di pezzi piuttosto elevato.

COMPETENZA NELLA PRODUZIONE

La Fusion 3D Printer di HP funziona con un sistema innovativo che alterna il deposito del materiale al getto di un reagente, il quale permette la solidificazione dello strato prodotto. A un primo sguardo, il principio di funzionamento appare non troppo dissimile da una comune stampante a getto d’inchiostro. La stessa interfaccia di funzionamento a bordo macchina può apparire familiare a chi già conosce gli altri prodotti del noto marchio americano.

I test condotti hanno sfruttato l’esperienza che l’Additive Team di ZARE ha consolidato nel corso degli anni utilizzando in modo esclusivo le altre tecnologie di stampa 3D industriale quali, ad esempio, la sinterizzazione laser selettiva con materiali ad alte prestazioni per elementi funzionali critici come il Windform XT 2.0.

La 3D Printer di HP ha certamente un’interfaccia amichevole. La perfetta “messa in macchina” e l’orientamento di un job che insieme efficienti la produzione e diminuisca radicalmente le difformità in fase di collaudo rimane una capacità specialistica. Se la necessità è quella di un risultato certo, l’esperienza e il dedicarsi ogni giorno esclusivamente alla fabbricazione additiva giocano un ruolo di non secondaria importanza. ©tecnelab

 

ZARE possiede le competenze necessarie per rendere la HP Multi Jet Fusion uno strumento ideale per la produzione.



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