Macchine utensili
L’ECCELLENZA A PORTATA DI MANO
01/07/2018

Dal 10 al 12 maggio GILDEMEISTER Italiana ha ospitato l’annuale open house di DMG MORI Italia.

L’innovazione, i servizi e le novità sulle agevolazioni per i clienti di DMG MORI hanno trovato la vetrina ideale nell’open house organizzata dal 10 al 12 maggio presso il Centro d’Eccellenza di GILDEMEISTER Italiana, a Brembate di Sopra.

di Lorenzo Ruffini

GILDEMEISTER Italiana, Centro d’Eccellenza dedicato alla tornitura di produzione di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, ha ospitato dal 10 al 12 maggio l’open house di DMG MORI Italia (www.dmgmori.com). Lo stabilimento del Gruppo DMG MORI ha accolto i clienti mostrando le innovazioni dell’ampia gamma di macchine DMG MORI, le soluzioni di gestione integrate e la nuova versione 5.0 di CELOS. Gli esperti DMG MORI sono stati a disposizione dei clienti per mostrare come beneficiare delle agevolazioni legate all’acquisto dei beni rientranti nei progetti di Industria 4.0.

All’interno dell’ampio portafoglio Made in Italy si sono potuti analizzare nel dettaglio la capacità di processo della nuova Multisprint, innovativo centro di tornitura automatica plurimandrino, tramite dimostrazioni in tempo reale, oltre all’opportunità di visitare lo stabilimento e le linee produttive di GILDEMEISTER Italiana. I tecnici-commerciali DMG MORI sono stati a disposizione per illustrare la nuova garanzia 36 mesi introdotta su tutti i mandrini Master e le vantaggiose proposte dedicate all’opzione Swisstype del prodotto GILDEMEISTER Italiana.

 

Nell’area Industria 4.0 sono stati organizzate ogni giorno delle presentazioni live dei prodotti DMG MORI dedicati alla digitalizzazione.

TCNOLOGIA D’AVANGUARDIA

L’open house si è conclusa con ottimi risultati di pubblico e partecipazione, riconfermando l’interesse per le macchine compact delle serie CLX/CMX e, ovviamente, per i prodotti Made in Italy di GILDEMEISTER Italiana: dai torni automatici Sprint a quelli universali della serie NLX 2500, oltre al nuovo Multisprint.

Molteplici sono stati gli appuntamenti organizzati nell’ambito di questo evento, che hanno reso l’esposizione ancora più completa e interessante per il pubblico di settore “e non”: corsi di formazione e approfondimenti dedicati alle innovazioni tecnologiche e alle strategie manageriali.

Nelle mattinate sono stati organizzati due incontri di formazione tecnica gratuita dedicati agli operatori e ai tecnici del settore, rispettivamente sulle lavorazioni di tornitura e fresatura. Durante il seminario tecnologico di tornitura gli specialisti Training & Application di DMG MORI hanno illustrato nel dettaglio dal disegno al pezzo finito esempi di tornitura a 4 assi, tramite presentazioni teoriche e dimostrazioni in tempo reale a bordo macchina. Mentre il seminario dedicato ai cicli tecnologici fresatura è stato focalizzato nel dettaglio su alcuni cicli di fresatura: ATC-Application Tuning Cycle, MPC 2.0-Machine Protection Control e 3D quickSET®.

 

L’IMPRESA 4.0 IN PRIMO PIANO

Continua l’impegno di DMG MORI anche in qualità di promotrice di incontri dedicati alle attualissime tematiche dell’Impresa 4.0. Giovedì 10 maggio, alle ore 14:30, DMG MORI ha organizzato il convegno “Impresa 4.0: le vostre nuove opportunità di business. I successi e le occasioni di mercato direttamente dai protagonisti del settore”. Durante l’incontro è stata raccolta la testimonianza di alcune aziende italiane, appartenenti a differenti settori, a partire da realtà medio-piccole fino a quelle più strutturate, che hanno già introdotto soluzioni tecnologiche all’interno del loro ciclo produttivo in ottica I4.0 e che hanno esposto il loro approccio e i vantaggi competitivi di cui hanno beneficiato per aprirsi a nuove sinergie e rapporti commerciali.

Venerdì 11 maggio, in collaborazione con Confindustria Bergamo, DMG MORI ha ospitato il convegno “Impresa 4.0: oltre super e iper-ammortamento. Le ulteriori misure del piano di Governo a sostegno della crescita aziendale”. L’appuntamento è stato un momento di confronto tra alcune delle più importanti Associazioni di settore per chiarire e analizzare nel dettaglio lo stato dell’arte del mercato a seguito delle iniziative del Governo. Nell’incontro si sono voluti esplorare gli aspetti non solo strettamente legati all’investimento in macchinari, ma anche la competitività di medio e lungo periodo, grazie alle innovazioni e agli stimoli proposti dal Governo negli ultimi anni. Molto interessante e nutrita la platea degli interventi che spaziavano da Stefania Pigozzi, Responsabile Centro Studi e Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per Produrre, a GianLuigi Viscardi, Titolare di Cosberg e Presidente di Digital Innovation Hub Lombardia, transitando per Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo, per chiudere con Giorgio Donadoni, Presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo.

Continua l’impegno di DMG MORI come promotrice di incontri. In collaborazione con Confindustria Bergamo ha ospitato il convegno “Impresa 4.0: oltre super e iper-ammortamento. Le ulteriori misure del piano di governo a sostegno della crescita aziendale”.

GLI INTERVENTI IN SINTESI

La ricerca di personale rispecchia il buon andamento del settore meccanico. Per Stefania Pigozzi, Responsabile Centro Studi & Cultura di Impresa UCIMU-Sistemi per Produrre (www.ucimu.it), il 2017 è stato un anno decisamente positivo per l’industria italiana della macchina utensile, robotica e automazione, che ha registrato incrementi a doppia cifra per tutti gli indicatori economici se si esclude quello relativo all’export che, pure, è tornato a crescere dopo l’arretramento del 2016. Tra i Paesi produttori di macchine utensili, l’Italia si è classificata al quarto posto, dopo Cina, Germania e Giappone. Il settore ha chiuso il 2017 con un incremento positivo delle esportazioni di +3,4% e con un +18,9% relativo alle consegne sul mercato interno per 2,3 miliardi di euro. Nella classifica delle esportazioni, l’Italia si posiziona brillantemente al terzo posto alle spalle di Germania e Giappone. Stime positive anche per il 2018 con un valore di +4,3% per le esportazioni e +14% per il consumo.

Nel primo trimestre 2018, l’Italia ha registrato un calo del -25,8% degli investimenti interni. Dato che, però, risente del confronto con un primo trimestre 2017 che aveva registrato un eccezionale incremento degli ordini, non preoccupa la frenata degli ordini raccolti sul mercato interno. È l’effetto dello straordinario risultato di fine 2017, quando tutti hanno accelerato la corsa agli investimenti, preoccupati che i provvedimenti di super e iper ammortamento non fossero confermati. A supporto di questo notiamo infatti che l’utilizzo della capacità produttiva del primo trimestre è pari al 81,9% e il valore dei mesi di produzione assicurata è di 6,8, valore che non era mai stato raggiunto nel passato, neanche negli anni precrisi. In conclusione, ecco alcuni dati della provincia di Bergamo: con il 15% di imprese che appartengono al comparto e rispetto al dato lombardo che esprime il 40% della produzione italiana, rappresenta il 20% in termini di produzione ed esportazione e il 17% in termini di addetti. Numeri che rispecchiano come Bergamo sia una provincia dinamica.

Il presidente di Confindustria Bergamo (www.confindustriabergamo.it) ha aperto invece il suo intervento con una fotografia dello stato manifatturiero della provincia di Bergamo, dove meccanica, metallurgia e chimico farmaceutico sono i settori manifatturieri trainanti. Bergamo è fortemente votata all’internazionalizzazione, tanto che il valore di esportazione dal 2009 al 2017 è cresciuto di +54,9%, con un tasso di occupazione del 65,3%. A livello europeo risulta la quarta provincia industriale europea, ma deve fare i conti con la mancanza di forza lavoro. Bergamo è la seconda provincia europea, dopo Stoccarda, con una percentuale di occupazione molto significativa nei settori manifatturieri ad alta tecnologia, ma un quarto delle aziende bergamasche denuncia difficoltà nel trovare personale qualificato.

Le azioni messe in campo da Confindustria Bergamo per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro riguardano l’orientamento, l’alternanza scuola lavoro e il supporto all’internazionalizzazione: è necessario aumentare il tasso di occupazione femminile e attrarre forza lavoro da fuori provincia.  Durante l’incontro si sono approfondite le tematiche riguardanti la Digital Innovation Hub, che ha compito di stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo, offrendo un livello qualificato di servizi avvalendosi di un network di attori dell’innovazione, nazionali ed europei.

Notevole la platea dei relatori: da sinistra Stefania Pigozzi, Responsabile Centro Studi e Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per Produrre, Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo, GianLuigi Viscardi, Presidente di Digital Innovation Hub Lombardia, Giorgio Donadoni, Presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo.

Passare da industria pesante a pensante è la sfida della quarta rivoluzione industriale per il manifatturiero italiano, secondo Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente (www.fabbricaintelligente.it). Alla base della rivoluzione 4.0 c’è la meccatronica. Tutto è cominciato quando si è iniziato a dare l’intelligenza al ferro e ad analizzare i dati. Questo ha determinato un cambiamento delle competenze richieste agli operatori, che devono essere in grado di far diventare “intelligente” un pezzo meccanico, applicando ciò che oggi chiamiamo Internet delle cose. Con Confindustria si stanno adoperando per sviluppare la fabbrica intelligente attraverso open innovation tra piccole, medie e grandi imprese, insieme a Università ed Enti di ricerca.

Viscardi ha evidenziato l’importanza dei cluster tecnologici nazionali, nati nel 2012 su iniziativa del MIUR e potenziati con il piano Impresa 4.0. Si tratta di aggregazioni organizzate di imprese, Università, istituzioni pubbliche o private di ricerca, soggetti finanziari, che hanno il compito di sviluppare strategie per accelerare i processi di innovazione e aumentare la competitività industriale del sistema Paese. Il presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente ha infine sottolineato che un aspetto da considerare è legato al fatto che, se un collaboratore qualificato decide di abbandonare l’azienda, può metterla in crisi in quanto porta via con sé una parte importante di conoscenza e competenze. Per questo la sfida, specialmente nelle piccole e medie imprese, è trovare il modo di registrare la conoscenza generata quotidianamente per renderla disponibile a tutti. In questo ambito nasce il lavoro con Confindustria per aiutare le piccole e medie imprese a comprendere il vero valore del capitale intellettuale, che è intangibile, ma da valorizzare mettendolo a bilancio.

E su come rendersi attrattivi per il personale con la giusta competenza la ricetta arriva da Giorgio Donadoni, titolare della Comac di Bonate di Sotto e Presidente del gruppo Meccatronici. Diventa fondamentale fare in modo che chi lavora in azienda lo possa fare con serenità e appagato dall’ambiente in cui opera, come spiega bene Donadoni, grazie a uno stipendio adeguato, flessibilità oraria, welfare, ma soprattutto servizi. Il tempo è un bene prezioso, allora in azienda è arrivata la palestra, la fisioterapista per i massaggi, il lavasecco, la consegna della spesa e il maggiordomo aziendale. Lo sviluppo del welfare aziendale diventa quindi un altro elemento di competitività di una impresa.

Si tratta spesso di facilitazioni di costo contenuto per la realtà produttiva, ma in grado di modificare la percezione del benessere di chi opera in fabbrica. Insomma, Impresa 4.0 non solo è la rivoluzione globalizzante del modo di produrre, ma è anche la rivoluzione globale del modo di formare, di vivere l’azienda e di interpretare il proprio lavoro. ©tecnelab



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