Robotica
IL 4.0 ENTRA IN CANTINA
01/11/2018

Evolut, importante azienda bresciana che opera nel panorama nazionale dell’automazione industriale, si è ritrovata a collaborare con una prestigiosa azienda che rappresenta uno dei simboli più noti della Franciacorta.

È una partnership “con le bollicine” quella tra Evolut e un’importante azienda vinicola della Franciacorta, per via della quale la tecnologia 4.0 sbarca in cantina grazie alle isole robotizzate per la depallettizzazione delle cassette di uva.

di Simona Recanatini

Nel particolare scenario disegnato oggigiorno dalla quarta Rivoluzione Industriale, la vera sfida, per le aziende di tutti i settori, è quella di realizzare progetti che possiedano intrinsecamente le caratteristiche domandate da Industry 4.0, vale a dire che integrino alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare produttività e qualità produttiva degli impianti.

Se in ambito automotive questo concetto risulta facilmente comprensibile, più difficile è immaginarlo operativo in un settore ancora molto legato all’artigianalità come lo è, per esempio, l’industria del vino. Ed è solo andando sul campo, pardon, nelle vigne e in cantina, che si può comprendere come un’attenta cura artigianale unita a un intervento tecnologico raffinato e intelligente possano dar vita a una produzione di eccellenza in ambito enologico. Immaginiamoci dunque una cantina con celle di raffreddamento, serbatoi “volanti” che permettono il travaso per gravità, linee di imbottigliamento super innovative… È in questo scenario che Evolut (www.evolut.it), importante azienda bresciana che opera nel panorama nazionale dell’automazione industriale, si è ritrovata a collaborare con una prestigiosa azienda che rappresenta uno dei simboli più noti della Franciacorta, una cantina capace di raccogliere ovunque meritati riconoscimenti per la qualità (altissima) dei suoi prodotti, con una produzione che si attesta sui due milioni circa di bottiglie all’anno.

 

L’esigenza della casa vinicola era quella di creare delle isole robotizzate per la depallettizazione delle cassette di uva.

UNA FASE DELICATA

Evolut, dal canto suo, grazie a una conoscenza approfondita di processi e componenti, frutto di una presenza trentennale sul mercato, è oggi una realtà in grado di mettere la sua esperienza al servizio dei clienti in ogni ambito produttivo, abilitandoli a poter sfruttare le migliori tecnologie e le soluzioni più innovative. E lo dimostra appunto questa partnership “con le bollicine”, nella quale la tecnologia 4.0 sbarca in cantina. “L’esigenza del nostro cliente era quella di creare delle isole robotizzate per la depallettizazione delle cassette di uva”, esordisce Luca Maiolo, Direttore Commerciale di Evolut.

Il trattamento dell’uva in questa fase è delicatissimo: le cassette non pesano oltre i 16 kg ciascuna per evitare che i grappoli posati sul fondo, raccolti rigorosamente a mano, si possano schiacciare. Durante la vendemmia (che dura 10-15 giorni in totale) vengono raccolti ogni giorno duemila quintali di uva, che viene movimentata all’interno della cantina grazie a impianti con l’ausilio di lettori ottici, barcode, software, ma anche la mano dell’uomo. Come abbiamo avuto modo di vedere in cantina, prima della spremitura i grappoli passano nelle vasche di ammollo nelle quali è previsto il movimento e il galleggiamento dei grappoli per borbottaggio di aria e una asciugatura finale per evitare che il mosto si possa diluire. L’impianto di lavaggio dei grappoli serve per eliminare eventuali residui e favorire così la limpidezza e il metabolismo fermentativo dei lieviti.

LE ISOLE ROBOTIZZATE

“L’anno scorso la casa vinicola ha deciso di realizzare tre isole robotizzate nell’ottica di una digitalizzazione completa della cantina, per renderla Industry 4.0 a tutti gli effetti”, spiega Luca Maiolo. Stiamo parlando di una realtà con numeri importanti che aveva la forte necessità di introdurre processi e tecnologie all’avanguardia nella sua quotidianità. Le isole sono posizionate all’esterno della cantina, in una zona coperta, e vengono sfruttate all’inizio del processo: arrivano i bancali con le cassette di uva provenienti dalla raccolta (chiaramente tutti i viticoltori che lavorano per l’azienda usano le medesime cassette…), il robot le depallettizza e le carica sulla linea di lavorazione dell’uva per poi passare alla pigiatura, lavaggio e a tutta la vinificazione.

“I nostri robot sono a monte della lavorazione e ci siamo occupati esclusivamente della parte di robotica, che è il nostro core business. Nell’ottica globale delle linee, grazie anche all’inserimento delle isole robotizzate, l’azienda ha la possibilità di avere una tracciabilità dei lotti. Tutti i pallet e le cassette di uva sono taggati e identificati durante tutto il percorso in ogni loro passaggio: si sa sempre dove si trovano, in modo da oggettivare i lotti produttivi del vino. In questo modo si possono identificare in maniera univoca e rapida eventuali problematiche e ricostruire la storia del prodotto”, spiega Luca Maiolo.

 

I robot utilizzati nelle celle sono dei robot industriali di ABB, dei pallettizzatori a 4 assi con aree di lavoro idonee a gestire altezze particolari, pedane e così via.

ASSISTENZA COSTANTE

“Nel realizzare questo impianto non abbiamo riscontrato problemi particolari: in passato avevamo già realizzato una cella gemella e abbiamo ereditato buona parte dell’esperienza di quel lavoro. Il supporto del cliente, comunque, è stato fondamentale per individuare alcune criticità riscontrate su quella prima cella e mettere in pratica delle migliorie sulle nuove. L’unica criticità che può sorgere, quando collaborano più aziende, come in questo caso, è la comunicazione in termini di software e di interfaccia sugli impianti, che viene però bypassata grazie agli approfondimenti preliminari tra tutti gli attori coinvolti”, ha precisato Maiolo.

La casa vinicola si è mossa con grande anticipo nell’ordine di questo impianto, che doveva essere operativo al momento della vendemmia: queste celle robotizzate, del resto, lavorano esclusivamente durante la vendemmia, cioè nel mese di agosto, momento durante il quale non è ammesso alcun fermo macchina, nemmeno di poche ore, poiché potrebbe pregiudicare il buon andamento della vendemmia stessa. Per questo Evolut ha anche fornito all’azienda un pacchetto di assistenza 24 ore su 24 proprio durante la fase di vendemmia.

ROBOT PALLETTIZZATORI

I robot utilizzati nelle celle sono dei normali robot industriali di ABB (www.abb.it): nello specifico sono dei pallettizzatori a 4 assi (a differenza degli antropomorfi che hanno normalmente 6 assi), con aree di lavoro idonee a gestire altezze particolari, pedane e così via. Il sistema di presa del robot che manipola la cassetta è stato personalizzato sulla cassetta utilizzata così come tutto l’allestimento. “Evolut è un’azienda trasversale sia per tipologia che per marca di robot da proporre alla sua clientela”, specifica Luca Maiolo. “Nel nostro istallato, la maggior parte è ABB e in questo caso il nostro cliente aveva già un’esperienza con ABB quindi la scelta è stata naturale. In questa applicazione il robot non è particolarmente stressato, non ha tempi ciclo tirati, ma ugualmente le prestazioni richieste dal cliente sono elevate. Sono state comunque integrate all’interno di questa linea le cosiddette tecnologie abilitanti nell’ambito di Industry 4.0. Su queste celle sono stati integrati i plus della Smart Factory come la manutenzione predittiva del robot o lo scambio di dati importante con il gestionale: l’isola robotizzata, infatti, è in grado di comunicare con un database aziendale per gestire davvero una gran mole di dati”, precisa il Direttore Commerciale di Evolut.

CURA E PASSIONE

La visita alle cantine si è rivelata fondamentale per comprendere le delicate sfaccettature della produzione vinicola e ci ha permesso di cogliere la dedizione con cui viene eseguita ciascuna fase della produzione, dove il silenzio, la pazienza e l’umidità cullano la fermentazione dei vini in bottiglia, la maturazione nelle botti di rovere e l’affinamento. Il vino è un prodotto che vive una vita sotterranea sempre sorvegliata, dove il tempo e le cure dei cantinieri portano a concludere il minuzioso ciclo iniziato nel vigneto. E dove la tecnologia si inserisce armoniosamente. Certo, è abbastanza strano vedere i robot in cantina, ma se consideriamo il lato produttivo (i numeri) bisogna riconoscere che, nonostante l’estrema artigianalità del prodotto in questione (il vino), si tratta a tutti gli effetti una produzione in stile “automotive”: più che a una semplice azienda vinicola siamo di fronte a una vera e propria industria che realizza con cura e passione un prodotto di altissima qualità, su vasta scala. Prosit. ©ÈUREKA!

 

La visita alle cantine si è rivelata fondamentale per comprendere le delicate sfaccettature della produzione vinicola, dove artigianalità e tecnologia convivono armoniosamente.



Precedente | Seguente


COMMENTI
Sondaggio
Quali di questi “interpreti tecnologici” animeranno la scena industriale italiana nel corso del 2019, divenendo i principali “attori” dello sviluppo futuro?

La rivista
Copertina Tecn'è Novembre 2018

Eureka n.6 - 2018

Copertina The best of automation
Newsletter



Sponsor



































































OpenFactory Edizioni
© 2018. Open Factory Edizioni s.r.l. - Via Bernardo Rucellai, 37/B - 20126 Milano - Phone +39 02 49517730 +39 02 49517731 - Telefax +39 02 87153767 - C.F. e P. IVA 07222610961
È vietato riprodurre qualsiasi parte delle pubblicazioni, foto e testi senza preventiva autorizzazione scritta da parte dell'editore.
Editore e autori non potranno in nessun caso essere responsabili per incidenti e/o danni che a chiunque possano derivare per qualsivoglia motivo o causa,
in dipendenza dall'uso improprio delle informazioni qui contenute.

Redazione | Privacy Policy
Powered by Joy ADV