INDUSTRIA MEDICALE – VIAGGIO NEL CORPO UMANO
01/06/2017

Dalla realtà virtuale alla stampa 3D: GE Healthcare presenta le nuove frontiere della sanità.

La divisione medicale di General Electric ha portato al Congresso Europeo di Radiologia, che si è svolto a Vienna lo scorso marzo, innovazioni tecnologiche interessanti per la cura della salute: da un sistema di realtà virtuale per esplorare il corpo umano “dall’interno” a una piattaforma per riprodurre le parti anatomiche dei pazienti grazie alla stampa 3D. Ecco come cambiano gli scenari negli ospedali 4.0.

di Luigi Ortese

Dai viaggi nel corpo umano “a bordo” di visori per la realtà virtuale a modelli 3D del cuore, completi di dettagliate riproduzioni di valvole, atri e ventricoli. Grazie alle nuove tecnologie presentate da GE Healthcare (www3.gehelthcare.it) divisione medicale di General Electric, al Congresso europeo di radiologia 2017, tenutosi dall’1 al 5 marzo a Vienna, la realtà potrebbe presto superare l’immaginazione degli appassionati di fantascienza.

Non capita spesso che i videogiochi ispirino innovazioni pioneristiche in grado di rivoluzionare il modo in cui i medici possono visualizzare l’anatomia umana e diagnosticare eventuali patologie. Eppure è esattamente ciò che è successo mentre Ludovic Avot, UX Designer di GE Healthcare, e il collega Yannick Le Berre, ingegnere specializzato in imaging medico, giocavano a “Fallout 4”, videogame che accompagna i giocatori in una Boston post apocalittica nei panni di un personaggio chiamato “Unico sopravvissuto”. Immersi nella cupa ambientazione di “Fallout”, gli appassionati hanno avuto un’illuminazione: cosa succederebbe se si utilizzasse una tecnologia di realtà virtuale simile a quella applicata ai videogiochi per consentire ai dottori di esplorare il corpo umano dall’interno? Gli ingegneri di GE Healthcare hanno deciso di scoprirlo.

Come in un videogioco, utilizzando un controller e visori per la realtà virtuale, i medici possono entrare in una specifica parte del corpo ed esaminarne eventuali anomalie come polipi, tumori e lesioni.

VIRTUALE E INNOVAZIONE SANITARIA

Combinando strumenti digitali per il design in realtà virtuale e programmi propri del mondo dei videogiochi con dettagliate informazioni 3D ottenute da esami effettuati con TAC e risonanze magnetiche, hanno realizzato un software che consente l’esplorazione di immagini cliniche complete di colore, illuminazione e consistenza dei tessuti. Utilizzando un controller e visori per la realtà virtuale come gli Oculus Rift®, i medici possono così entrare in una specifica parte del corpo ed esaminarne eventuali anomalie come polipi, tumori e lesioni, oppure investigare al meglio sulle possibili cause dei sintomi del caso.

Un’intuizione che apre le porte di una possibile rivoluzione: secondo un report annuale del PwC Health Research Institute, fatti, la realtà virtuale è una delle otto tecnologie che rappresentano una tendenza in crescita per la nuova generazione di innovatori in campo sanitario. Presentato per la prima volta durante le Journées Francophones de Radiologie di Parigi nel 2016, ora il prototipo è utilizzato da alcuni clienti in Francia per aiutare i dottori a studiare l’anatomia umana e diagnosticare patologie.

La tecnologia virtuale ormai fa parte della medicina in tutto e per tutto anzi, secondo lo PwC Health Research Institute è ormai una delle otto tecnologie che rappresentano una tendenza in crescita per la nuova generazione di innovatori in campo sanitario.

ISPIRATI DAI VIDEOGIOCHI

“Siamo stati ispirati dalle tecniche per rendering fotorealistici dei videogiochi di ultima generazione”, ha spiegato Avot. “Abbiamo cercato di sfruttare il grandioso potenziale grafico e interattivo delle più moderne tecnologie alla base dei videogame per mostrare le immagini ottenute tramite esami medici nel dettaglio. Per i radiologi questo strumento può rappresentare un nuovo modo per osservare immagini cliniche complesse e interagire con esse. Offre la possibilità di effettuare zoom più estesi, un’opportunità che può rivelarsi molto utile in casi specifici, come ad esempio lo studio del cuore dei bambini. Inoltre gli effetti di shadowing e lightning mettono in risalto il volume e aiutano a comprendere meglio le forme delle strutture anatomiche”.

Oltre che in ambito diagnostico, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per la fase preparatoria degli interventi chirurgici più complessi, ma anche per secondi pareri mirati a verificare i risultati di un’operazione e per migliorare la collaborazione in team multidisciplinari, consentendo a più dottori di studiare il risultato di un identico esame medico nello stesso momento.

DALLA VISUALIZZAZIONE ALLA REALTÀ

Al Congresso Europeo di Radiologia, inoltre, GE Healthcare ha presentato la stampa di modelli anatomici 3D con l’ausilio della AW Workstation, piattaforma di gestione dati per immagini cliniche ottenute tramite TAC, risonanze magnetiche e PET. Negli ultimi anni, la stampa 3D è diventata uno degli argomenti più interessanti per gli addetti ai lavori del mondo della salute. Una ricerca di IndustryArc, società specializzata in analisi di mercato, stima ad esempio che il mercato della stampa 3D applicata alla sanità possa crescere del 18% annuo fino al 2020.

“La richiesta è venuta direttamente dai nostri clienti, specialmente in pediatria, in quanto i genitori vogliono avere più informazioni possibili su quel che succede ai loro figli”, ha spiegato Adeline Digard, AW Product Manager di GE Healthcare. “Mostrarglielo attraverso un dettagliato modello 3D è più facile rispetto a un’immagine”. Nonostante le tante richieste per una tecnologia del genere, molti medici sono ancora insicuri su come incorporare l’utilizzo della stampa 3D nel loro lavoro, nutrendo spesso il pregiudizio che sia difficile da usare. “La soluzione di GE Healthcare è molto semplice”, ha aggiunto Digard. “Con la stampa 3D è possibile infatti riprodurre facilmente qualsiasi cosa: un osso, un dito, una mano ma anche un cuore, un’aorta o le altre arterie”. Quello presentato a Vienna è soltanto il primo modello del sistema, ma GE Healthcare pensa già a nuove versioni che potranno spingere i limiti della tecnologia ancora più avanti. ©Èureka!

Nota: Questo articolo fa riferimento a una tecnologia in fase di sviluppo che rappresenta sforzi di ricerca e sviluppo tuttora in corso. Non è un prodotto e potrebbe non diventare mai parte di un prodotto. Non è in vendita e non è ancora stata approvata dalla FDA negli Stati Uniti o da altri enti regolatori globali per disponibilità commerciale. Tuttavia è certamente un argomento d’interesse scientifico e tecnologico per individuare le nuove frontiere della sanità pubblica.

Oltre che in ambito diagnostico, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per la fase preparatoria degli interventi chirurgici più complessi.



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