Macchine utensili
BIG TECH DELLA MECCANICA
01/06/2018

Ugo Ghilardi, Divisional Board Member Sales EMEA, DMG MORI.

Nominato Divisional Board Member Sales EMEA, Ugo Ghilardi racconta a TECN’È il presente e il futuro di DMG MORI, un “progetto industriale” che fonda il suo sviluppo sulla capacità di rinnovare risorse e relazioni per perseguire l’innovazione a vantaggio dei clienti.

di Fiammetta Di Vilio

Cercare il meglio della tecnologia, portarla all’interno del Gruppo e farla propria, per crescere costantemente attraverso un’espansione organica e continua, superando schemi organizzativi attraverso piani dinamici, fondati su flessibilità, responsabilizzazione, creatività. Se vogliamo capire fino in fondo il ruolo essenziale della capacità di innovare per un costruttore di macchine utensili è da DMG MORI (www.it.dmgmori.com) e da Ugo Ghilardi che dobbiamo partire. In carica ufficialmente dal mese di Aprile 2018, nella storia del Gruppo è il primo membro “non tedesco” del Board. Un segnale di cambiamento molto significativo per una realtà, tra l’altro, reduce da un 2017 da record: Ugo Ghilardi è ufficialmente Divisional Board Member Sales EMEA, riconfermando ancora una volta la fiducia del colosso nippo-germanico per il nostro Paese e per le persone che contribuiscono al suo sviluppo. Protagonista indiscusso del settore, DMG MORI è soprattutto un nuovo “modello” di fare impresa, per le sue scelte produttive, commerciali e di management.

“Davanti alle sfide di Industria 4.0, DMG MORI si è evoluto con una dinamicità crescente, proponendosi quale partner capace di stare sul mercato in un modo unico, distintivo”.

La sua nomina, dottor Ghilardi, è un segnale importante e positivo anche per l’Italia…

L’Italia rappresenta il terzo Paese più importante all’interno del Gruppo, dopo Giappone e Germania. E questo grazie anche ai due siti produttivi e alla struttura di Sales & Service che ha raggiunto le 200 persone. In Italia contiamo complessivamente 800 addetti e non sono esclusi ulteriori investimenti. Molto dipende dalla persistenza di una spinta alla modernizzazione, non solo per il machinery ma per l’industria in generale. DMG MORI riconosce al mondo della meccanica nazionale il ruolo strategico che le compete e considera questo Paese determinante per le logiche di sviluppo del Gruppo.

Si riferisce al Piano Impresa 4.0?

Sicuramente Calenda e il suo team hanno svolto un buon lavoro propedeutico, che ha portato con sé tutti gli spunti per affrontare un approccio completamente nuovo alla produzione; tuttavia le innovazioni, per implementare strategie high-tech e incidere in modo strutturale, devono mantenere una continuità progettuale che duri nel tempo. Non possono restare iniziative isolate. Con grande pragmatismo, occorre capire che la strada dello Smart Manufacturing può davvero rafforzare la manifattura interna e favorire l’onshoring. Il nostro Gruppo da anni lavora alacremente per mettere a fuoco piani per nuovi scenari: è fondamentale farsi portatori di un cambiamento culturale e mostrare alle aziende come applicare i concetti di Industria 4.0 e soprattutto come trasformare le fabbriche già esistenti in Smart Factories. Il nodo cruciale è dunque costituito dall’ambito formativo. In Germania, per esempio, esistono hub di riferimento a cui tutte le aziende possono rivolgersi per essere adeguatamente indirizzate negli investimenti tecnologici e nella formazione. In Italia la vera sfida inizia ora: istruire e addestrare le persone, cambiare le organizzazioni e i loro modelli tradizionali. Per tutto questo occorre una visione globale. Davanti alle sfide di Industria 4.0, DMG MORI si è evoluto con una dinamicità crescente, proponendosi quale partner capace di stare sul mercato in un modo unico, distintivo. In quest’ottica, per esempio, la nostra piattaforma IIoT ADAMOS, ADAptive Manufacturing Open Solutions, offre a clienti, partner e fornitori una strategia di digitalizzazione completa. Abbiamo applicato i criteri di interattività e multimedialità alla macchina utensile, anticipando così le tendenze attuali, strutturando i nostri strumenti con notevoli potenzialità di estensione. Alla continua ricerca dell’eccellenza tecnologica, il Gruppo unisce l’impegno costante nell’evoluzione dei prodotti, affidati a una rete di vendita e assistenza internazionale, qualificata. Per rispondere con successo alle maggiori richieste dei clienti in termini di produzione, logistica e assistenza, investiamo in formazione e addestramento del personale.

DMG MORI sta affrontando il futuro all’insegna della Dynamic . Excellence, un approccio che coinvolge cinque categorie dinamiche e tecnologiche in cui si punta all’eccellenza assoluta.

Quale politica industriale si auspica per la crescita del nostro Paese?

Innanzitutto, di continuare ad avere una politica industriale! E che si sappia quali sono le sfide che il Paese deve affrontare per essere messo nelle condizioni di competere. Dobbiamo partire dall’assunto che l’innovazione non può essere etichettata come una moda qualunque che, in seguito a una temporanea ribalta, ricadrà nel buio del backstage del palcoscenico relativo ai temi rilevanti nell’ambito del management. L’innovazione è una parte vitale delle imprese, dei sistemi industriali e delle aree geo-politiche in competizione tra loro.

Qual è la chiave del vostro successo e quali sono i valori fondamentali della vostra organizzazione?

Dal 2012 due gruppi diversi, che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo economico del settore, collaborano per costituire una terza realtà, più forte, solida, autonoma, originaria, capace di rinnovare le proprie risorse per perseguire, in modo sempre più incisivo, gli obiettivi di qualità e innovazione a vantaggio dei clienti. Oggi stiamo lavorando per la realizzazione effettiva di un unico Gruppo, che sarà definitiva nel 2020/2022: l’idea è riunire le due holding, una quotata in Germania e una in Giappone (quest’ultima detiene il 75% di quella tedesca, quindi di fatto l’azionista di riferimento è la famiglia Mori). A quell’epoca, nel 2012, poteva sembrare una scommessa il fatto che una realtà tedesca e una giapponese cooperassero, ma i passi compiuti durante questi anni hanno consolidato il nostro Gruppo, che oggi è sempre più saldo e integrato. Presenza globale, leadership tecnologica, conoscenza applicata e forti competenze locali sono gli elementi qualificanti di un’offerta ancora più completa di macchine, sistemi e servizi che permettono ai clienti di migliorare la loro produttività industriale. L’innovazione tecnologica è per noi il motore principale della crescita, ma la nostra forza sono le persone e le loro qualità professionali, da cui deriva l’eccellenza di un progetto imprenditoriale vincente.

Il Gruppo nippo-germanico è impegnato costantemente al miglioramento continuo della qualità dei loro prodotti e dei loro servizi.

Cos’altro è cambiato?

Abbiamo individuato una strada, una visione condivisa. “Dynamic. Excellence” è un approccio basato su cinque categorie che delineano i campi di innovazione strategica del Gruppo DMG MORI: automazione, digitalizzazione, produzione additiva, eccellenza tecnologica e di service e Qualified Products. Analizzando la nostra storia emerge una profonda capacità evolutiva nei metodi di gestione ma anche nei modi di pensare i progetti e il futuro stesso dell’impresa. È questo il senso profondo del nostro dinamismo, che così bene esprime e rappresenta l’idea della coniugabilità delle differenze, riunendo le tradizioni di tutte le aziende in una rete mondiale.

Nel nostro codice genetico aziendale è sempre più forte, oltre al senso di appartenenza al Gruppo, qualcosa di oggettivo e condivisibile a un livello più alto: l’eccellenza come sintesi di competenze, conoscenza, qualità, ricerca, tutti principi di un’organizzazione fondata sulla professionalità delle persone e l’affidabilità dei prodotti. In qualità di Global One Company, DMG MORI affronta il futuro con un approccio innovativo e interconnesso proprio grazie a “Dynamic. Excellence”. Nell’ambito di questo approccio olistico ci poniamo quali partner per la produzione integrata, perseguendo obiettivi ambiziosi: è il reparto di lavorazioni meccaniche che deve essere posto al centro di ogni digitalizzazione, ovvero partendo dal processo di lavorazione, passando per i flussi di lavoro digitali per giungere fino alla fabbrica completamente connessa.

Com’è cambiata la gestione della qualità in quest’ottica di sviluppo?

I cinque ambiti tecnici che ho illustrato sopra sostengono la nostra crescita. A questi aggiungiamo la qualità: assicurare macchine e servizi di alto livello è la nostra priorità. Il concetto stesso di qualità è mutato sotto la spinta della digitalizzazione, diventando più trasparente ed economicamente misurabile. Le macchine utensili sono sempre più complesse e mantenere alta l’affidabilità delle loro performance è la nostra sfida quotidiana. Tutti i processi sono stati armonizzati in tutto il Gruppo sulla base delle migliori soluzioni di best practice delle organizzazioni decentralizzate. Un notevole contributo è stato anche offerto dalla standardizzazione della progettazione meccanica ed elettrica.

In futuro probabilmente cambieranno ancora i modelli di business. Già oggi possiamo intuirlo: dovremo condividere con i clienti anche i rischi produttivi. Ecco perché è sempre più importante fare divulgazione tecnologica e investire su scuole, università, giovani talenti, perché le aziende della meccanica devono diventare sempre più attrattive. Formare persone capaci di risolvere i problemi è la vera sfida in questo mondo che cambia così rapidamente. È l’effettivo inizio di una nuova economia della conoscenza, impostata sul dinamismo e sull’evoluzione. Un’economia volta a stimolare la continua generazione di nuovi prodotti per i mercati di oggi e, soprattutto, per i mercati che oggi ancora non vediamo ma che vivacizzeranno il futuro. È un momento storico molto intenso, complesso e gratificante da vivere all’interno di una realtà come la nostra… ©TECN’È

“Il concetto stesso di qualità è mutato sotto la spinta della digitalizzazione, diventando più trasparente ed economicamente misurabile. Le macchine utensili sono sempre più complesse e mantenere alta l’affidabilità delle loro performance è la nostra sfida quotidiana”.



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