Sistemi di visione
SPAZIO ALLE NUOVE IDEE
01/05/2018

I cofondatori di iMAGE S Marco Diani (a sinistra) e Paolo Longoni, con Milena Longoni, socia e Responsabile Marketing e Comunicazione.

La machine vision è sicuramente una delle discipline più dinamiche nell’ambito della nuova rivoluzione digitale: i titolari di iMAGE S S.p.A. ci guidano alla scoperta dei trend più attuali, proposti anche in occasione della fiera SPS IPC Drives Italia.

di Fiammetta Di Vilio

In un periodo come quello che stiamo vivendo, di profonda trasformazione del sistema produttivo verso un orizzonte digitale, è normale assistere a un radicale rinnovamento del­le tecnologie, come sta avvenendo in tutti gli ambiti dell’automazione. Ma anche in uno scenario di progresso diffuso ci sono settori che avanzano più di altri. È il caso della machine vision, cioè l’insieme di tecnologie e soluzioni, hardware e software, che hanno il compito di dare materialmente il senso della vista alle macchine, per controllare la produzione, indivi­duare difetti o guidare i robot a svolgere operazioni complesse. La visione artificiale è alla base dei principi fondamentali di Industria 4.0 e le sue applicazioni consolidate possono essere raggruppate in due categorie principali: le verifiche di conformità (superficiali e di misura) e la guida di robot, anche se attualmente il tema più diffuso è costituito dai primi utilizzi di tecniche di Deep Learning (Apprendimento Profondo) nella realizzazione di applicazioni industriali.

Un osservatorio privilegiato per individuare tutti i trend tecnologici in atto in quest’ambito, sempre più importante, è quello di iMAGE S (www.imagesspa.it), società di Mariano Comense, leader dal 1994 in questo settore, in cui si occupa della distribuzione dei principali marchi, con un portafoglio di aziende in continua crescita.

 

Telecamera Genie Nano XL di Teledyne DALSA, ultima novità della gamma Genie Nano, con sensore da 25 megapixel

OFFERTA DIFFERENZIATA

“Tra le new entry dei brand distribuiti”, dice Marco Diani, socio e cofondatore, “possiamo per esempio annoverare Mitsubishi con i suoi Line Scan Bars, basati su una tecnologia nota come CIS, Contact Image Sensors, ideale per l’industria della stampa su qualsiasi superficie”. Si tratta di soluzioni particolarmente indicate per l’ispezione di oggetti e materiali piani, che questi strumenti, facili da integrare in una linea di produzione, possono controllare a distanza ravvicinata con una risoluzione elevata, di 600 dpi, con un perfetto controllo del colore. Ma se dovessimo individuare l’ultima frontiera della machine vision, questa è senza dubbio l’intelligenza artificiale e, in particolare, il Deep Learning, o apprendimento profondo, che si basa sulla capacità delle macchine o, meglio, dei software che le controllano, di imparare dai propri errori e di migliorare progressivamente le proprie performance.

 

“Il 2018 sarà l’anno d’elezione per tutti i prodotti legati alla visione artificiale”, afferma Marco Diani.

LE RETI NEURALI CONVOLUZIONALI

“Siamo da tempo entrati in questo ambito”, dice Diani, “per esempio con i prodotti di MVTec Software, che con la nuova release HALCON 17.12 offre un set completo di funzioni avanzate di Deep Learning immediatamente applicabili in contesti industriali. Il sistema si basa sull’impiego di reti neurali convoluzionali che possono essere addestrate alla classificazione delle immagini, riducendo i requisiti di programmazione e risparmiando tempo e denaro. Le prestazioni di questi sistemi continuano a migliorare in termini di qualità e affidabilità e possono essere ottimizzate per le esigenze specifiche di ciascun cliente”.

Le reti neurali convoluzionali sono strutture complesse che replicano, in modo artificiale, la struttura della rete neurale del nostro cervello, fatta di neuroni. I vari nodi che costituiscono queste reti simulano, in modo semplificato, il funzionamento dei neuroni. Generalmente nelle reti neurali il flusso di informazioni scorre in un unico senso, dall’input dei dati alla risposta finale, ma nelle reti convoluzionali avviene qualcosa di diverso, perché il sistema è in grado di valutare se la risposta fornita da un nodo della rete sia soddisfacente o no e, in questo secondo caso, può “rimandare indietro” l’informazione affinché sia nuovamente elaborata dal nodo, finché non si ottiene il risultato desiderato. In questo modo la rete neurale convoluzionale si autocorregge ed è in grado di fornire risposte assai più precise, e in tempi più rapidi, rispetto a una rete neurale di tipo classico. Questo tipo di intelligenza artificiale sta sempre più prendendo il posto di quella basata sui cosiddetti “sistemi esperti”, complessi algoritmi che però non hanno la plasticità e la velocità delle reti neurali.

 

Le telecamere Genie Nano di Teledyne DALSA trovano applicazione in numerosi settori produttivi, dal Food & Beverage al medicale, dall’elettronica alla gestione del traffico.

UNA GAMMA SEMPRE PIÙ AMPIA DI SOLUZIONI

Ora iMAGE S sta ampliando la proposta di questi sistemi anche attraverso una nuova collaborazione, “quella con SqueezeBrains”, spiega Diani, “un’azienda italiana con cui abbiamo appena avviato una collaborazione e che ha messo a punto un software per la classificazione di oggetti basato sull’intelligenza artificiale, che ha il vantaggio di non richiedere training particolarmente lunghi e complessi come avviene con altre soluzioni di Deep Learning”. Alla fiera SPS IPC Drives di Parma, dove l’azienda di Mariano Comense sarà presente con un suo stand B044-B048, al padiglione 5, i visitatori possono assistere a demo di questi nuovi prodotti, sia di SqueezeBrains che di Mitsubishi. Quali le applicazioni? “Ovunque sia necessario classificare immagini complesse in modo rapido e preciso”, spiega Diani . “Questi sistemi sono per esempio utilizzati nei laboratori per il riconoscimento rapido delle cellule dei tessuti oppure in ambito industriale per la classificazione di difetti non misurabili con tecniche tradizionali”.

 

“Gli strumenti e i dispositivi di Image Processing sono penetrati con forza in tanti settori e gli ambiti di applicazione continuano a espandersi a macchia d’olio”, dice Paolo Longoni.

LENTI LIQUIDE E SENSORI

“Il 2018 sarà l’anno d’elezione per tutti i prodotti legati alla visione artificiale. Tendenze ne possiamo evidenziare diverse: le telecamere multispettrali e iperspettrali, la visione tridimensionale, la diffusione delle applicazioni con sistemi embedded, i progressi nell’ambito delle lenti liquide e nei sistemi di ripresa HDR”, spiega Marco Diani.

Tra le tecnologie innovative esposte durante SPS IPC Drives di Parma figurano anche le ottiche liquide sviluppate dall’azienda svizzera Optotune, con cui iMAGE Sha avviato di recente un accordo di distribuzione. Le lenti liquide di Optotune simulano il funzionamento del cristallino dell’occhio umano. La loro forma può essere modificata in modo istantaneo mediante stimoli elettrici in modo da mettere a fuoco piani differenti a velocità elevatissime.

Altra novità sono i sensori intelligenti di LMI Technologies, denominati Gocator 2430 e Gocator 2440, in grado di generare profili tridimensionali a una velocità di 5 kHz basati su telecamere a 2 megapixel, e di realizzare scansioni ad alta velocità, per esempio del profilo di un battistrada o della spalla nell’industria degli pneumatici o per altre applicazioni nel settore delle estrusioni in gomma. Questi sensori si distinguono anche per l’ampio campo di visione, che consente l’esame di superfici estese. “Possono essere messi in rete accoppiati”, dice Diani, “per leggere una porzione maggiore dell’obiettivo, acquisendo l’immagine desiderata con meno sensori, ma senza rinunciare a dettagli fini sia della superficie sia del perimetro”.

 

I sensori intelligenti Gocator di LMITechnologies, appena usciti nelle serie 2430 e 2440, si distinguono per l’ampio campo di visione che consente l’utilizzo di meno dispositivi pur raggiungendo una definizione elevatissima.

DALLE TECNOLOGIE AL SERVIZIO

Anche Teledyne DALSA è di recente uscita con una serie di nuove telecamere con interfaccia GigE Vision®, le Genie Nano, “adatte”, spiega Paolo Longoni, cofondatore di iMAGE S, “per un’ampia gamma di applicazioni di ispezione, quali sistemi intelligenti di gestione del traffico, intrattenimento, apparecchiature medicali, ispezione di alimenti e bevande, controlli su schede elettroniche e circuiti stampati”. Anch’esse sono visibili allo stand di iMAGE S in occasione di SPS IPC Drives di Parma. Il loro punto di forza consiste nell’altissima risoluzione che possono raggiungere le immagini, con sensori fino a 25 megapixel nei modelli Genie Nano XL, e all’altrettanto elevata velocità di trasferimento dei dati, potenziata da Teledyne DALSA con la tecnologia brevettata Turbodrive e fino al 40% superiore rispetto ai valori standard GigE Vision. Ultima novità nell’ambito Genie Nano è il modello dotato di sensore in grado di polarizzare la luce incidente secondo 4 angoli di polarizzazione: in questo modo si possono ad esempio rilevare difetti estremamente piccoli su superfici riflettenti.

“Negli anni il nostro organico è cresciuto: siamo così passati da piccola impresa a conduzione familiare a una realtà sempre più orientata ad affrontare le grandi sfide che il mercato ci pone”, spiega Milena Longoni.

“La stessa attenzione che l’azienda ha posto e pone nella ricerca di prodotti sempre più performanti viene rivolta anche alla selezione dei collaboratori per creare un team sempre più esperto, in grado di risolvere efficacemente tutti i problemi tecnici e commerciali che l’utilizzatore solleva”, dice Paolo Longoni. “Un’altra attività di supporto alla clientela che ci contraddistingue sarà la disponibilità, nella nostra nuova sede che inaugureremo a breve, di un’area test in grado di sperimentare potenziali applicazioni nei differenti comparti di riferimento: smart manufacturing significa anche assicurare la personalizzazione del processo produttivo a seconda delle esigenze di ogni impresa, che deve essere in grado di gestire efficacemente e produrre in maniera più flessibile e controllata”, spiega Longoni. “Anche per queste ragioni ci impegneremo a fondo nella formazione rivolta ai nostri prodotti e alle nuove tecnologie che stanno per essere lanciate sul mercato”.

“Quando nel 1994 nasceva iMAGE S, la machine vision era ancora una disciplina di nicchia, molto giovane dal punto di vista industriale: le prime applicazioni pratiche erano nate solo verso la fine degli anni ’80, e la disponibilità di sistemi di visione di maggior funzionalità e robustezza è arrivata proprio negli anni ’90. Da allora l’evoluzione è stata continua, con soluzioni hardware e software che hanno consentito un crescente utilizzo della visione artificiale nell’ambito industriale. Gli strumenti e i dispositivi di Image Processing sono penetrati con forza in tanti settori e gli ambiti di applicazione continuano a espandersi a macchia d’olio”, conclude Paolo Longoni.

La nuova release HALCON 17.12 di MVTec Software offre un set di funzioni avanzate di Deep Learning per il riconoscimento e la classificazione rapida di immagini.

Insomma, per gli appassionati di tecnologie della visione, e soprattutto per le aziende e gli sviluppatori di sistemi interessati a scoprire gli ultimi trend nella machine vision, le soluzioni proposte da iMAGE S si annunciano come una “tappa obbligata” da tenere in considerazione. “Senza tuttavia dimenticare un aspetto fondamentale”, conclude Diani. “Le tecnologie sono fondamentali, ma la vera differenza la fa il servizio. E in questo noi, con quasi 25 anni di esperienza nel settore, non temiamo confronti”.

 

Lente liquida Optotune, in grado di modificare all’istante la messa a fuoco per ispezioni su piani differenti.

FOCUS: IN CRESCITA COSTANTE

Oltre ai costruttori di macchine e impianti, i principali clienti di iMAGE S sono gli integratori di sistemi, ai quali l’azienda fornisce il migliore servizio possibile. L’elevato livello di aggiornamento tecnologico mantenuto nel tempo testimonia la capacità di guardare lontano e di investire in competenze e risorse. A questo scopo l’impresa ha creato un’organizzazione adeguata ed è in procinto di inaugurare una nuova sede, sempre a Mariano Comense, dove la società è nata nel 1994. “Si tratta di un edificio in bioedilizia ampio e luminoso, alimentato da un impianto fotovoltaico”, ci spiega Milena Longoni, Responsabile Marketing e Comunicazione. “Abbiamo bisogno di spazio perché negli anni il nostro organico è cresciuto: negli ultimi mesi abbiamo assunto diverse professionalità, che, insieme al team consolidato, contribuiscono a delineare una struttura più articolata, passando così da piccola impresa a conduzione familiare a una realtà sempre più orientata ad affrontare le grandi sfide che il mercato ci pone”.

Un traguardo in continua evoluzione per l’impresa brianzola, che opera in stretta collaborazione con Università, CNR e AIdAM, Associazione Italiana di Automazione e Meccatronica, per promuovere e valorizzare la cultura della visione, raggiungendo nicchie di mercato tutte da sperimentare. ©TECN’È

SqueezeBrains è un’azienda italiana, con cui iMAGE S ha da poco avviato una collaborazione, che ha messo a punto un software per la classificazione di oggetti basato sull’intelligenza artificiale.



Precedente | Seguente


COMMENTI
Sondaggio
Esclusa dai prossimi Mondiali di Calcio, L’Italia quale ruolo potrà invece giocare nell’Europa del futuro? (ndr: per ragioni ovvie non abbiamo previsto la panchina!)

La rivista


Newsletter



Sponsor





















































































OpenFactory Edizioni
© 2018. Open Factory Srl - Via Bernardo Rucellai, 37/B - 20126 Milano - Phone +39 02 49517730 +39 02 49517731 - Telefax +39 02 87153767 - C.F. e P. IVA 07222610961
È vietato riprodurre qualsiasi parte delle pubblicazioni, foto e testi senza preventiva autorizzazione scritta da parte dell'editore.
Editore e autori non potranno in nessun caso essere responsabili per incidenti e/o danni che a chiunque possano derivare per qualsivoglia motivo o causa,
in dipendenza dall'uso improprio delle informazioni qui contenute.

Privacy Policy
Powered by Joy ADV