
Oltre alle incognite legate alla situazione internazionale, il mercato della machine vision si apre nel 2026 con il problema dello shortage delle memorie, la cui produzione è drenata dalle applicazioni per l’intelligenza artificiale.
Marco Diani, AD di iMAGE S, racconta strategia, soluzioni e prospettive di un’azienda che punta su competenza tecnica, diversificazione e valore aggiunto.
di Riccardo Oldani
Oltre trent’anni di attività, una struttura tecnica che supera per dimensioni quella commerciale e una scelta di campo su cui si basa tutta la strategia del business: non competere sul prezzo, ma sulla competenza. In un mercato della machine vision ancora perturbato dall’instabilità delle catene di fornitura e spinto ad aggiornarsi continuamente da nuovi standard e norme, iMAGE S conferma la propria identità di distributore a valore aggiunto, partner e supporto a cui affidarsi per le competenze uniche nel settore ancor più che per la vastità del catalogo.
Marco Diani è, insieme con Milena e Paolo Longoni, amministratore delegato e fondatore della società, che ha sede a Mariano Comense, in provincia di Como, ed è tra i principali distributori italiani ed europei di soluzioni per la visione artificiale. “Abbiamo iniziato più di trent’anni fa”, dice, “con l’idea di non essere dei semplici ‘box mover’, che si limitano a spostare pacchi dal produttore all’utilizzatore. Il nostro obiettivo, e anche la ragione per cui continuiamo a essere competitivi sul mercato, è offrire conoscenza, supporto, affidabilità e anche un magazzino di prodotti per essere più vicini al cliente. È questo che ci distingue”.

Marco Diani, amministratore delegato e fondatore di iMAGE S.
LA CRISI DELLE MEMORIE
Il 2025, spiega Diani, si è chiuso con un andamento sostanzialmente stabile per il Gruppo iMAGE S, che oltre all’azienda italiana comprende la consociata statunitense 1stVision Inc., con sede in Massachusetts, in leggera crescita lo scorso anno. Se il mercato industriale europeo ha continuato a mostrare segnali di debolezza, a sostenere i risultati sono stati comparti alternativi come il medicale, il radiologico e lo spazio, confermando la validità della strategia di iMAGE S, fondata sulla diversificazione dei mercati.
“Il 2026 si apre però con nuove incognite”, sottolinea Marco Diani. “Oltre alle tensioni legate a dazi e conflitti internazionali, si profila un problema strutturale nella disponibilità di memorie per computer industriali”. Nel mondo ci sono pochi produttori di questo tipo di dispostivi, e tutti hanno convertito le linee produttive verso memorie ad alta velocità destinate a data center e applicazioni di intelligenza artificiale, riducendo l’offerta di componenti tradizionali. “Le memorie che si trovano oggi possono costare fino a quindici volte di più rispetto a sei mesi fa”, osserva Diani. Considerando che incidono per circa il 20-30% sul costo dei componenti di un PC industriale, l’impatto è evidente. Il rischio, poi, non riguarda solo le memorie, “ma anche componenti critici come Field Programmable Gate Array (FPGA) e Graphic Processing Unit (GPU), fondamentali nelle telecamere e nei sistemi embedded di visione. Quello che quindi suggeriamo oggi ai nostri clienti è di pianificare con anticipo gli acquisti di queste componenti, facendo magazzino in modo intelligente”.
Per mitigare il problema, iMAGE S ha intensificato il confronto con i propri partner, clienti e fornitori, e mantenuto uno stock selettivo, puntando non tanto sulla quantità quanto sulla qualità dei componenti a magazzino. Un approccio coerente con una struttura che oggi rappresenta circa 60-65 brand e oltre un milione di codici a listino, frutto di una progressiva espansione del portafoglio che copre applicazioni industriali, scientifiche, medicali e di ricerca.

Le nuove Gocator 2D Smart Camera di LMI Technologies, tra i prodotti di recente aggiunti da iMAGE S nel proprio portafoglio. L’azienda è assai attiva nello scouting tecnologico.
TANTE NOVITÀ TECNOLOGICHE
Tra le novità più rilevanti che riguardano il mondo iMAGE S figura la riorganizzazione interna di Teledyne, gruppo statunitense tra i principali player mondiali nelle tecnologie di imaging, con cui iMAGE S ha un rapporto privilegiato e di lunga data, fondato su una profonda conoscenza reciproca e non solo sulla semplice distribuzione di soluzioni per la machine vision. “Le attività Teledyne legate alle telecamere, che erano suddivise sotto l’etichetta delle varie compagnie acquisite negli ultimi anni, come Flir per esempio, sono state ora unificate sotto un’unica identità, Teledyne Vision Solutions, semplificando il posizionamento e favorendo sinergie tra line scan, area scan, sistemi 3D, frame grabber e software. Proprio in quest’area sono stati introdotti nuovi frame grabber GigE capaci di collegare fino a sedici telecamere a un unico PC senza gravare sulla CPU, con benefici tangibili in termini di efficienza”, racconta Diani. Altra interessante novità di Teledyne Vision Solutions è la famiglia di camere SCION, che amplia ulteriormente il raggio d’azione di Teledyne nel campo dell’imaging scientifico e multispettrale. Offre soluzioni nel visibile e nello spettro infrarosso a onde corte che rispondono alle esigenze più avanzate di ricerca, difesa e applicazioni industriali ad alta sensibilità, ambiti nei quali iMAGE S intende rafforzare ulteriormente la propria presenza.
In questo scenario si inseriscono prodotti di altri brand, come le nuove Gocator 2D Smart Camera di LMI Technologies, disponibili con sensori da 5 e 12 Mpixel, mono e colore, che integrano tool tradizionali e algoritmi basati su intelligenza artificiale per ispezioni e misure 2D evolute.

Le lenti liquide Optotune ELM-F per sensori che richiedono un ampio campo visivo ed elevata risoluzione, distribuite da iMAGE S.
Sul fronte ottico, le lenti liquide Optotune ELM-F, per sensori fino a 1,1”, consentono una messa a fuoco rapida e dinamica, ideale per sistemi compatti e flessibili. Per il 3D, la IDS NION amplia l’offerta Time of Flight fino a 1,2 Mpixel per utilizzi indoor e outdoor, mentre le stereo camere Orbbec Gemini 305 e 345g, progettate anche per l’integrazione su polsi robot, rispondono alle esigenze di ambienti industriali impegnativi.
“Questi sono soltanto alcuni dei nuovi prodotti usciti sul mercato che abbiamo analizzato e testato al nostro interno e deciso di commercializzare”, spiega Diani. “Sono indicativi dell’innovazione che attraversa tutto il settore della machine vision. Un esempio è la visione tridimensionale, che resta uno dei pilastri della nostra offerta. Per noi è uno standard da anni, ma oggi si sta espandendo verso nuove applicazioni: ‘time of flight’, stereo visione, proiezione di frange, light field e triangolazione laser convivono in un portafoglio che copre applicazioni dall’automotive al medicale, fino all’elettronica avanzata”.
Accanto al 3D cresce l’interesse per le telecamere a eventi, capaci di trasmettere solo le variazioni tra un frame e il successivo, riducendo drasticamente il flusso dati e consentendo analisi estremamente rapide. “Per esempio”, specifica Diani, “in ambiti come l’automotive e la fluidodinamica. In quest’ultimo campo diventa perfino possibile con questi strumenti misurare con precisione il campo di moto di un fluido, attraverso la tecnica della Particle Image Velocimetry, realizzabile soltanto con le telecamere a eventi di ultima generazione”.

La telecamera Time of Flight IDS di NION è un’altra novità di recente individuata da iMAGE S. Per applicazioni 3d indoor e outdoor ad alta risoluzione.
IL TEMA DELLE NORME
Il contesto normativo rappresenta un altro fronte strategico. L’evoluzione degli standard, come il prossimo GigE Vision 3.0 e il recepimento in ambito ISO delle specifiche europee EMVA 1288 per la caratterizzazione delle telecamere, rafforza il quadro di riferimento internazionale. Parallelamente, le normative su cybersecurity e resilienza digitale, incluse quelle collegate alla direttiva NIS2 e al Nuovo Regolamento Macchine, impongono maggiore attenzione alla sicurezza dei sistemi di visione. “I software proprietari certificati sono già pronti per queste richieste”, sottolinea Diani. “Chi utilizza librerie open source dovrà invece assumersi l’onere della certificazione dell’intera macchina. Per questo diventa fondamentale sempre di più, per applicazioni in questo settore, rivolgersi a realtà competenti e aggiornate tecnicamente come iMAGE S piuttosto che a semplici distributori. Orientarsi bene nella scelta giusta di soluzioni già in linea con le normative di prossima applicazione è un aspetto strategico nel nostro mercato”.

Altra interessante novità di Teledyne Vision Solutions, in Italia iMAGE S, è la famiglia di camere SCION, che amplia ulteriormente il raggio d’azione di Teledyne nel campo dell’imaging scientifico e multispettrale.
SETTORI IN CRESCITA
In questo scenario si inserisce anche la crescente attenzione verso difesa e space economy. L’aerospazio italiano vale circa 45 miliardi di euro e richiede sensori e sistemi in grado di operare nel vuoto e in presenza di radiazioni, con requisiti di affidabilità molto superiori a quelli industriali standard. “Adattare una telecamera commerciale allo spazio può sembrare una scorciatoia”, dice Diani, “ma il rischio è non raggiungere le prestazioni richieste. Servono competenze e partner adeguati. E servono anche investimenti, sia a livello europeo sia in Italia”.
Le tecnologie della visione, per esempio, sono sempre più strategiche nell’impiego di droni, “prodotti tecnologici di cui l’Ucraina”, osserva Diani, “è diventato il principale produttore mondiale. Ma questo settore non ha soltanto risvolti militari. Sicuramente avrà ricadute importanti anche per la società civile. Per questo speriamo di vedere nuova ricerca in Italia in questo ambito, non solo dei grandi gruppi ma anche a livello universitario, con un focus sulle soluzioni per la visione”.

La stereo camera Orbbec Gemini 305, sempre distribuita da iMAGE S, è ideale anche per l’integrazione sul polso di robot.
L’ATTIVITÀ ASSOCIATIVA
Non meno importante è il lavoro associativo. iMAGE S è tra i fondatori della European Machine Vision Association e partecipa attivamente alle iniziative nazionali ed europee per favorire la raccolta di dati statistici e la definizione di standard condivisi. In un mercato dove le previsioni vengono costantemente riviste, la capacità di fare rete diventa un fattore competitivo.
La sintesi della strategia resta però la stessa, anche se si è evoluta, da oltre tre decenni. “Noi vinciamo sul valore, lasciamo ad altri la battaglia sui prezzi”, conclude Diani. In un settore dove la telecamera tende a diventare una commodity, il valore aggiunto è la capacità di integrare ottiche, illuminazione, software e competenze applicative. È in questa combinazione che iMAGE S continua a trovare la propria identità e la propria prospettiva di crescita, anche in un 2026 che si annuncia complesso ma ricco di opportunità per chi saprà leggere il cambiamento. ©ÈUREKA!

iMAGE S cura particolarmente il magazzino, puntando sulla qualità dei componenti sempre disponibili in un catalogo che annovera più di 60 brand.






































































