
Bernhard Lamprecht, CEO del Lakeside Science & Technology Park.
La Carinzia è una meta ambita non solo per le sue bellezze naturali, ma anche un sistema che favorisce l’incontro tra pubblico e privato e che stimola l’innovazione.
di Riccardo Oldani
Ai confini con l’Italia e la Slovenia, annidata tra vallate ricoperte di foreste e vette spettacolari, la regione più meridionale dell’Austria è una meta ambita non soltanto per le sue bellezze naturali. Un articolato ed efficace sistema, che favorisce l’incontro tra pubblico e privato, ha stimolato la nascita di due parchi tecnologici incentrati sulle tecnologie ICT, sulla microelettronica, l’automazione e la robotica. Qui si realizza in tutte le sue potenzialità il trasferimento di conoscenze tra ricerca e impresa. Questo è possibile grazie a un ecosistema aperto e in crescita, particolarmente attrattivo anche per aziende e imprenditori italiani.
È una torrida giornata di fine giugno, sulle rive del lago Wörthersee, alle porte della città di Klagenfurt, quando entriamo nel Lakeside Science & Technology Park, un parco scientifico e tecnologico divenuto in soli due decenni un punto di riferimento per l’economia e lo sviluppo tecnologico della Carinzia e di tutta l’Austria. La regione, la più a Sud del Paese, confinante con il nostro Friuli e con la Slovenia, ha saputo far crescere qui un centro di ricerca applicata in cui imprese consolidate e giovanissime start-up trovano l’ambiente ideale per il loro sviluppo. Un luogo in cui la vicinanza con laboratori di ricerca e con le Università di Klagenfurt e di Scienze Applicate della Carinzia a Villach si realizza una libera circolazione di conoscenze, in un ambiente aperto e internazionale.
Mentre percorriamo le vie ordinate del parco, cercando di sottrarci al sole, possiamo apprezzare la razionalità delle strutture, edifici di due piani rivestiti di assi di legno e circondati da una natura rigogliosa.

Le strutture del TPV Villach, che con quelle di Klagenfurt completano il network di laboratori e spazi per ICT, elettronica, robotica, sensoristica e algoritmi intelligenti di questo distretto altamente tecnologico della Carinzia.
NATURA E TECNOLOGIA
Tutto l’insieme ricorda un campus universitario, ricco anche di locali e di dehors e strutturato secondo i dettami dell’architettura sostenibile, a basso consumo energetico, come ci spiega una delle nostre guide, Peter Holub, che al Lakeside Park si occupa dei progetti per la parte educational, qui molto importante. Ma non è tutto. A mezz’ora di auto da qui, l’High Tech Campus di Villach si integra con quello di Klagenfurt, componendo un network altamente tecnologico dotato di strutture all’avanguardia in Europa. Come, per esempio, la più grande camera bianca in Austria per la produzione di wafer di silicio e MEMS, di importanza strategica per lo sviluppo di nuove tecnologie per i semiconduttori. Non è un caso che uno dei colossi globali del settore, Infineon, abbia aperto nell’area una propria sede e abbia sviluppato stretti contatti non soltanto con i due parchi tecnologici, ma anche con le università locali, per favorire con investimenti mirati la crescita di talenti.
Un dehors nel Lakeside Park. L’area è anche estremamente attrattiva per studenti e giovani imprenditori, che qui trovano un ambiente giovane ma anche strutture e supporto per le loro idee per la ricerca o imprenditoriali.
I SEGRETI DEL SUCCESSO
Il segreto del successo di questo network, sempre più attrattivo anche a livello europeo e mondiale, consiste proprio nell’aver saputo riunire, a stretto contatto tra loro, università, laboratori di ricerca applicata, ricercatori, manager della scienza e dell’innovazione e anche realtà che si occupano del finanziamento di progetti e idee imprenditoriali. Come ci racconta Bernhard Lamprecht, CEO del Lakeside Science & Technology Park: “La Carinzia ha creduto in questo progetto già 25 anni fa. Abbiamo studiato i modelli europei e capito che dovevamo specializzarci in qualcosa di specifico per avere successo. Abbiamo così deciso di puntare sul settore dell’ICT, e questo ha fatto la differenza”. Insieme con il modello finanziario messo a punto per favorire le attività. Il parco è infatti di proprietà pubblica, ma secondo un concetto di suddivisione degli oneri e dei meriti. “Un terzo è della città di Klagenfurt”, dice Lamprecht, “un terzo della regione Carinzia e un terzo della Repubblica d’Austria. Tutti si muovono insieme e nella stessa direzione per il buon funzionamento del progetto”. Una lezione da metabolizzare e applicare anche in Italia.
“Un altro punto di forza è il fatto di avere tutto a portata di mano”, aggiunge David Pitschmann, dinamicissimo e poliglotta responsabile dei progetti e della cooperazione internazionali. “In cinque minuti a piedi qui si raggiungono l’università, i laboratori di ricerca, le società di gestione, ma anche la natura, grandi spazi per il tempo libero. Abbiamo voluto dar vita a un ambiente aperto, internazionale, stimolante, dove la qualità della vita è anch’essa molto alta. Questa è una struttura studiata per invitare aziende e imprenditori stranieri, anche italiani, a stabilirsi qui, a essere presenti fisicamente in questo ecosistema. Valutiamo i loro progetti per portarli e farli crescere al nostro interno, e a chi viene qui chiediamo di esserci fisicamente”. Non una scelta difficile, vista l’attrattiva dei luoghi, ma senz’altro un’assunzione di impegni e di responsabilità.
Insomma, la ricetta universale per fare in modo che le conoscenze dell’università e della ricerca fluiscano in modo proficuo verso le imprese probabilmente non esiste. Lo sappiamo dall’osservazione delle tante strutture e iniziative avviate in Italia in questa direzione, alcune coronate da un certo successo, altre meno. Ma se c’è un luogo in cui cercare la formula ideale, probabilmente si trova proprio qui, sulle placide rive del Wörthersee.
Il Lakeside Park di Klagenfurt ospita il Drone Hub, area indoor per test su droni, che vengono valutati soprattutto nel loro utilizzo in sciami, grazie allo sviluppo di speciali algoritmi bioispirati.
AREE, LABORATORI, STRUTTURE
Che cosa c’è, allora, all’interno del parco tecnologico di Klagenfurt? In un’area di 42.000 m2 si concentrano oltre 70 aziende e istituti di ricerca nei settori dell’ICT, della robotica, del 5G e delle scienze computazionali, in stretta sinergia con l’Università di Klagenfurt, che ospita circa 12.000 studenti, di cui 2.000 internazionali, con corsi in tedesco e in inglese. Alcune strutture sono uniche, come il 5G Playground, in cui si sperimentano reti mobili di ultima generazione, o il Drone Hub, la più grande sala indoor europea per test di volo autonomi (150 m2, 10 m di altezza, 37 telecamere per il tracciamento). Altre sono aperte alle giovani generazioni, come l’Educational Lab, che soltanto nel 2024 ha accolto oltre 25.000 studenti dalle elementari alle superiori per attività di educazione STEM. “Tutte le attività qui sono gratuite per gli studenti”, ci spiega Peter Holub. “Tutto è pagato dalla regione della Carinzia, con lo scopo di avvicinare ragazzi e ragazze alle materie STEM”. Aggiunge il CEO Bernhard Lamprecht: “Alcuni studenti universitari di chimica o fisica ci hanno confidato di avere iniziato a pensare agli studi scientifici dopo essere stati qui. Qui hanno trovato la loro vocazione. E noi crediamo molto nella formazione tecnica, perché sappiamo che le competenze che serviranno tra dieci anni devono essere coltivate già oggi”.
Il laboratorio di Robotica e Meccatronica del centro di ricerca Joanneum Research, ospitato negli spazi del Lakeside Park.
DALLA ROBOTICA AGLI ALGORITMI NATURALI
Tra i protagonisti del parco spicca l’attività dei laboratori del centro di ricerca Joanneum Research e dei Lakeside Labs. Abbiamo in particolare l’occasione di visitare quello di Robotica e Meccatronica, guidati da uno dei suoi ricercatori, Benjamin Breiling. “Qui”, ci spiega, “un team di una ventina di ricercatori lavora su robotica collaborativa, automazione flessibile, sicurezza uomo-macchina, gemelli digitali, visione iperspettrale e gripper intelligenti. I progetti vanno dalla soluzione di problemi concreti per l’industria all’indagine su possibili utilizzi a sfondo sociale dei robot, in particolare quelli collaborativi. Per esempio, uno dei progetti che stiamo conducendo, Safeiverse, esplora nuovi modi per impiegare i cobot al fine di favorire l’inclusione di persone svantaggiate nelle fabbriche”. “Nel 5G Playground”, ci spiegano i due ricercatori Christoph Uran e Valentin Egger, “si studiano applicazioni speciali delle connessioni ultraveloci 5G a beneficio dell’industria, ma anche delle smart city o del monitoraggio ambientale. Particolarmente innovativi sono poi i progetti sui droni e la swarm intelligence, sviluppati in altri laboratori del Lakeside Park con un approccio bio-ispirato”.
“Ci ispiriamo al comportamento di sciami, stormi e colonie animali per progettare sistemi distribuiti in grado di auto-organizzarsi senza un controllo centrale”, spiega la manager della ricerca Verena Venek. “In un progetto chiamato SwarmIn, per esempio, e sviluppato in collaborazione con Infineon, sono questi algoritmi a smistare sulle varie macchine della linea la produzione di wafer di silicio, tenendo conto della pianificazione, della manutenzione, dei volumi di output. Il risultato è stato un miglioramento dell’efficienza del 30% rispetto alla pianificazione tradizionale”.

Negli spazi di ricerca di Villach si sviluppano anche soluzioni basate sul 5G, con particolare attenzione alle applicazioni per l’industria e per la gestione delle aree urbane e naturali.
FAR CRESCERE LE IMPRESE
Nel cuore del parco, a stretto contatto con i laboratori, opera anche build!, incubatore che accompagna startup dalla validazione alla fase di scale-up. “Il nostro obiettivo non è creare unicorni, ma aziende solide capaci di durare nel tempo”, afferma Henrik Fissmann, startup coach. Il modello prevede un primo workshop intensivo, poi programmi personalizzati e cofinanziamenti regionali, fino a percorsi di investimento misto pubblico-privato, in cui se una startup viene finanziata da un investitore privato, viene subito supportata anche da un analogo finanziamento regionale. Il tasso di sopravvivenza dei progetti selezionati e avviati supera l’80% dopo 5 anni dall’avvio. Un risultato eccezionale. “Ma anche chi non dovesse avere successo”, aggiunge Fissmann, “può trarre vantaggio dal fatto di aver fatto parte di un network così attivo. Può tornare con una nuova idea o anche entrare in altre realtà locali, grazie alla contiguità e alla possibilità di avviare relazioni e rapporti di lavoro. La nostra forza è l’ecosistema: non siamo uno showroom di startup, ma una comunità reale”. Da qui sono passate anche realtà di successo come Bitmovin, oggi attiva a livello globale nei servizi di streaming che rendono possibili il funzionamento di realtà come Netflix o come Amazon Prime. O come PiktID, idea di uno startupper italiano, Davide Righini, che lavora sull’elaborazione di immagini con l’intelligenza artificiale generativa. “Anche chi è cresciuto e ha raggiunto una dimensione internazionale”, conclude Fissmann, “poi decide di restare qui con una sua sede”.

I SAL, Silicon Austria Laboratories, sono il fiore all’occhiello del TPV di Villach. La struttura, che consente la ricerca e la produzione di piccoli batch di semiconduttori, ha attratto importanti realtà globali, come Infineon.
LA CULLA ALPINA DELLA MICROELETTRONICA
A mezz’oretta di autostrada da Klagenfurt si trova Villach, sede del secondo polo tecnologico della regione, il TPV Villach. Al suo interno ospita oltre 40 aziende, la Fachhochschule Kärnten (università di scienze applicate della Carinzia) e, soprattutto, i Silicon Austria Labs (SAL), centro avanzato per la microelettronica, i sistemi embedded, la sensoristica, l’AI affidabile e l’elettronica di potenza. I SAL, che annoverano nel complesso 350 addetti tra tecnici e ricercatori, hanno qui a Villach il centro più importante, con circa 200 persone che lavorano su progetti pubblici e privati, con un occhio attento alla concretezza e alla fattibilità. Non si parte dall’idea pura, ma da un livello di maturità tecnologica già accertato (TRL 2 o 3) e lo si porta alle soglie della produzione industriale (TRL 6). Il fiore all’occhiello è la camera bianca di livello ISO 5, la più grande in Austria, dotata anche di un’area interamente automatizzata, e ora in fase di ampliamento con un’altra ala di livello ISO 4, anch’essa tutta automatica. “Nei Silicon Austria Labs”, ci spiega Peter Müllner, business developer, “realizziamo anche piccole serie di chip, per esempio per Infineon, che non può adeguare le proprie linee produttive per lotti minimi. Questo è un servizio molto interessante a beneficio delle aziende del settore”.
Altre attività condotte qui riguardano la stampa di dispositivi elettronici realizzata con tecnologie di deposizione ad alta tecnologia nel Printed and Flexible Electronics Lab e, come ci spiega la Business Development Manager per i sistemi sensoristici Veneta Ivanova, “la realizzazione di sensori per usi indoor e outdoor di varie tipologie: elettronici, di visione, olfattivi. In particolare, nella nostra divisione di fotonica utilizziamo tecnologie laser e quantistiche per vari utilizzi, dai sensori per la ricerca a quelli per l’impiego nello spazio. Con l’Agenzia Spaziale Europea e con il consorzio ArianeSpace stiamo per esempio lavorando allo sviluppo di un sistema laser per l’accensione dei propulsori nello spazio”.
Anche i Silicon Austria Labs, sullo stesso modello del Lakeside Park, offrono opportunità per studenti magistrali e dottorandi, oltre a programmi industriali per PMI. Il tutto in sinergia con le università e l’incubatore build!, secondo il collaudato modello di collaborazione pubblico-privata.
La camera bianca dei SAL di Villach è la più grande in Austria ed è in fase di ulteriore ampliamento.
PORTA D’ACCESSO ALL’EUROPA
Dietro al successo delle due realtà di Klagenfurt e di Villach, che in prospettiva diventeranno tre con l’avvio del progetto per il Parco tecnologico Lavanttal a St. Paul, agisce una governance intelligente, la cui regia spetta a BABEG, agenzia che sviluppa strategie di lungo termine e partecipa attivamente ai progetti. “La struttura a “tripla elica”, che vede la compartecipazione di amministrazioni locali, regione e stato, assicura solidità e neutralità, ingredienti fondamentali”, dice ancora David Pitschmann, “per attrarre imprese, università e centri di ricerca”.
Fare impresa, avviare una startup o collaborare alla ricerca applicata condotta qui in Carinzia non è solo possibile, ma conveniente. Tra incentivi fiscali, supporto all’innovazione, qualità della vita e rete scientifica, la regione offre condizioni favorevoli a chi vuole mettersi in gioco. E per studenti e giovani ricercatori italiani, rappresenta una porta d’accesso concreta all’Europa dell’innovazione. Inoltre, chi desidera iniziare una nuova vita in Carinzia può trovare tutto il supporto necessario grazie a uffici come il Carinthian Welcome Center, che offre un servizio gratuito e personalizzato.
“Ora vogliamo rafforzare le reti internazionali, anche con l’Italia”, conclude il CEO del Lakeside Park Bernhard Lamprecht. “Collaboriamo già con le università di Trieste e Bergamo, con il Fraunhofer Italia a Bolzano e con altri atenei italiani, ma c’è ancora tanto da fare. E poi abbiamo anche l’ambizione di attrarre aziende globali. La Carinzia è piccola, ma il nostro ecosistema è maturo e ha davvero tanto da offrire”. ©ÈUREKA!

Ricercatori presso il TPV di Villach. In quest’area si lavora anche allo sviluppo di sensori, elettronica stampata e soluzioni per l’industria e per lo spazio basate sulle tecnologie fotoniche e quantistiche.





































































