
Paolo Longoni, Milena Longoni e Marco Diani, fondatori e CEO di iMAGE S.
Si può reagire alle crisi lamentandosi o guardando al futuro con ottimismo. È la seconda strada la scelta di iMAGE S, specialista nelle tecnologie di Machine Vision.
di Riccardo Oldani
Si può reagire ai momenti di crisi lamentandosi oppure guardando al futuro con ottimismo. È questa seconda strada quella scelta da iMAGE S, punto di riferimento in Italia per le tecnologie della Machine Vision ma anche azienda capace di leggere con grande attenzione il mercato, dialogare con clienti e fornitori e anticipare le tendenze future. I tre fondatori e amministratori delegati, Marco Diani, Milena e Paolo Longoni, ci parlano della loro visione del settore e dei progetti per far crescere la loro azienda.
“È proprio così, i momenti complicati si possono affrontare in due modi: lamentandosi oppure decidendo di reagire. Io direi che questo è il momento di smettere di vedere le cose in negativo e pensare positivo. Anche perché stiamo cogliendo molti segnali di ripresa nell’industria italiana, non soltanto nel settore dell’automazione, ma in tanti altri come aerospazio, difesa, alimentare, cosmetica, nautica, ferroviario”. Sono parole di ottimismo quelle con cui Paolo Longoni, CEO di iMAGE S, ci accoglie nella bella e luminosa sede dell’azienda a Mariano Comense, in provincia di Como, insieme con i suoi soci di una vita, la sorella Milena Longoni e Marco Diani. Un ottimismo non basato su segnali incerti, ma sull’esperienza di un’intera carriera, in cui i tre hanno fatto di iMAGE S il più importante distributore italiano di tecnologie di Machine Vision e il secondo a livello europeo. E ora, dopo l’acquisizione di 1st Vision Inc. in Massachusetts, anche un nome di primo piano a livello internazionale. “Abbiamo saputo lavorare riconoscendo e rispettando le capacità, le competenze e i ruoli di ciascuno di noi”, aggiunge Milena Longoni, “senza mai invasioni di campo. Il segreto che ci ha consentito di lavorare così a lungo insieme e di far crescere questa azienda sta tutto qui”.

Demo per dimostrare le funzioni di varie telecamere distribuite da iMAGE S in preparazione per la fiera SPS Italia 2026. L’azienda di Mariano Comense è particolarmente attiva nell’individuare e testare nuove tecnologie della visione da introdurre sul mercato italiano.
CITTADINI DEL MONDO
A questo si aggiunge anche una profonda conoscenza del mondo. È un soleggiato giorno di aprile quando entriamo nella sede di iMAGE S per incontrare i tre fondatori della società, “l’unico di questo mese”, ci confida Milena, “in cui siamo tutti e tre presenti. Per il resto siamo sempre in viaggio: Cina, Giappone, Stati Uniti; in Italia a incontrare clienti, al di fuori per vedere fiere, incontrare fornitori e scoprire nuove tecnologie”. “Siamo sempre in giro per imparare, per conoscere e per capire”, aggiunge Marco Diani. Ed è proprio questa sete continua di imparare, oltre all’indiscutibile cosmopolitismo, che fornisce ai manager di iMAGE S gli strumenti per capire il mercato e per interpretarlo. Anche se, alla fine, la conclusione, è sempre quella, osserva Paolo Longoni: “Sono gli imprenditori italiani quelli con la fantasia più fervida, capaci di realizzare le macchine o le soluzioni più ingegnose, in ogni campo, dal packaging al medicale, dal farmaceutico agli strumenti per l’oftalmologia o il dentale. Vediamo ogni giorno, nelle aziende italiane che visitiamo, nascere idee geniali, in cui le tecnologie della visione trovano impieghi mai pensati prima, che spingono i limiti delle tecnologie oltre lo stato dell’arte”. È così che iMAGE S acquisisce un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti: prima degli altri vede possibili applicazioni di camere e sensori ed è in grado così non soltanto di assistere i clienti dal punto di vista tecnico, per sviluppare le loro realizzazioni, ma anche di interloquire con i produttori dei sistemi di visione per confrontarsi sulle direzioni del mercato.

Paolo Longoni, CEO e fondatore di iMAGE S, nel moderno magazzino dell’azienda, insieme ai due responsabili, Andrea Aldè, a sinistra, ed Enzo Laise, a destra. Longoni è l’anima commerciale dell’azienda.
TECNOLOGIE IN CRESCITA
Partiamo allora dalle tecnologie. Che cosa ci dice lo sviluppo continuo di nuovi prodotti per la Machine Vision riguardo a possibili nuove applicazioni e nuovi mercati? “Le telecamere sono ormai una commodity”, constata Marco Diani. “E questo fa sì che, nel nostro settore, il valore si sposti altrove”. E cioè nelle tecnologie specialistiche, nell’architettura di sistema, nella qualità dell’integrazione e nella capacità di individuare applicazioni nuove. Ma anche nella consulenza, nel software, nella combinazione fra sensori, ottiche, illuminazione e algoritmi. “È l’evoluzione stessa delle tecnologie che ci consente di essere ottimisti per il futuro”, osserva Diani, “perché si moltiplicano i settori dove le tecnologie della visione diventano decisive e questo ci consente di differenziare molto il mercato, senza dover dipendere da uno solo. Se l’automotive va in difficoltà emergono l’aerospace o la difesa, ma anche la nautica o il medicale”.
Emergono anche nuove direttrici. “Le camere ‘Time of Flight’, per esempio”, prosegue Diani, “che da tempo rappresentano uno dei pilastri della visione tridimensionale, continuano ad allargare il raggio d’azione. Le telecamere a eventi, capaci di lavorare in modo radicalmente diverso rispetto a quelle tradizionali, perché non inviano al sistema l’intera sequenza di immagini ma soltanto le differenze fra un frame e il successivo, danno vantaggi evidenti: riducono enormemente il flusso di dati, a tutto vantaggio della velocità. Sono ideali in quelle applicazioni dove conta cogliere variazioni rapidissime e analizzarle in tempo reale”.
Un’ulteriore direzione di sviluppo è l’aumento continuo della risoluzione, che da un lato risponde ai bisogni dell’elettronica avanzata, del medicale e del controllo qualità più spinto, e dall’altro, dice Diani, “si rivela essenziale per settori nuovi come la difesa, lo spazio e l’osservazione della Terra. A queste si aggiungono le tecnologie multispettrali e termiche, sempre più importanti in ambito agricolo, alimentare, ambientale e di monitoraggio”.
Milena Longoni, fondatrice di iMAGE S. A livello operativo svolge le funzioni di Marketing & HR Director.
OLTRE I CONFINI NOTI
La conseguenza più interessante di questa evoluzione è che la Machine Vision non è più confinabile al solo ambito dell’automazione industriale classica. Paolo Longoni insiste su questo punto: “Per anni si è pensato ai sistemi di visione soprattutto come strumenti per l’industria manifatturiera, per l’ispezione, il controllo, il posizionamento, la robotica, la verifica di presenza e qualità. Oggi il quadro è molto più ampio. Accanto all’automazione tradizionale avanzano con forza lo spazio, la difesa, l’aeronautica, la nautica, l’agricoltura di precisione, e più in generale tutta una serie di mercati in cui l’acquisizione e l’interpretazione delle immagini diventano leve strategiche”. Non si tratta di semplici sbocchi collaterali: sono mondi che, per alcune tecnologie, stanno diventando trainanti.
Lo spazio, in particolare, è sempre più importante. “Le immagini riprese dai satelliti”, ricorda Diani, “non servono più solo alla difesa o alla scienza, ma anche a edilizia, agricoltura, assicurazioni, al monitoraggio del territorio, alla sorveglianza delle infrastrutture”. Il boom mediatico di missioni spaziali come Artemis II, che ha riportato l’uomo a un passo dalla Luna, aiuta a rendere più visibile questo comparto, ma dietro l’entusiasmo c’è una filiera tecnica molto esigente, fatta di elettroniche che devono resistere a condizioni estreme, sistemi in grado di sopportare radiazioni, componenti progettati per lavorare in un contesto molto diverso da quello terrestre. “La differenza non sta nella tecnologia in sé, ma in tutto ciò che la circonda e che la rende idonea all’ambiente spaziale”, osserva Diani. È un passaggio che mostra come la frontiera più avanzata della visione non coincida con una rivoluzione totale dei principi, ma con un sofisticato lavoro di adattamento, robustezza, certificazione e integrazione.

Sorgente di raggi x nella X-Ray Room di iMAGE S, dove vengono testati dispositivi che utilizzano questo tipo di radiazioni per analisi, molto diffusi in ambiente medicale ma sempre di più anche nell’industria e nell’aerospace.
ECCELLENZE ITALIANE
Un discorso analogo, per certi versi, vale per la difesa, settore per decenni percepito come un tabù. Oggi però il contesto internazionale impone di guardarlo in modo diverso, anche perché “molte tecnologie di imaging, automazione, visione e analisi stanno assumendo un ruolo strategico anche per applicazioni civili”, dice ancora Diani. L’esempio dei droni è emblematico: sistemi nati o sviluppati per fini bellici stanno trasformando contemporaneamente il modo di fare agricoltura, monitoraggio, rilievo territoriale, sicurezza, ispezione di infrastrutture. Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale applicata alla visione, di cui emergono applicazioni sempre più concrete.
In questo sforzo di utilizzare al meglio le tecnologie della visione l’Italia eccelle. “Il nostro Paese”, osserva Paolo Longoni, “è un laboratorio straordinario di applicazioni. La sua forza sta proprio nella varietà del tessuto manifatturiero, che spazia dall’alimentare al packaging, dal ferroviario al medicale, dalla nautica all’aerospazio, rendendo il sistema più frammentato ma anche più vitale e resiliente. È qui che gli italiani danno il meglio: non tanto nelle grandi serie standardizzate, quanto nelle macchine speciali, nelle soluzioni su misura, nelle applicazioni più difficili e meno replicabili”. Una vocazione quasi “sartoriale” che iMAGE S osserva ogni giorno sul campo e che le consente di intuire prima di altri dove le tecnologie della visione possano aprire nuovi spazi di business.

Marco Diani, CEO e fondatore di iMAGE S, è un profondo conoscitore della Machine Vision, argomento della tesi di laurea in Ingegneria Elettronica, conseguita all’Università di Pavia. È anche nel Board of Directors di EMVA, l’associazione europea di settore.
FARE SISTEMA
Il paradosso è che questo stesso sistema industriale non sempre riconosce fino in fondo il valore di tecnologie strategiche come quelle della Machine Vision. “A volte”, osserva Marco Diani, “ci troviamo a trattare sul prezzo di un sistema di visione da poche migliaia di euro, destinato a macchine del valore di centinaia di migliaia o milioni di euro”. Eppure, le applicazioni concrete, in grado di dare un elevato valore aggiunto alle macchine, sono già moltissime, e trovano spazio in ambiti o macchine firmate da marchi internazionali ma realizzate con il contributo decisivo del know-how italiano. Da qui nasce anche un’ulteriore constatazione di Paolo Longoni, che definisce l’Italia “un po’ come la Cina del mondo occidentale”: un Paese capace di produrre tecnologie e soluzioni di altissimo livello per conto di altri, senza trattenere sempre per sé tutto il valore che genera. “Oltre alla qualità delle singole imprese”, commenta, “servirebbe anche una maggiore capacità di fare sistema, rafforzando filiere, autonomia strategica e sostegno all’innovazione”.
Per il suo magazzino altamente automatizzato, già equipaggiato con il meglio delle tecnologie per la gestione di piccoli componenti, iMAGE S si è da pochi anni equipaggiata anche con un sistema Modula.
LE PERSONE AL CENTRO
Lo sguardo attento al mercato trova un corrispettivo, all’interno dell’azienda, nella cura per le persone, che ha consentito di costruire un ambiente coeso ed efficiente. Un esempio emblematico? In una delle sale conferenze, utilizzate per i “tech days” organizzati per i clienti, campeggia un enorme puzzle da 42.000 pezzi già in parte costruito. “È un progetto condiviso con un buon numero di colleghi”, ci spiega un componente del team di iMAGE S. “Ci troviamo in pausa pranzo o in altri momenti liberi e lo portiamo avanti insieme”. “Qui”, ci confida Milena Longoni, “molti sono entrati giovanissimi, sono cresciuti professionalmente e hanno condiviso le tappe più importanti della vita, dal matrimonio alla nascita dei loro figli, mantenendo lo spirito di gruppo anche con la crescita dell’azienda”. Che oggi si trova anche a misurarsi con la selezione delle nuove risorse, oggi tutt’altro che semplice: “Non abbiamo bisogno solo di tecnici”, continua Milena Longoni, “ma anche figure commerciali e operative, e tutti devono possedere competenze trasversali, curiosità tecnica e capacità consulenziale, perché qui non si vendono prodotti standard, ma soluzioni complesse”. Un tratto distintivo che conferma l’identità di iMAGE S come realtà a valore aggiunto, lontana dalla logica del semplice distributore.

Alcuni prodotti aggiunti di recente da iMAGE S nel suo portafoglio: le lenti liquide Optotune ELM-F per sensori ad ampio campo visivo e alta risoluzione; le 2D Smart Camera di Gocator; la telecamera Time of Flight IDS di NION.
INCONTRI DIRETTI
In un mondo e in un’azienda dove le relazioni sono importanti, un ruolo centrale hanno, infine, i rapporti con fornitori e clienti. iMAGE S rappresenta in Italia oltre 60 produttori, tutti selezionati con cura, alcuni con rapporti più che decennali.
Con i clienti i momenti di incontro si moltiplicano. Non ci sono soltanto le visite dirette. “Ogni anno partecipiamo a SPS Italia (quest’anno, iMAGE S è presente al padiglione 5 stand B050: ndr)”, dice Milena Longoni, “per noi un appuntamento importante, ma un momento soprattutto per relazionarci con le persone e mantenere saldi i contatti. E poi vogliamo tornare a potenziare gli incontri con le aziende nella nostra sede, come facevamo prima del Covid 19, con giornate tecniche su temi specifici per mostrare come funzionano prodotti e applicazioni”.
In un mondo economico e industriale in cui le tecnologie hanno un ruolo sempre più preminente restano quindi fondamentali i rapporti umani, che sono la base per costruire relazioni, assumersi responsabilità e valorizzare le risorse del saper fare italiano. Chi, come iMAGE S, ha visione, in senso letterale e metaforico, può ancora fare la differenza.©TECN’È

Stefano Gonzini si è da poco aggiunto alla compagine manageriale di iMAGE S, con il ruolo di CEO.






































































