
Il laboratorio di pesatura di Art Cosmetics, azienda bergamasca che si è rivolta a Schneider Electric per potenziare il controllo degli ambienti produttivi. Gli investimenti tecnologici nel settore sono in forte crescita.
Le industrie della cosmetica necessitano di importanti trasformazioni organizzative e di processo: Schneider Electric è il partner ideale a cui appoggiarsi per percorrerle.
di Riccardo Oldani
Nel cuore della Lombardia, tra Milano, Brianza, Bergamo e Crema, il cosiddetto Quadrilatero della Cosmetica si distingue come uno dei motori più dinamici del manifatturiero italiano. Qui si concentra oltre la metà delle imprese del settore e quasi il 70% del fatturato nazionale, che supera gli 8 miliardi annui. Ma dietro numeri che raccontano una leadership consolidata si muove una trasformazione profonda. Negli ultimi anni, l’industria cosmetica, sempre più intrecciata con nutraceutica, life science e prodotti per la salute, ha infatti cambiato pelle. Non deve più soltanto proporre al pubblico formule più naturali nei preparati o packaging più sostenibili. La transizione investe l’intera architettura industriale: energia, automazione, gestione dei dati, controllo ambientale, cybersecurity. La pressione dei cambiamenti climatici, l’aumento dei costi energetici, l’evoluzione delle norme, sempre più precise e capillari spingono le aziende, insieme con le nuove aspettative dei consumatori, verso modelli produttivi più tracciabili, efficienti e resilienti. In questo scenario, la tecnologia non è più un semplice supporto operativo, ma diventa l’infrastruttura strategica su cui fondare tutta l’attività.

Alberto Cremilli, Segment Manager Food & Beverage e Pharma di Schneider Electric in Italia. “Il nostro compito”, dice, “è accompagnare le aziende impegnate nella trasformazione digitale lungo un percorso sostenibile”.
UN PARTNER STRATEGICO
È qui che entra in gioco il ruolo di un partner capace di unire energia, automazione e servizi digitali in una sola visione. È Schneider Electric, leader mondiale nelle tecnologie per la gestione dell’energia, che promuove l’efficienza e la sostenibilità elettrificando, automatizzando e digitalizzando infrastrutture, industrie ed edifici. Le sue tecnologie consentono a complessi abitativi e produttivi, data center, industrie, impianti, infrastrutture e reti di operare come ecosistemi aperti e interconnessi, migliorandone prestazioni, resilienza e sostenibilità.
Ma che cosa offre Schneider Electric, nello specifico, all’industria Personal & Home Care? “Per noi è un settore strategico”, spiega Alberto Cremilli, Segment Manager Food & Beverage e Pharma del Gruppo in Italia. “Vediamo in questo ambito importanti investimenti, sia in termini di espansione di siti esistenti sia in nuovi impianti. Il nostro compito è accompagnare i gruppi del comparto impegnati in questa trasformazione lungo un percorso sostenibile, dal punto di vista finanziario e operativo, in cui le unità produttive si integrano ad asset digitali ed energy management”.

Giancarlo Carlucci, Segment Solution Consultant di Schneider Electric per il Food & Beverage e Pharma. “Le aziende cosmetiche”, sottolinea, “lavorano molto alla riduzione delle emissioni e dei consumi energetici”.
SOSTENIBILITÀ COME LEVA DI EFFICIENZA
La parola sostenibilità, per le aziende più evolute del settore cosmetico (ma lo stesso discorso vale per il farmaceutico), ha acquisito una dimensione economica che va ben oltre la semplice immagine. Ridurre le emissioni, ottimizzare i consumi, garantire continuità di servizio significa migliorare la marginalità e proteggere il valore del brand. “Le aziende stanno lavorando tantissimo sulla riduzione delle emissioni e più in generale dei costi legati ai consumi energetici”, osserva Giancarlo Carlucci, Segment Solution Consultant. “La sostenibilità non è solo uno scopo ambientale, ma un obiettivo per ridurre i costi di produzione e aumentare la competitività”.
Da qui, per esempio, l’importanza di una distribuzione elettrica intelligente, capace di fornire dati in formato digitale fin dall’origine. Energy management, monitoraggio della qualità dell’energia, controllo delle cabine di trasformazione e continuità elettrica diventano requisiti fondamentali per la continuità del business. “Se manca l’energia, la produzione si ferma”, sottolinea Carlucci. “E questo può accadere non solo per un’interruzione esterna, ma anche per una gestione non ottimale degli asset”. È proprio questa integrazione tra infrastruttura elettrica, piattaforme software e automazione di processo che distingue Schneider Electric sul mercato, consentendo alle aziende cosmetiche e life science di affrontare la doppia transizione, digitale ed energetica, con un unico interlocutore tecnologico. “Mettere insieme competenze nell’ambito energy e nell’automazione crea un connubio strategico importante per il cliente finale”, evidenzia Cremilli. “È questo che permette di portare avanti concretamente il concetto di sostenibilità ed efficientamento”.

Sistema per il controllo qualità di prodotti cosmetici realizzato da Doss Visual Solution e Schneider Electric. Da notare l’impiego di un robot collaborativo
DAL DESIGN AI SERVIZI
La trasformazione non si gioca solo sull’installazione di nuove tecnologie, ma sul modo in cui vengono progettate, integrate e mantenute in perfetta efficienza. Per Schneider Electric, questo significa accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto: dalla fase progettuale alla messa in servizio, fino alla manutenzione predittiva e ai servizi digitali post-vendita. Il tema del design è centrale. “Introdurre il tema della sostenibilità e dell’efficienza fin dall’inizio della progettazione permette di raggiungere con tranquillità gli obiettivi, senza dovere lavorare di rincorsa in un secondo momento”, spiega Carlucci. “L’hardware e il software sono fondamentali, ma sempre funzionali agli obiettivi che si vogliono ottenere e che vanno definiti in fase di progetto”.
In un settore maturo e stratificato come quello cosmetico, dove spesso convivono tecnologie diverse e investimenti realizzati a silos, la sfida è l’integrazione. “Molte aziende hanno software e soluzioni molto verticali, ma scollegate tra loro”, continua Carlucci. “Oggi, invece, il tema è rendere omogeneo il sistema, utilizzare piattaforme aperte e standard di mercato che permettano di integrare progressivamente le evoluzioni”. La parola chiave è proprio “apertura”. Fabbrica aperta, automazione incentrata sul software, interoperabilità. Non isole tecnologiche, ma architetture scalabili. Anche quando si parte da un progetto pilota o da un’isola produttiva, l’obiettivo è costruire un modello replicabile sull’intero sito.
A questa visione si affianca la dimensione dei servizi digitali. Una volta realizzato o ammodernato l’impianto, entra in gioco la gestione degli asset lungo tutto il ciclo di vita. “Stiamo passando da una manutenzione periodica a una manutenzione quando serve”, osserva Cremilli. “Con asset connessi possiamo intervenire quando l’informazione ci dice che c’è una reale necessità”.
Le soluzioni Schneider Electric di asset management e manutenzione predittiva, come EcoCare, consentono di monitorare motori e componenti critici, riducendo fermi impianto e costi di manutenzione. A monte, percorsi consulenziali, come quelli sviluppati con i servizi EcoConsult, aiutano le aziende a definire roadmap di digitalizzazione coerenti con i loro obiettivi ESG e con ritorni di investimento misurabili. “Non si tratta tanto di proporre prodotti connessi”, chiarisce Carlucci, “ma di dare servizi che mettono a frutto questa connettività con due obiettivi: ridurre i fermi impianto e contenere i costi di manutenzione”.

Un dettaglio del sistema multi carrier con carrelli magnetici, che si presta a realizzare macchine con sistemi rapidi di cambio formato, fondamentali nella produzione di creme, saponi liquidi e detergenti.
CONTROLLO AMBIENTALE E QUALITÀ
Nel cosmetico “allargato”, sempre più vicino agli standard del life science e in parte anche del farmaceutico, il controllo degli ambienti di produzione assume un valore cruciale e spinge all’adozione sempre più diffusa di camere pulite o bianche. Variazioni minime di temperatura, umidità o pressione possono compromettere stabilità e qualità del prodotto.
Lo dimostra la collaborazione di Schneider Electric con Art Cosmetics, azienda bergamasca specializzata nella produzione conto terzi di make-up e skincare. Per rafforzare il controllo dei propri ambienti produttivi, ha adottato la piattaforma EcoStruxure™ Building Operation, sistema di building management capace di monitorare e gestire in modo centralizzato parametri ambientali critici.
“Nel mondo della cosmetica, la stabilità dei parametri ambientali è fondamentale”, ricorda ancora Carlucci. “In questo caso l’intervento ha riguardato la gestione degli ambienti di produzione e d’ufficio, con soluzioni hardware e software dedicate”. Il risultato è un monitoraggio continuo, con riduzione delle non conformità, migliore tracciabilità dei dati e ottimizzazione dei consumi energetici. L’architettura aperta della piattaforma consente l’integrazione con sistemi esistenti e protocolli standard, di importanza chiave in contesti produttivi complessi e in evoluzione.

Cella dimostrativa di alcune tra le soluzioni robotiche che Schneider Electric può mettere a disposizione delle aziende produttrici di cosmetici e farmaci. In base alle esigenze e al progetto gli esperti del Gruppo guidano alla scelta migliore.
AUTOMAZIONE DI PROCESSO
Se il controllo ambientale è un pilastro, l’automazione di processo e il controllo qualità rappresentano l’altro grande fronte della trasformazione. Nel caso del Saponificio Artigianale Fiorentino, realtà innovativa del settore che punta a prodotti di alta qualità, l’adozione di un’architettura EcoStruxure completa ha permesso di integrare inverter, HMI, PLC, sistemi SCADA, MES e servizi digitali in un’unica piattaforma. Qui il tema è la trasformazione del prodotto, dalla materia prima alla modellazione del sapone, con controllo continuo del processo.
Altrettanto emblematico, spiegano i manager Schneider Electric, è il progetto sviluppato con Doss Visual Solution. L’azienda di Erbusco, in provincia di Brescia, è nota soprattutto per il controllo visivo di guarnizioni in gomma, ma ha messo a frutto competenze in machine learning e intelligenza artificiale applicabili con successo al controllo qualità di prodotti cosmetici come rossetti e mascara. “In questo caso abbiamo introdotto anche elementi di robotica collaborativa”, racconta Carlucci. “Cobot asserviti alla macchina per il controllo della qualità capaci di lavorare insieme all’operatore o in modo autonomo, per manipolare il prodotto e condurre i compiti più ripetitivi, con un miglioramento decisivo in termini di ergonomia e precisione”.
Il tema del cambio formato, sempre più frequente in un mercato dominato da lotti ridotti e personalizzazione, trova risposta anche in soluzioni innovative di movimentazione di Schneider Electric, come il multi carrier con carrelli magnetici, sistema di trasporto basato su carrelli magnetici, capace di rendere più flessibile la movimentazione del prodotto. La soluzione è per esempio stata adottata dal system integrator BCodeAutomation per sistemi automatizzati destinati al farmaceutico e al cosmetico. “Il cambio formato è uno dei bisogni più importanti in questi settori”, conferma Cremilli. “Flessibilità e velocità di riconfigurazione diventano fattori competitivi ormai irrinunciabili”.
COMPETENZE VERTICALI E NETWORK DI FILIERA
La tecnologia, però, non basta. Serve conoscenza del settore. “Schneider Electric ha al proprio interno un mix di specializzazione ed esperienza”, sottolinea Cremilli. “Uniamo la conoscenza profonda dei bisogni del settore alle competenze dei nostri esperti in materia di distribuzione elettrica, service digitale, automazione e robotica”.
Questo presidio verticale si traduce anche in una presenza attiva nei network di settore, come il Polo della Cosmesi, associazione di riferimento per la filiera della cosmetica in Italia. “È sicuramente interessante per loro avere il punto di vista di un partner tecnologico come noi”, spiega Cremilli. “Possiamo stimolare riflessioni su come può evolvere la produzione. Al tempo stesso il confronto continuo con gli attori della filiera ci consente di anticipare esigenze e trend”.
Ne emerge un insieme di competenze e conoscenze in grado di dare al cliente quella che Carlucci definisce “peace of mind”: la tranquillità di affidarsi a un partner in grado di orchestrare progettisti, OEM, quadristi, integratori, accompagnando l’azienda dalla fase di design fino alla manutenzione degli asset.

Laboratorio del colore di Art Cosmetics. Per il controllo dei parametri ambientali delle aree di test e produzione Schneider Electric ha fornito il sistema EcoStruxure™ Building Operation.
PROPOSTA INTEGRATA PER UN MERCATO COMPETITIVO
In un contesto altamente competitivo, dove molti player hanno individuato nel cosmetico e nel farmaceutico mercati ad alto potenziale, la differenza si gioca sulla capacità di integrazione.
“Avere competenze sia nell’ambito dell’energy management sia nell’automazione è un elemento distintivo”, ribadisce Cremilli. “Questo connubio caratterizza pochissimi attori sul mercato”. La forza sta nell’unire infrastruttura energetica, automazione di processo, piattaforme software aperte e servizi digitali in una visione coerente.
Dal greenfield al revamping di impianti esistenti, dalla nutraceutica alla manifattura di prodotti per il benessere, fino alla spinta ad adottare standard di qualità e tracciabilità propri del farmaceutico, la trasformazione dell’industria cosmetica italiana è già in atto. Non è solo una questione di bellezza o di marketing: è un ripensamento strutturale della fabbrica. In questo scenario, la tecnologia non è un semplice insieme di componenti. È il tessuto connettivo che tiene insieme gestione efficiente dell’energia, dati, processo e persone per costruire una nuova industria della bellezza: più sostenibile, più intelligente e più resiliente.
FOCUS: TECNOLOGIE, COMPETENZE, VISIONE
Nel settore cosmetico, nutraceutico, life science e pharma, Schneider Electric accompagna le imprese lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto: dalla progettazione di stabilimenti energeticamente efficienti e digitalizzati alla gestione intelligente della distribuzione elettrica, dall’automazione di processo e controllo qualità fino al monitoraggio ambientale e alla tracciabilità dei dati.
Attraverso piattaforme aperte, servizi consulenziali e soluzioni di manutenzione predittiva, il Gruppo integra energy management, automazione e servizi digitali in un’unica architettura scalabile, supportando le aziende nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili, flessibili e resilienti. ©ÈUREKA!

Il sito produttivo di Doss Visual Solution, azienda che sviluppa macchine per il controllo qualità di manufatti, assistite da soluzioni di intelligenza artificiale. La collaborazione con Schneider Electric ha portato a interessanti progetti.






































































