#AutoFair18: una fiera per spingere e guidare i coraggiosi verso il cambiamento

Blake Moret, il CEO di Rockwell Automation, durante il discorso tenuto ad Automation Perspective, la conferenza di apertura per Automation Fair 2018.

“Possibilità”: è questa la parola chiave di Automation Fair, evento itinerante organizzato da Rockwell Automation svoltosi per l’edizione 2018 a Philadelphia, presso il Pennsylvania Convention Center, tra il 12 e il 16 novembre scorsi.

di Francesca Nebuloni

“Quando la creatività dell’uomo incontra l’intelligenza della macchina si apre un mondo di infinite possibilità”. Con questa frase Ninveh Neuman, VP Global Marketing & Digital Business di Rockwell Automation (www.rockwellautomation.com/it) ha dato il suo benvenuto ad Automation Perspective, la conferenza che ha aperto Automation Fair 2018. Questa dichiarazione racchiude in sé tutti quegli elementi fondamentali per la trasformazione digitale e per realizzare l’obiettivo perseguito dall’azienda: “portare in vita la Connected Enterprise”, un’impresa in cui le macchine, connesse fra loro, comunicano con l’uomo attraverso i dati, fornendo informazioni utili per migliorare le prestazioni, prevenire i guasti e ridurre i costi. Da qui nasce l’esigenza del colosso di riunire ogni anno gli oltre 10.000 costruttori e produttori del settore manifatturiero (e non solo), al fine di mostrare loro quali sono le più recenti tecnologie a disposizione per cogliere la sfida dell’impresa connessa e uscirne vincenti. Inoltre, tra gli stand dell’esposizione e durante le oltre 400 ore di formazione offerte - costituite, ad esempio, dal Process Solutions User Group (PSUG), dove i clienti di Rockwell Automation si sono raccontati e gli iscritti hanno appreso le migliori tecniche dell’automazione di processo anche attraverso la pratica - gli ospiti dell’evento hanno potuto incontrare sia i protagonisti della multinazionale, sia i partner che hanno già intrapreso la trasformazione. Un’occasione, quindi, per conoscere e farsi conoscere, ma anche per guidare le aziende alla scoperta dei vantaggi del digitale e per portare la loro testimonianza di quanto valga la pena affrontare il cambiamento.

La realtà aumentata è stato uno dei maggiori trend presentati ad Automation Fair. Nel settore manifatturiero viene utilizzata per diversi scopi: guidare le operazioni, fare manutenzione (anche preventiva), formare la forza lavoro e per il marketing.

UN LUNA PARK TECNOLOGICO

Sono quindi due i tasselli fondamentali per dare vita a un’impresa connessa e, di conseguenza, alla trasformazione digitale: le macchine e l’uomo. Le prime, insieme alle tecnologie, offrono possibilità, il secondo le coglie e allo stesso tempo ne crea di nuove. Ad Automation Fair, sono stati oltre 500 gli espositori che hanno esibito le loro novità per coinvolgere gli ospiti e far toccare con mano quanto il passaggio al digitale permetta di semplificare tantissime procedure e, con il tempo, di risparmiare. Tra loro, anche e soprattutto la stessa Rockwell Automation, presente nell’unico padiglione con diversi stand “a tema”, come ad esempio quelli per l’Innovazione, per gli Smart Devices e per l’Integrated Architecture. Passeggiando per l’arena espositiva, l’atmosfera di entusiasmo ha ricordato quella di un parco divertimenti: bracci robotici di diverse misure in funzione, visitatori alle prese con tablet e altri device che mostravano l’interno delle macchine sui quali erano puntati per mostrarne il funzionamento, persone che indossavano visori per la realtà aumentata e guidavano il funzionamento di macchinari esemplificativi, grandi schermi sui quali, fra le altre cose, era possibile tenere d’occhio l’intera catena di produzione di un’azienda e molto altro. Un parco giochi per grandi ma anche per i piccoli: presso lo stand di Rockwell Automation chiamato Engineering our Future, i ragazzi del programma FIRST (For Inspiration and Recognition of Science and Technology) LEGO League, si sono divertiti a costruire robot e, riuniti in squadre, si sono sfidati a colpi di scienza.

ESPANDERE LE POSSIBILITÀ UMANE

Se finora si è parlato di tecnologia, non resta che dare spazio all’altro elemento indispensabile per Rockwell Automation: lo spirito creativo dell’uomo. Il fatto che questo sia essenziale per l’azienda giustifica il nuovo slogan scelto: Expanding Human Possibilities. Frutto di un processo di re-branding “pensato”, ha detto il CEO di Rockwell Automation Blake Moret, “per evidenziare il cambiamento”, il motto esprime le infinite potenzialità racchiuse nella collaborazione tra essere umano e macchina, ma soprattutto restituisce all’uomo il potere di cambiare le cose e il suo ruolo di protagonista nella trasformazione digitale. Rappresenta però anche l’impegno della multinazionale nell’offrire queste possibilità non soltanto nella sfera degli affari, ma anche in quella culturale e sociale. Nel mirino di Rockwell Automation c’è infatti anche l’obiettivo di acquisire nuovi talenti e di formare la nuova forza lavoro: un’urgenza per la multinazionale, che in questo momento si trova ad affrontare il problema del pensionamento dei tecnici esperti. Tanti sono i provvedimenti studiati per risolvere l’inconveniente: dai progetti per bambini e ragazzi, ai corsi per i giovani diplomati, fino alle collaborazioni con le università e alle sessioni di formazione itineranti per le aziende. Le iniziative non trascurano nemmeno la parte femminile del pianeta: “Spesso si crede che la tecnologia sia per soli uomini”, ha detto Thomas Donato, Presidente di Rockwell Automation per la regione EMEA durante un incontro sulla Digital Transformation e sull’IIoT(Industrial Internet of Things), “ma il 50% del mondo è costituito da donne, perciò noi ci assicuriamo che anche loro abbiano libero accesso a tutti i talenti possibili”.

Per colmare lo skill gap presente nel settore manifatturiero, Rockwell Automation ha investito molto in progetti per l’avvicinamento dei più piccoli al mondo della tecnologia, tra i quali il FIRST (For Inspiration and Recognition of Science and Technology) LEGO League.

QUANDO IL CLIENTE STA A CUORE

L’uomo è al centro della filosofia di Rockwell Automation anche in ambito strategico. Ne è un esempio l’accordo con PTC - multinazionale che sviluppa soluzioni informatiche per l’IoT e per l’industria 4.0 - nato per e grazie ai clienti. Il VP Global Business Development di Rockwell Automation, Tom O’Reilly, raccontando la nascita dell’intesa ha infatti affermato che “la partnership è scaturita dai consumatori, rimasti colpiti dalle nostre tecnologie. Su loro suggerimento, abbiamo iniziato a dialogare con il CEO di PTC, Jim Heppelmann, per assicurare il nostro e il loro meglio”. L’unione, dichiarata lo scorso giugno e tanto conveniente da essere definita da Heppelmann “un matrimonio combinato in paradiso”, ha dato vita a strumenti straordinari come la FactoryTalk Innovation Suite: una soluzione nata dalla stretta collaborazione tra Rockwell Automation e PTC per permettere ai Direttori di Produzione di controllare l’intera fabbrica tramite un’unica fonte di informazioni. Scopo ultimo dell’accordo è quindi quello di gettare un ponte tra IT e OT e di fornire sempre le migliori soluzioni a coloro che desiderano compiere il grande salto verso il digitale. Un salto ad occhi aperti, che però è sempre più necessario se si vuole tenere il passo con la modernità, e che risulta sicuramente meno preoccupante se si ha al proprio fianco una realtà come Rockwell Automation, con “le spalle grandi” e le braccia tese verso chi è pronto ad andare oltre.

FOCUS1: ABBASSO I PREGIUDIZI

Presso l’Innovation Booth di Rockwell Automation, Matteo Roncaglioni, Electronic Engineering Department Manager del Gruppo italiano Cama - partner di Rockwell Automation per il settore Packaging - ci ha spiegato i vantaggi offerti dalla soluzione di realtà aumentata Vuforia, sviluppata da PTC. Tramite un dispositivo mobile, l’applicazione permette di proiettare sulla macchina dati e istruzioni virtuali. “Vuforia è molto comoda per le procedure di cambio formato, tipiche dell’industria del Packaging. Senza il software, l’operatore dovrebbe avere sempre a portata di mano un manuale di istruzioni, invece così può semplicemente girare attorno alla macchina e avere le animazioni che lo guidano nei procedimenti, risparmiando tempi e costi. Il software può essere utilizzato anche in modalità offline per il training, piuttosto che come strumento commerciale e di marketing”. Riguardo la diffusione di questa applicazione, Roncaglioni ha commentato: “Gli strumenti per il cambiamento ci sono, ma è necessario fare cultura tra le aziende perché c’è ancora molta diffidenza nei confronti del nuovo”.

Presso lo stand di Rockwell Automation chiamato Engineering Our Future, i ragazzi si sono sfidati a colpi di scienza, utilizzando anche i celebri mattoncini LEGO per costruire robot.

FOCUS2: TORNARE SUI BANCHI DI SCUOLA

Sul palco di Automation Perspective, sono intervenuti anche Scott Bingham e Ryan Clouse, due ex militari dell’esercito americano che da poco hanno concluso il loro percorso nell’Academy of Advanced Manufacturing (AAM). Il programma, del quale si era già parlato in occasione di Automation Fair 2017, si propone di dare ai militari congedati le competenze tecniche necessarie per iniziare una nuova carriera nella manifattura avanzata e per colmare lo skills gap presente nel settore. “Non pensateci due volte!”, ha consigliato Bingham a coloro che intendono iscriversi al programma, “Mi ha cambiato la vita, dandomi un obiettivo personale e professionale. Sono la prova che l’accademia funziona, e che continua a dare diplomati che vengono assunti dalle aziende”. Clouse ha invece ringraziato il CEO di Rockwell Automation, Blake Moret, per l’opportunità offerta, invitandolo a rendersi conto di quanto è stato fatto dall’azienda per migliorare la vita di molte persone e famiglie del Paese. ©ÈUREKA!

Da sinistra: Jim Heppelmann, CEO di PTC e Blake Moret, CEO di Rockwell Automation, si stringono la mano. La partnership tra le due multinazionali è stata resa ufficiale lo scorso giugno.

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