
Il propulsore H-Dual installato sul trattore stradale Ford F-Max L, presentato alla scorsa edizione della fiera milanese Transpotec-Logitec.
Il progetto H-Dual, sviluppato da Ford Trucks Italia, insieme a partner accademici e industrial, verte su una soluzione combinata di diesel HVO, idrogeno e biometano.
di Giovanni Invernizzi
La decarbonizzazione dei trasporti è uno degli obiettivi più ambiziosi della transizione energetica. Ma se per automobili e veicoli commerciali leggeri il dibattito si concentra soprattutto sull’elettrificazione, nel trasporto pesante il percorso appare molto più complesso. I camion che percorrono centinaia di chilometri al giorno devono garantire autonomia elevata, tempi di rifornimento contenuti, capacità di carico e continuità operativa. Per questo motivo il trasporto merci su lunga distanza è considerato uno dei settori più difficili da decarbonizzare.
In questo contesto si inserisce H-Dual, progetto di ricerca e sperimentazione presentato a maggio durante Transpotec Logitec, la fiera dedicata ai trasporti e alla logistica tenutasi a Fieramilano Rho. L’iniziativa punta a verificare sul campo una soluzione che combina diesel HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), compatibile con i motori diesel tradizionali, idrogeno e, in prospettiva, idrobiometano, una miscela di biometano e idrogeno. L’obiettivo è ridurre le emissioni dei mezzi pesanti senza attendere la completa diffusione di nuove infrastrutture o di veicoli progettati esclusivamente per funzionare a idrogeno.
Alla base del progetto c’è un concetto semplice: introdurre gradualmente nuovi vettori energetici sfruttando tecnologie e mezzi già esistenti. Invece di sostituire integralmente il motore diesel, il sistema dual fuel consente infatti di affiancare all’HVO una quota crescente di idrogeno o di miscele contenenti idrogeno e biometano.

Un tecnico di Ecomotive Solutions, l’azienda piemontese che ha sviluppato il sistema dual fuel, mette a punto il propulsore.
MIX DI COMBUSTIBILI
Il veicolo scelto per la sperimentazione è un Ford F-Max L, trattore stradale destinato al trasporto a lungo raggio, che verrà impiegato in condizioni operative reali per raccogliere dati su consumi, prestazioni, emissioni e costi di esercizio. L’obiettivo non è soltanto dimostrare la fattibilità tecnica della soluzione, ma comprenderne il comportamento nell’impiego quotidiano, dove entrano in gioco variabili come percorsi, carichi, soste e disponibilità dei punti di rifornimento.
Dal punto di vista tecnico il sistema è stato progettato per consentire una sostituzione energetica dell’ordine del 30%, utilizzando l’idrogeno come contributo al mix di alimentazione. Il motore continua a impiegare diesel HVO come combustibile pilota, mentre l’idrogeno viene introdotto nel processo di combustione attraverso un sistema di gestione dedicato. In una fase successiva, saranno testate anche miscele H2NG ottenute combinando idrogeno e biometano.
Una parte importante dello sviluppo tecnologico è affidata a Ecomotive Solutions, azienda piemontese del gruppo Holdim specializzata in sistemi di alimentazione alternativa e retrofit per motori diesel. La società lavora da anni sulle tecnologie dual fuel e ha sviluppato la soluzione installata sul veicolo sperimentale. “L’obiettivo è rendere l’idrogeno immediatamente utilizzabile, anche in miscela con il biometano, sui veicoli diesel professionali già circolanti”, spiega Giovanni Deregibus, amministratore dell’azienda. “Si tratta di una direttrice strategica per accompagnare la decarbonizzazione del trasporto pesante attraverso un approccio progressivo ed economicamente sostenibile”.

H-Dual può utilizzare diesel HVO in miscela con una percentuale di idrogeno fino al 30%. Allo studio anche una versione a biometano e idrogeno.
UNA RICERCA CON RICADUTE IMMEDIATE
Il supporto scientifico arriva invece dal Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, che segue l’analisi delle prestazioni energetiche e ambientali del sistema. Secondo Tommaso Lucchini, professore di Motori a Combustione Interna, i modelli di simulazione sviluppati dal gruppo di ricerca indicano che “la combustione H-Dual può garantire una riduzione delle emissioni di CO? fino al 30%, mantenendo pressoché inalterati sia il sistema di combustione originale sia le emissioni inquinanti”. Le prossime attività di ricerca saranno dedicate all’individuazione di strategie capaci di migliorare ulteriormente l’efficienza e ridurre le emissioni.
Accanto alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, il progetto coinvolge anche soggetti che operano direttamente nel mondo della logistica e dell’energia. Per Michele Ambrogi, direttore commerciale di LC3 Trasporti, che utilizzerà operativamente il veicolo per testarlo, il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella possibilità di verificare la tecnologia nelle condizioni reali del trasporto merci. “Servono soluzioni flessibili e percorribili che consentano di ridurre le emissioni senza compromettere l’operatività del settore”, osserva. “La collaborazione tra i diversi soggetti della filiera è fondamentale per trasformare la transizione energetica in un percorso concretamente praticabile”.
Un ruolo centrale è svolto anche da Ford Trucks Italia, che ha messo a disposizione il veicolo sperimentale e partecipa alle attività di sviluppo e validazione. La divisione italiana del costruttore è stata coinvolta nel progetto per le competenze tecniche maturate sul mercato nazionale e per il contributo fornito alla sperimentazione.

La struttura che alloggia i serbatoi di idrogeno del sistema H-Dual, alle spalle della cabina di guida.
UNA PROSPETTIVA INNOVATIVA
Naturalmente H-Dual non rappresenta una soluzione definitiva alla decarbonizzazione del trasporto pesante. Le stesse organizzazioni coinvolte parlano di una fase di sperimentazione, destinata a produrre dati e indicazioni utili per valutare il ruolo che idrogeno, biometano e carburanti rinnovabili potranno avere nei prossimi anni. Tuttavia, il progetto offre uno spunto interessante perché affronta il problema da una prospettiva diversa rispetto a molte iniziative basate su tecnologie ancora lontane dalla diffusione commerciale.
Più che immaginare una rivoluzione improvvisa, H-Dual prova infatti a verificare se sia possibile ridurre le emissioni sfruttando infrastrutture, competenze e mezzi già disponibili. Un approccio che potrebbe contribuire ad accelerare la transizione energetica in uno dei comparti più complessi dell’intero sistema dei trasporti.
FOCUS: UN PROGETTO ARTICOLATO
Presentato a Transpotec Logitec 2026, H-Dual è un progetto di sperimentazione che punta a ridurre le emissioni del trasporto pesante attraverso l’impiego combinato di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un carburante rinnovabile compatibile con i motori diesel tradizionali, e idrogeno. In una fase successiva saranno testate anche miscele di idrogeno e biometano.
La sperimentazione si basa su un Ford F-Max L, trattore stradale per il trasporto a lungo raggio equipaggiato con un sistema dual fuel sviluppato da Ecomotive Solutions, azienda piemontese specializzata nelle tecnologie di alimentazione alternativa per motori diesel.
Il coordinamento scientifico è affidato al Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, mentre le prove su strada saranno effettuate da LC3 Trasporti in condizioni operative reali. Partecipano inoltre Greenture, società del Gruppo Snam impegnata nello sviluppo delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, e SFBM, che segue gli aspetti legati alla sicurezza e ai sistemi di stoccaggio dell’idrogeno.
L’obiettivo del progetto è verificare se l’introduzione progressiva dell’idrogeno nei mezzi pesanti esistenti possa contribuire a ridurne le emissioni senza richiedere una sostituzione immediata delle flotte e delle infrastrutture di rifornimento. ©ÈUREKA!

Il progetto H-Dual è stato coordinato a livello scientifico dal Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.





































































