
Una macchina all’opera nello showroom Hermle.
Come ogni anno, Hermle ha aperto le porte della propria sede in Germania per mostrare ogni dettaglio della produzione dei propri centri di lavoro.
di Andrea Pagani
Ci sono vari modi per valutare la qualità di un prodotto, alcuni empirici e altri oggettivi. Nel mondo delle macchine utensili si osservano le strutture, si esaminano le dimensioni, si analizzano i componenti utilizzati e, insieme al servizio offerto e al costo di acquisto, se ne stima la rispondenza alle proprie esigenze.
Ma non sempre è possibile ispezionare così da vicino e nel dettaglio una macchina: quando se ne ha l’opportunità, si possono apprezzare tutte quelle caratteristiche che ne attestano la precisione e l’affidabilità nel tempo. Hermle ha scelto questa strada ormai parecchi anni fa: nelle proprie open house, l’azienda apre le porte della casa madre in Germania per mostrare ogni minimo dettaglio dei centri di lavoro a 5 assi che realizza, partendo dal basamento fino agli accessori e all’automazione.
NUOVI SPAZI PER SUPPORTARE LA CRESCITA
Hermle è cresciuta nel tempo e oggi consegna quasi 1.000 macchine ogni anno: per farlo, ha ampliato la propria sede storica di Gosheim, alla quale ha poi affiancato anche quella di Zimmern ob Rottweil. Ed è proprio a Zimmern che parte la costruzione di un centro di lavoro Hermle: qui è stato da poco trasferito il reparto che si occupa della costruzione dei basamenti in composito, che contraddistingue l’intera offerta – esclusi i due modelli più grandi, C52 e C62, realizzati in ghisa sferoidale opportunamente nervata –. Il materiale, composto da resine epossidiche e granito granulato di diverse dimensioni, unito alla progettazione simmetrica degli elementi, assicura resistenza agli sbalzi termici al fine di garantire la massima precisione in ogni circostanza operativa. Al loro interno vengono, inoltre, annegati inserti, guide e boccole in metallo che, con il consolidamento del materiale, diventano un tutt’uno con il basamento stesso. Questo procedimento è comune anche per la realizzazione dei supporti dei sistemi pallettizzati e delle estensioni di magazzino. Un controllo al 100% in sala metrologica dà infine il via al percorso vero e proprio di assemblaggio delle macchine.
La fresatura degli elementi metallici avviene internamente utilizzando celle di lavoro Hermle RS2 in versione “combi”, in grado cioè di gestire sia pallet, sia pezzi singoli. “Questo ci mette nelle condizioni di valutare le nostre macchine anche in veste di utilizzatori”, spiega Daniele Bologna, Managing Director di Hermle Italia. “Così facendo, siamo in grado di identificare eventuali margini di miglioramento e trasformare una semplice operazione di fresatura in un vantaggio competitivo reale per sviluppare le nuove generazioni di macchine. È un ciclo virtuoso che ci permette di restare sempre al passo con le esigenze dei nostri clienti”.
Ampio spazio è inoltre dedicato alla lavorazione delle lamiere. Nelle macchine Hermle la lamiera ha infatti più di un ruolo: all’esterno c’è la carenatura verniciata, mentre all’interno è presente quella in acciaio inox per resistere allo stillicidio causato dai trucioli e dal lubrorefrigerante.

La lavorazione a 5 assi interpolati, eseguita sui centri di lavoro Hermle, unita all’uso di una tavola di tornitura, permette di realizzare pezzi simili in un solo piazzamento.
UNO STABILIMENTO RINNOVATO
Gosheim è invece la sede storica di Hermle, dove vengono svolte le principali attività di assemblaggio dei sottogruppi – come linea mandrino, magazzino utensili, armadio fluidi ed elettrico ecc. –. Questi vengono costruiti in aree separate e trasportati alle linee finali già pronti per l’integrazione, riducendo così i tempi ciclo e i margini di errore. A tal proposito, precisione, tracciabilità e attenzione si percepiscono anche dai più piccoli dettagli. Per esempio, gli avvitatori utilizzati dal personale deputato all’assemblaggio sono di tipo computerizzato e vengono programmati in funzione del numero di viti da serrare, della loro sequenza e della coppia da applicare. I modelli speciali, realizzati su progettazione specifica in base alle richieste del cliente, seguono invece un iter differente in un apposito reparto.
Il reparto mandrini, dove vengono assemblati, riparati e testati prima del montaggio sulle macchine, viene mantenuto in leggera sovrapressione per limitare l’ingresso di particelle all’interno di una parte così delicata. Immancabili, come qualche utilizzatore avrà constatato, le bussole ammortizzanti integrate, in grado di assorbire buona parte dell’energia cinetica in caso di urti verticali e salvaguardare così i cuscinetti e altri componenti. Statistiche interne indicano che, grazie a questo sistema, in circa il 50% dei casi è sufficiente la sola sostituzione delle bussole, riducendo drasticamente i tempi di fermo macchina.
La sede di Gosheim è anche l’esempio tangibile della spinta innovativa di Hermle: un nuovo capannone è in fase di completamento e ospiterà uno showroom ancora più ampio rispetto all’attuale, capace di accogliere un maggior numero di macchine e tecnologie. Il progetto prevede anche la creazione di una nuova mensa a disposizione del personale e di una serie di sale riunioni.

Daniele Bologna, Managing Director di Hermle Italia.
MASSIMA INTEGRAZIONE: STRATEGIA COMPETITIVA
Uno degli elementi caratterizzanti di Hermle è quello di mantenere all’interno la costruzione di quasi tutti le parti delle proprie macchine, con la sola eccezione dei componenti commerciali standard e della verniciatura delle carenature. Una scelta certo impegnativa, ma che consente all’azienda di reagire rapidamente alle richieste del mercato, di incorporare le modifiche suggerite dai clienti in tempi brevi e, soprattutto, di preservare il know-how al proprio interno.
Impressionante anche il magazzino ricambi, automatizzato e informatizzato per gestire al meglio uno stock che vale circa 50 milioni di euro. Qui sono custoditi anche componenti di macchine molto datate: un ulteriore elemento di valore per i clienti che cercano partner affidabili nel lungo periodo.
PICCOLI DETTAGLI, GRANDI RISULTATI
In tutti i reparti visitati è evidente l’attenzione ai dettagli, volti sia all’ottimizzazione della produzione sia al miglioramento delle condizioni operative delle macchine stesse. Una serie di tubazioni, che corre nei reparti di fresatura, cela, ad esempio, un sistema centralizzato di raccolta dei trucioli, che vengono poi convogliati verso contenitori per il riciclo.
I motori che azionano la tavola rotobasculante dei centri di lavoro sono rivolti verso l’esterno per permettere una migliore dissipazione del calore e per facilitarne la manutenzione. In un modello in fase di costruzione, invece, erano visibili delle particolari tendine interne in plastica. Il loro scopo? Isolare le singole aree in modo che, durante l’operatività della macchina, grasso e olio rimangano circoscritti solo dove servono e non vengano dispersi. Chi si occupa di manutenzione sa bene come “mettere le mani” in un ambiente pulito semplifichi (e velocizzi) il lavoro. Le carenature stesse sono pensate per essere manipolate da un singolo operatore: pannelli da circa un metro di lato e pochi chilogrammi di peso possono essere gestiti con facilità, al contrario di quanto necessario con lastre lunghe qualche metro.

Uno dei pezzi dimostrativi realizzati in occasione dell’open house Hermle.
NOVITÀ TECNOLOGICHE E SHOWROOM
Un’open house non può definirsi tale senza una generosa esposizione di macchine: all’interno dello showroom Hermle erano infatti operative circa venti modelli attrezzati con utensili, sistemi di presa pezzo, portautensili e software CAM forniti dai partner presenti per l’occasione. Dalla più piccola C12 a una imponente C62 full optional, tutte impegnate nella realizzazione di pezzi dimostrativi di vario tipo e livello di complessità.
Un approccio che mette in luce un’azienda che guarda costantemente al futuro, pur con i piedi ben piantati a terra, e orientata alla qualità di prodotti e servizi: dall’ingegneria dei materiali alla formazione interna, dall’automazione dei processi all’assistenza post-vendita. Un modello industriale che, in un mercato sempre più competitivo, permette di fare la differenza. ©TECN’È

Nella sede storica di Hermle, a Gosheim, ogni anno si svolge l’evento a porte aperte che permette di osservare i centri di lavoro in ogni minimo dettaglio.




































































