E IL MONDO MIGLIORA

Una panoramica della gamma di Fanuc, che comprende oltre 100 robot dai Delta ai bracci antropomorfi in grado di svolgere i compiti più differenti, dal pick & place al palletizing, alla saldatura.

Con oltre 100 modelli di robot in produzione, Fanuc presidia, ottimizzandoli, tutti gli ambiti applicativi dell’automazione, dal pick & place al packaging. “Affidabilità e possibilità di scelta – osserva il Sales Manager per l’Italia Marco Pecchenini – ci qualificano come un partner ideale per le imprese italiane, sviluppatori e system integrator, che esportano in tutto il mondo”.

di Riccardo Oldani

Che per la robotica industriale si profili all’orizzonte un periodo di forte crescita lo si capisce da alcuni segnali. Uno di questi è l’imponente progetto avviato da Fanuc (www.fanuc.eu), in Giappone, per raddoppiare entro la fine del 2017 la propria capacità produttiva, creando un centro gemello a quello storico ai piedi del Monte Fuji, dove oggi è concentrata tutta la produzione del Gruppo: non soltanto quella dei robot ma anche dei centri di lavoro compatti Robodrill e delle macchine per lo stampaggio a iniezione della plastica Roboshot. Il motivo di questo enorme investimento, ha spiegato Yoshiharu Inaba, Fondatore e Presidente del Gruppo, è che “bisogna essere pronti: il mercato è in una fase di crescita sempre maggiore e soltanto chi avrà una capacità produttiva adeguata nei prossimi anni potrà crescere altrettanto”.

Marco Pecchenini, Sales Manager Fanuc per l'Italia.

DIVERSIFICARE PER ECCELLERE

Non stupisce, quindi, che Fanuc, nota per i suoi robot gialli, abbia di recente presentato un gran numero di novità, illustrate lo scorso giugno alla clientela italiana con una serie di incontri, nella sede milanese di Arese e in quella bolognese di Casalecchio di Reno, a cui ha partecipato anche TECN’È. Nell’occasione abbiamo incontrato Marco Pecchenini, Sales Manager per l'Italia, che ci ha raccontato i programmi per il nostro Paese. “L’Italia – dice Pecchenini – resta il secondo mercato a livello europeo, dopo la Germania, per tutti i tipi di macchine e lo è anche per Fanuc. Il primato della Germania è molto legato al successo dell’industria automotive tedesca, ma l’Italia è molto attiva e creativa in tanti altri settori, in cui i nostri robot si rivelano le soluzioni ideali”. Siccome in passato era l’industria automotive a richiedere il maggior numero di bracci robotici antropomorfi, tutti i robot utilizzati successivamente in altri settori sono derivati da quelli per l’auto, ingombranti, potenti, ma non sempre sufficientemente agili per svolgere compiti come quelli richiesti da settori particolari come il packaging o il farmaceutico. “Noi invece – sottolinea Pecchenini – abbiamo sempre seguito una strada diversa. Fin dall’inizio Fanuc ha progettato robot con caratteristiche specifiche per i vari settori di applicazione. Questo è il motivo per cui il nostro catalogo è il più ampio del settore, con una gamma di oltre 100 modelli, dai robot delta con capacità di carico fino a 12 kg al mastodontico M-2000iA-2300, che solleva 2,3 t”.

Il mastodontico robot M-2000iA di Fanuc, in grado di sollevare, nella sua ultima versione, fino a 2.300 kg.

PARTNER IDEALE PER LE PMI ITALIANE

Per questa varietà di soluzioni, ma anche per le caratteristiche di affidabilità, dichiarata al 99,99%, e per la rete di assistenza diffusa capillarmente nel mondo, Fanuc si propone, secondo Pecchenini, “come il più affidabile partner per le aziende italiane, soprattutto per gli sviluppatori di sistemi di automazione, gli OEM e i system integrator. Con i nostri robot anche le aziende più piccole possono concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo delle loro soluzioni o prodotti, nella certezza che la parte robotica non darà mai problemi”. A tutto questo si aggiunge anche tutta una serie di soluzioni e servizi che facilitano progettazione, programmazione, installazione e controllo delle celle robotiche, dai controlli numerici al software di simulazione RoboGuide, arricchito da una serie di pacchetti che consentono di progettare qualsiasi tipo di soluzione robotizzata, da quelle per la saldatura e la verniciatura, a quelle per la pallettizzazione e il pick & place. Una serie di plugin consente di entrare nel dettaglio della progettazione, prevedendo perfino l’usura dei sistemi, il tempo-ciclo, il recupero di energia, le soluzioni migliori per il cablaggio. “Grazie anche a queste soluzioni, e ai nuovi robot che abbiamo introdotto di recente – dice Pecchenini – puntiamo a essere sempre più competitivi sul mercato italiano. Noi siamo forti su tutti i settori, ma vediamo una crescita molto interessante in comparti come il medicale, il farmaceutico, l’aerospaziale, per cui abbiamo robot dedicati. Questa nostra diversificazione nei prodotti ci ha anche consentito in passato di non sentire gli effetti della crisi, perché non siamo focalizzati sui settori tradizionali, che hanno risentito maggiormente della difficile congiuntura”.

TANTE NOVITÀ

Tornando alle novità introdotte da Fanuc di recente spicca, su tutte, l’introduzione di un robot collaborativo CR-35iA, con un payload di 35 kg, uno sbraccio di 1.813 mm e una caratteristica copertura in gomma morbida verde. Il robot può operare in funzione normale, a piena velocità, oppure collaborativa, con velocità di 250 mm/s, che consente all’operatore di lavorare fianco a fianco con la macchina. Basta un contatto per interrompere immediatamente il suo movimento e se il contatto è prolungato il robot si blocca completamente, per poi ripartire attivando un pulsante. Altre novità sono state annunciate per i robot leggeri, sia Delta sia antropomorfi, e per altre tipologie, come il “packing robot” M-20iB/25, versione potenziata con payload di 25 kg di una soluzione già molto usata nelle catene di confezionamento, ora resa anche più veloce del 21% rispetto al vecchio modello.

Il nuovo M-900iB/700 SE si distingue per l’installazione sui giunti di un encoder secondario che si aggiunge a quelli canonici, in modo da correggere il movimento e renderlo ancora più preciso in lavorazioni che richiedono l’applicazione di grandi forze che possono flettere leggermente la geometria del braccio. Tra le applicazioni previste, la foratura di carlinghe nel settore aeronautico. Altre novità sono infine state introdotte tra i robot di verniciatura e i sistemi di controllo, per estendere la capacità di governare gruppi di movimento e assi. Soluzioni compatte che con cabinet di piccole dimensioni consentono di controllare automazioni molto complesse.

 

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