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Valida alternativa alle tecniche ad asportazione di truciolo, le soluzioni odierne per elettroerosione si caratterizzano per l’alta velocità, la precisione e l’estrema qualità delle finiture superficiali del pezzo lavorato. Le macchine di nuova generazione sono costruite con componenti d’avanguardia che giocano un ruolo di primo piano nel determinare i nuovi standard della lavorazione per elettroerosione, sia essa a filo che a tuffo: un esempio è l’impiego ormai diffuso dei motori lineari, applicato oggi nel rispetto dei minimi dettagli. Affidabili e potenti generatori equipaggiano poi i sistemi per elettroerosione al fine di assicurare un’elevata produttività: insieme al corpo macchina, sono pensati per allestire configurazioni idonee agli spazi delle officine e per garantire soluzioni ergonomiche e sempre più a tutela dell’ambiente. I controlli numerici e il software adottati sono altri punti di forza delle moderne macchine per elettroerosione: oltre ad avere i requisiti dei sistemi adottati sulle altre macchine utensili – controllo degli assi, della velocità e della precisione del processo di asportazione – nella tecnica erosiva devono gestire la scarica elettrica che determina la scintilla che forma l’arco tra elettrodo e componente, consentendo l’asportazione di particelle metalliche dal pezzo in lavorazione. Nella pratica, dunque, qualsiasi componente coinvolto viene scelto dai progettisti per assicurare qualità e affidabilità del processo erosivo. Automazione, sicurezza, servizi di assistenza tecnica e formazione sono ulteriori plus offerti dai costruttori di macchine per indirizzare l’utente nella scelta del sistema idoneo alle proprie esigenze. Le cinque soluzioni e il sistema di attrezzaggio macchina “fotografate” sul numero di Tecn’è di maggio trovano in questa sezione di tecnelab il loro approfondimento.

ELETTROEROSIONE - anno 2013

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