
L’impianto di Horovce, in Slovacchia, utilizza la tecnologia BIOCH4NGE® di AB per convertire il biogas in biometano destinato all’immissione nella rete gas.
Negli ultimi anni la sicurezza energetica europea è tornata al centro delle strategie industriali. La volatilità dei mercati e la necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili stanno accelerando gli investimenti in tecnologie capaci di produrre energia rinnovabile utilizzando risorse disponibili sul territorio. In questo scenario AB ha realizzato a Horovce, in Slovacchia, quello che viene indicato come il più grande impianto di biometano tra Slovacchia e Repubblica Ceca.
Il progetto, sviluppato per il gruppo Reticulum, nasce dalla trasformazione di un impianto di biogas esistente in una moderna infrastruttura per la produzione di biometano.
La struttura può immettere fino a 57.000 MWh all’anno nella rete gas, contribuendo alla decarbonizzazione e alla disponibilità di energia rinnovabile prodotta localmente. La materia prima utilizzata proviene principalmente da rifiuti biodegradabili dell’industria alimentare, valorizzati secondo una logica di economia circolare.
AB e la riconversione degli impianti per il gas rinnovabile
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intervento riguarda il recupero di un’infrastruttura già operativa. Invece di costruire un nuovo sito produttivo, il progetto ha puntato sulla conversione di un impianto esistente, riducendo tempi di sviluppo e valorizzando asset già presenti sul territorio.
La strategia evidenzia una delle direttrici che stanno caratterizzando il mercato europeo del gas rinnovabile: incrementare la capacità produttiva attraverso l’ammodernamento degli impianti esistenti.
Il cuore tecnologico della struttura è rappresentato da BIOCH4NGE®, il sistema di upgrading a membrane sviluppato da AB. La tecnologia consente di purificare il biogas e convertirlo in biometano ad alta efficienza, rendendolo compatibile con l’immissione nelle reti di distribuzione esistenti. Grazie a questo processo il gas ottenuto può essere utilizzato negli impieghi industriali e civili senza modifiche alle infrastrutture di trasporto.
Come convertire il biogas in biometano per l’immissione in rete
La diffusione del biometano dipende in larga misura dall’efficienza delle tecnologie di upgrading. Il caso di Horovce mostra come la combinazione tra digestione anaerobica e separazione a membrane possa trasformare scarti organici in una fonte energetica programmabile.
A differenza di altre rinnovabili, il biometano può essere accumulato, trasportato e distribuito sfruttando reti già esistenti, caratteristica che ne aumenta l’interesse per le strategie energetiche nazionali.
I numeri dell’impianto confermano la dimensione industriale dell'iniziativa. La struttura dispone di una potenza elettrica installata di 3 MW e di una produzione pari a 1.553 Nm³/h di biogas, valori che secondo l’azienda consentono di coprire il fabbisogno energetico di una piccola città.
Biometano e indipendenza energetica nel contesto europeo
Secondo Angelo Baronchelli, Presidente di AB, il progetto slovacco dimostra come sia possibile trasformare gli scarti in una risorsa strategica per il sistema energetico. Nelle sue dichiarazioni sottolinea il ruolo del biometano come leva per la decarbonizzazione e per l’autonomia energetica europea, grazie a una produzione locale basata sui principi dell’economia circolare.
Per il settore energetico il caso di Horovce rappresenta soprattutto un esempio di scalabilità. La possibilità di riconvertire impianti esistenti, utilizzare matrici organiche disponibili sul territorio e immettere il combustibile direttamente nella rete gas offre una strada concreta per accelerare la crescita del gas rinnovabile. Per AB, oggi presente in 22 Paesi, il progetto conferma inoltre la crescente domanda internazionale di tecnologie dedicate alla produzione di biometano.




































































