
La riorganizzazione delle supply chain globali sta ridefinendo le rotte del commercio internazionale.
Nel 2026 le esportazioni globali continuano a crescere, ma in un contesto più esposto ai rischi. Secondo la Global Survey di Allianz Trade, che ha coinvolto 6.000 aziende in 13 mercati, il 75% degli esportatori prevede un aumento delle esportazioni, nonostante il conflitto in Medio Oriente e le tensioni commerciali.
A cambiare è però il quadro complessivo: aumentano i rischi geopolitici, si allungano i tempi di pagamento e cresce l’incertezza lungo le catene di approvvigionamento, segnando un passaggio da una logica di espansione a una gestione più attenta della continuità operativa.
Cresce l’export, ma aumenta il rischio di mancato pagamento
L’ottimismo delle imprese convive con un deterioramento delle condizioni di pagamento e con un aumento del rischio di insolvenza.
Il rischio geopolitico è oggi la principale minaccia per il 65% delle aziende, superando le criticità legate alle supply chain. Parallelamente, il 40% delle imprese prevede un aumento del rischio di mancato pagamento, mentre i tempi di incasso si stanno allungando, con una quota crescente di aziende pagate oltre i 70 giorni.
Questo scenario riflette un contesto globale in cui la crescita resta possibile ma sempre più esposta a shock esterni, tra tensioni internazionali e frammentazione dei mercati.
Supply chain sotto pressione: scorte e diversificazione al centro
Di fronte alle incertezze, le imprese stanno adattando le proprie strategie operative.
Le azioni più diffuse includono:
aumento delle scorte;
diversificazione dei mercati;
ricerca di nuovi fornitori.
Queste strategie sono adottate da oltre il 60% delle aziende e indicano una trasformazione strutturale delle supply chain, sempre più orientate alla resilienza. In parallelo, cresce il ricorso a rotte logistiche alternative e a intermediari per semplificare le operazioni doganali, segnale di una gestione più dinamica dei flussi commerciali.
Europa e Asia guidano le nuove direttrici del commercio globale
La geografia del commercio internazionale sta cambiando. Gli Stati Uniti perdono attrattività come mercato di sbocco, mentre Europa e Asia emergono come le aree più dinamiche per la crescita futura. Questo spostamento è legato sia agli effetti della guerra commerciale sia alla ricerca di maggiore stabilità da parte delle imprese.
Allo stesso tempo, nuovi accordi di libero scambio stanno creando opportunità di espansione, anche se persistono ostacoli non tariffari come certificazioni e requisiti normativi.
Resilienza sì, ma in un contesto sempre più complesso
Come sottolinea Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade, la crescita resta possibile ma vulnerabile: il contesto globale richiede alle imprese una maggiore capacità di adattamento e gestione del rischio.
In un’economia caratterizzata da crescita moderata e tensioni persistenti, il successo dell’export dipenderà sempre più dalla capacità di bilanciare opportunità e resilienza operativa.

Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade.






































































