
Con il 50% di donne in organico, un gender pay gap medio inferiore al 5% e oltre 150 ore di formazione su DE&I, Aton ha ottenuto la certificazione per la parità di genere.
Un traguardo strategico per il tech inclusivo. Il futuro della tecnologia passa dall’inclusione. Aton, tech company veneta specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali per il retail e l’industria, ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, superando con successo l’audit già al primo esame.
La certificazione, rilasciata dall’ente Rina, attesta un impegno strutturato e misurabile verso un modello di impresa equo, sostenibile e orientato alla valorizzazione del talento.
Audit superato e linee guida nazionali rispettate
Il percorso di certificazione ha coinvolto tutte le aree previste dalle linee guida nazionali: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità salariale, genitorialità e conciliazione vita-lavoro. L’audit ha riconosciuto non solo le policy formalizzate, ma anche pratiche operative già consolidate, che posizionano Aton come caso virtuoso nel settore ICT.
I numeri che fanno la differenza
I dati confermano la solidità dell’approccio: il 50% dell’organico è composto da donne, una quota superiore alla media del comparto tecnologico. Il gender pay gap medio è inferiore al 5%, sempre motivato da fattori oggettivi, mentre la presenza femminile nei ruoli di responsabilità supera i benchmark di settore.
Negli ultimi dodici mesi l’azienda ha investito oltre 150 ore di formazione su diversity, equity & inclusion, rafforzando competenze e consapevolezza a tutti i livelli.
Formazione, OKR e selezione meritocratica
Tra gli elementi più apprezzati dai valutatori figurano i processi di selezione inclusivi e meritocratici, anche attraverso i percorsi di .atonAcademy, e il sistema premiale basato sulla metodologia OKR (Objective and Key Results). Ogni team misura i risultati in autonomia, promuovendo responsabilità, performance e miglioramento continuo.
Welfare e conciliazione vita-lavoro
Un capitolo centrale riguarda il welfare. Aton ha siglato un accordo sindacale per il Service Desk che introduce misure dedicate ai neogenitori con figli sotto i tre anni: turni programmati esclusivamente tra le 8:00 e le 20:00 e un numero massimo di 24 giornate annue tra weekend e festivi, contro le 36 previste per gli altri addetti. A questo si affiancano flessibilità oraria e smart working, strumenti chiave per l’equilibrio tra vita privata e professionale.
Le voci dell’azienda e del sindacato
“Questa certificazione non è un punto d’arrivo, ma una tappa fondamentale del nostro percorso”, afferma Giorgio De Nardi, CEO di Aton, sottolineando come la parità di genere sia una responsabilità quotidiana e un fattore abilitante per l’innovazione sostenibile.
Per Massimo Marchetti, segretario generale UILTuCS Belluno Treviso, le nuove misure rappresentano “un passo concreto verso un modello organizzativo che riconosce i bisogni reali delle persone e il valore del tempo familiare”.
Innovazione digitale e responsabilità sociale
Con la certificazione per la parità di genere, Aton rafforza una visione chiara: innovazione digitale e responsabilità sociale devono procedere insieme. Un modello di tech inclusivo, multiculturale e genderless, dove il valore non ha genere, ma competenze, persone e risultati condivisi.







































































