Eventi – Festo misura la “temperatura digitale”

Riflettere insieme sulla trasformazione digitale, che riguarda tecnologia, processi e competenze, con l’obiettivo di misurare la “temperatura digitale” delle realtà industriali italiane alle prese con una trasformazione epocale. Questo il focus del sesto appuntamento con “Industry 4.0-La voce di chi produce”, che ha fatto tappa ad Assago, in provincia di Milano, nella sede di Festo Italia, il 22 novembre scorso.

Il convegno si è aperto con il saluto introduttivo di Antonio Parodi, General Manager di Festo Italia, che ha messo in evidenza come il ciclo di incontri, organizzati da Festo e Festo CTE (www.festo.com), abbia coinvolto complessivamente “circa 80 aziende e 1.200 persone”: una serie di convegni che, ha voluto precisare Parodi, “hanno il principale obiettivo di stimolare iniziative e riflessioni e non di offrire risposte assolute”.

La parola poi è passata ad Alessandro Enna, Festo CTE Academy Manager, che, in veste di coordinatore dell’intera giornata, è entrato nello specifico dell’iniziativa, evidenziando come la situazione italiana sia frastagliata ed esistano: “un piccolo gruppo di fuggitivi e un nutrito gruppo di inseguitori”, usando un paragone ciclistico.

Ha inoltre sottolineato come, in questa fase, si possa leggere la rivoluzione Industry 4.0, attraverso il concetto di paradosso. “C’è il cosiddetto strategy paradox”, ha detto, “attraverso il quale alle necessità delle aziende non corrispondono investimenti adeguati, c’è poi il supply chain paradox, che spiega come l’integrazione dei vari soggetti della filiera è ancora in molti casi indietro, e c’è il talent paradox, per spiegare come non sia facile trovare competenze adeguate”.

È poi intervenuto l’Industry Principal Solution Specialist di Microsoft Western Europe, Carlo Moretti, che ha mostrato come la qualità dei dati prodotti nella cosiddetta blockchain è la vera rivoluzione in atto. “Ogni passaggio della blockchain oggi può essere certificato”.

Moretti ha sottolineato come l’Industry 4.0 possa rappresentare anche un’occasione per risolvere problemi importanti, quali l’aflatossina. “Grazie a un progetto altamente tecnologico di Microsoft siamo riusciti a identificare i chicchi di grano contaminati da aflatossina, eliminandoli e riducendo drasticamente l’incidenza di questa particella, altamente dannosa per l’organismo”.

A ritenere che il vero cambiamento Industry 4.0 sia quello rappresentato dalla collaborazione tra i diversi attori della filiera produttiva è stato Alessandro Ferioli, Industry 4.0 Project Leader di Festo Italia. Alessandro ha presentato l’evoluzione del concetto di digitalizzazione “dagli smart product, ossia quei prodotti che hanno caratteristiche integrate di networking e comunicazione, agli smart service, cioè i servizi che nascono dall’utilizzo dei dati e dei processi digitali”.

Festo ha ricreato la smart factory presso il proprio plant di Scharnhausen, in Germania, sfruttando la tecnologia digitale ai massimi livelli, anche se è importante lavorare sul revamping delle macchine esistenti. Walter Trinca Colonel, Pirelli Manufacturing System and Academy Manager, ha mostrato come, nei 18 plant Pirelli sparsi per il mondo, è stata impostata l’evoluzione della lean in chiave digitale. Questo per rendere innovativo un processo tradizionale, come quello della produzione di pneumatici.

Gianmauro Brozzi, MQIT Director Sesto Fiorentino & Global Data per l’azienda farmaceutica Lilly, ha presentato la Customer Journey di Lilly, sottolineando come, per orientarsi in ottica 4.0, serva seguire tre direttrici sintetizzabili in tre parole chiave, competenze, coraggio e impegno.

Luca Manuelli di Ansaldo Energia ha raccontato l’esperienza del colosso energetico, spiegando come al centro della trasformazione digitale ci siano “capitale umano e coinvolgimento dei fornitori”. “É indispensabile creare”, ha dichiarato, “un ecosistema collaborativo che parta dagli input del mercato e, anche attraverso un’analisi dei fornitori, giunga a risultati tangibili anche in termini economici”. Per Ansaldo Energia, inoltre, sono di estrema importanza concetti come cybersecurity, smart safety e smart training, nuovi termini per declinare la sicurezza.

Ultimo intervento quello di Oronzo Lucia, Automation & Control and Design Services Manager di Fameccanica Group, che ha guardato l’approccio Industry 4.0 dalla prospettiva di un OEM, spiegando come Fameccanica cerca di lavorare su una digitalizzazione che metta al centro il cliente. “Per questo”, ha spiegato, “è importante definire la strategia e i modelli di business, così da offrire un servizio su misura che porti valore aggiunto al cliente, sia questo flessibilità, energy saving, analitics control improvement o altro ancora”.

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