
TPH800 in azione nel BOW Terminal di Vlissingen.
Mammoet, player globale nell’eolico offshore: una strategia vincente. L’energia eolica offshore cresce, nonostante un mercato meno dinamico rispetto alle aspettative iniziali. E tra i protagonisti che stanno contribuendo in modo decisivo allo sviluppo delle infrastrutture necessarie per questa transizione verde c’è Mammoet, multinazionale olandese leader mondiale nei trasporti e nei sollevamenti industriali pesanti.
Forte di un’esperienza maturata in settori ad alta complessità tecnica – dall’oil & gas ai grandi cantieri infrastrutturali – Mammoet è oggi punto di riferimento per tutta la filiera dell’eolico offshore, dai porti base fino al commissioning delle sottostazioni elettriche offshore.
Porti base e turbine: l’esempio virtuoso di Vlissingen
Nel porto olandese di Vlissingen, parte del BOW Terminal insieme a Eemshaven, Mammoet ha messo in campo tutta la propria capacità ingegneristica e logistica per supportare la realizzazione del parco eolico offshore Yeu-Noirmoutier, al largo delle coste francesi. Il progetto, realizzato da Ocean Winds (joint venture tra Engie e EDP Renewables), fornirà 1,9 TWh all’anno di energia, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 800.000 persone, grazie a 61 turbine da 8 MW ciascuna.
Il contributo tecnico di Mammoet riguarda la gestione delle Transition Piece (TP), sezioni fondamentali delle fondazioni delle turbine, alte 30 m, dal peso di 400 t e con diametro di 6 m. Queste vengono sbarcate da barge tramite gru da 1.200 t, spostate con carrelli SPMT a 14 assi e poi posizionate nell’area di stoccaggio in attesa del loro turno per l’installazione offshore.
Innovazione logistica: nasce il TPH800, muletto da 800 t
Per ottimizzare le operazioni e ridurre i tempi di movimentazione, Mammoet ha sviluppato il sistema TPH800, una tecnologia proprietaria che trasforma due treni SPMT in un gigantesco muletto capace di caricare e spostare i TP senza operazioni in quota e in totale sicurezza. Il TPH800 utilizza una configurazione con travi trasversali e parallele che sollevano il componente come in una modalità RoRo, ma con maggiore flessibilità.
Questa soluzione è ora standardizzata e impiegabile in altri terminali europei, a conferma della strategia Mammoet di industrializzare l’efficienza operativa anche nel settore dell’eolico. L’adozione delle gru per le operazioni in banchina resta comunque preferibile a Vlissingen, dove le maree hanno un’escursione di 4 m, rendendo poco praticabile un approccio totalmente RoRo.
Grandi progetti in Nord Europa: Hornsea 3, Nordseecluster e Thor
Mammoet non si limita alla logistica portuale. L’azienda ha recentemente vinto la commessa per il marshalling e movimentazione dei monopali per l’Hornsea 3 Offshore Wind Project, a 120 km al largo della costa inglese. È anche partner di Buss Ports per le attività legate a due dei più grandi parchi eolici offshore europei: Nordseecluster A (Germania) e Thor (Danimarca).
Presso il Buss Terminal di Eemshaven, Mammoet gestirà il load-out di 116 fondazioni monoblocco XXL, con elementi lunghi 96 m e dal peso massimo di 1.700 t. Per queste operazioni verranno impiegati carrelli SPMT con selle, in configurazione RoRo, con massima precisione e sicurezza.
Energia ad altissimo voltaggio: le sottostazioni del programma TenneT 2GW
L’offshore wind non si limita alle turbine: la trasmissione dell’energia è un punto chiave dell’infrastruttura. Mammoet è protagonista anche in questo ambito, grazie al contratto per la movimentazione e il commissioning delle sottostazioni elettriche offshore per il programma 2GW di TenneT.
Si tratta di 14 sottostazioni, ciascuna da 2 GW, da installare nel Mare del Nord entro il 2032, dotate di connessioni in corrente continua ad altissima tensione, per garantire il collegamento con la rete terrestre tedesca e olandese.
Dalla Corea del Sud all’Italia: il valore strategico dei porti
L’ultima importante mossa strategica è l’accordo tra Mammoet e Samyang Marine Group, che prevede la creazione di Offshore Service Port (OSP) a Busan e Masan, in Corea del Sud. L’obiettivo è offrire gestione integrata dei terminali per l’eolico, con servizi di staging, stivaggio e sollevamento per i progetti offshore coreani, che puntano a raggiungere 14,3 GW di capacità entro il 2030.
L’amministratore delegato di Mammoet Italy, Alberto Galbiati, sottolinea il valore del modello coreano anche per l’Italia, dove si punta a 2,1 GW entro il 2030, con prospettive di raddoppio entro il 2035. “Non possiamo importare porti – avverte –. Se non si avviano ora gli investimenti sui marshalling port italiani, sarà impossibile realizzare in tempo gli obiettivi”.
Verso un’eolico galleggiante: Mammoet c’è
L’Italia punta sull’eolico galleggiante, e Mammoet è già pronta. Nel 2019 ha assemblato e varato la prima turbina eolica galleggiante d’Europa continentale, ancora oggi in funzione al largo del Portogallo. L’azienda ha quindi competenze consolidate anche nel floating wind, segmento destinato a diventare centrale per l’Italia.
Con la sua capacità di innovazione tecnica, gestione integrata dei porti, soluzioni su misura per ogni tipo di fondazione e turbine, Mammoet si conferma attore strategico per lo sviluppo dell’eolico offshore su scala globale. Un ruolo che l’azienda consolida giorno dopo giorno, progetto dopo progetto, verso un futuro alimentato da energia pulita e infrastrutture intelligenti.

Alberto Galbiati, amministratore delegato di Mammoet Italy.






































































