
I cordini con il logo MICS-Made in Italy Circolare e Sostenibile distribuiti ai partecipanti di MICS Forward il 13 e 14 aprile 2026 all’Auditorium della Tecnica di Roma.
L’Italia è la seconda manifattura europea dopo la Germania, con una quota superiore al 15% del PIL nazionale e contribuisce per il 13-14% al totale manifatturiero dell’Unione Europea. Eppure, investe in ricerca e sviluppo solo l’1,3% del PIL, contro il 2,1% della media europea e il 2,8% della media OCSE.
È da questa contraddizione strutturale che ha preso le mosse MICS Forward, il grande evento nazionale organizzato da Fondazione MICS-Made in Italy Circolare e Sostenibile il 13 e 14 aprile 2026 all’Auditorium della Tecnica di Roma, con oltre 300 partecipanti, 50 relatori e 120 dimostratori tra robot collaborativi, demo immersive e materiali di laboratorio.
Tre anni di PNRR, 147 progetti e 1.200 pubblicazioni: i numeri della Fondazione
L’evento ha segnato la chiusura di un triennio finanziato con 126 milioni di euro nell’ambito del programma NextGenerationEU: 147 progetti avviati, oltre 1.200 pubblicazioni scientifiche, più di 200 prototipi sviluppati, circa 800 iniziative di divulgazione e 21 brevetti generati grazie al contributo di oltre 1.000 ricercatori.
La rete conta 25 partner tra università, enti di ricerca e grandi industriali – da Brembo a Leonardo, da Natuzzi a Thales Alenia Space – operativi trasversalmente su abbigliamento, arredamento e automazione industriale.
Il presidente Marco Taisch ha inquadrato il momento: il Made in Italy non può limitarsi a difendere una tradizione per quanto gloriosa, deve costruire il proprio futuro adesso, perché rinunciare a essere protagonisti dell’innovazione industriale significa rinunciare a essere protagonisti tout court.
Perché l’Italia ha bisogno di una piattaforma permanente di innovazione
Il contesto geopolitico ha fatto da cornice al dibattito. Federico Fubini, editorialista e vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, ha analizzato la dipendenza energetica italiana – il Paese europeo che più dipende dal gas, con l’89% delle forniture da aree a rischio di coercizione economica – e quella europea dalle materie prime critiche: il 97% del magnesio importato dalla Cina, dipendenza totale su almeno 10 materiali strategici.
Riccardo Di Stefano di Confindustria ha segnalato che quasi un’impresa su due fatica a trovare i profili professionali necessari: il mismatch di competenze è un problema di competitività sistemica che richiede filiera tecnico-professionale strutturata e ITS Academy come strumento stabile.
MICS 2.0: Think Tank, Osservatorio e MICS Index per il Made in Italy
La risposta operativa è MICS 2.0: la trasformazione della Fondazione da programma di ricerca a piattaforma permanente per l’innovazione del Made in Italy. La strategia si articola su tre pilastri. Il primo è il posizionamento come Think Tank: la rete messa a disposizione di processi di policy making in collaborazione con UNIDO, DINTEC e ASviS.
Il secondo è l’Osservatorio sull’innovazione del Made in Italy, strumento permanente per raccogliere dati sulle trasformazioni tecnologiche e anticipare i trend dall’intelligenza artificiale al quantum computing, fino ai nuovi materiali.
Il terzo è il MICS Index: un indice per misurare lo stadio evolutivo dell’innovazione nelle imprese italiane, identificare punti di forza e aree di miglioramento e costruire roadmap di sviluppo per imprese, istituzioni e investitori, con l’obiettivo di trasformare i dati sull’innovazione in decisioni strategiche per il sistema-Paese.

La sala plenaria durante una sessione di MICS Forward all’Auditorium della Tecnica di Roma, 13–14 aprile 2026.






































































