
Alessia Rigoni, Managing Director per l’Italia di SD Worx, durante il Manufacturing Forum 2026 dedicato alla trasformazione digitale del settore manifatturiero.
Negli stabilimenti italiani la sfida non riguarda soltanto produttività e investimenti tecnologici. A pesare sempre di più è la capacità di organizzare il lavoro in un contesto caratterizzato da turnazioni complesse, forza lavoro che invecchia e crescente richiesta di flessibilità.
Secondo le ricerche “HR & Payroll Pulse 2026” e “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026”, presentate da SD Worx al Manufacturing Forum 2026, il 38% dei lavoratori della manifattura considera la flessibilità oraria il benefit più importante, una quota superiore alla media europea del 31%.
Il dato assume particolare rilevanza in un settore che genera il 15% del PIL italiano, il 35% degli investimenti in macchinari e attrezzature e oltre il 50% della spesa nazionale in ricerca e sviluppo. In questo scenario, la gestione delle persone diventa un fattore sempre più strategico, ma non sempre le priorità di imprese e lavoratori risultano allineate.
Turni complessi e aspettative in evoluzione
L’industria italiana continua a distinguersi per una maggiore presenza di attività svolte durante il fine settimana. Tra gli operatori di impianti e macchinari la quota di chi lavora abitualmente anche nei weekend raggiunge il 24,5%, contro una media europea del 19%. Per artigiani e operai specializzati il dato è pari al 16%, rispetto al 10% registrato nel resto dell’Unione Europea.
In questo contesto il tema del work-life balance acquisisce un peso crescente. Per il 47% degli addetti della manifattura italiana il supporto all’equilibrio tra vita privata e lavoro rappresenta una priorità, mentre la flessibilità viene considerata più importante persino dell’aumento dei giorni di ferie. Eppure, soltanto il 17% dei datori di lavoro dichiara di avere una piena consapevolezza delle aspettative dei dipendenti su questo fronte.
La distanza tra domanda e offerta di lavoro si intreccia inoltre con una trasformazione demografica che interessa l’intero comparto. Tra il 2015 e il 2025 la quota di operatori di impianti e macchinari con almeno 50 anni è passata dal 29% al 41%, evidenziando una crescita più rapida rispetto ad altre professioni.
Come la digitalizzazione HR semplifica turni e governance del lavoro
La crescente complessità organizzativa spinge le imprese a guardare con maggiore attenzione agli strumenti digitali. Solo il 51% dei lavoratori manifatturieri italiani dichiara infatti di riuscire a registrare facilmente le proprie ore di lavoro, mentre appena il 55% afferma di comprendere senza difficoltà la propria busta paga. Entrambi i valori risultano inferiori alle medie europee.
Per questo motivo l’automazione dei processi HR e la personalizzazione dei servizi per il personale vengono considerate una delle principali sfide dal 27% dei datori di lavoro del settore. Parallelamente, il 31% ritiene necessari sistemi evoluti di gestione delle performance e il 52% considera decisive le competenze digitali per rendere più efficace la funzione risorse umane.
Dalla gestione amministrativa alla competitività industriale
La digitalizzazione della manifattura viene spesso associata a robotica, automazione e fabbrica connessa. I dati presentati da SD Worx suggeriscono però che una parte significativa della trasformazione riguarda la governance del lavoro. La capacità di gestire turni, competenze, rilevazione delle presenze e sviluppo professionale sta diventando un elemento competitivo quanto gli investimenti produttivi.
Come osserva Alessia Rigoni, Managing Director per l’Italia di SD Worx, quando attività di base come la registrazione delle ore di lavoro continuano a generare difficoltà per una quota rilevante della forza lavoro, il tema non riguarda più soltanto le risorse umane ma l’efficienza complessiva dell’organizzazione.
La sfida per il manifatturiero italiano passa quindi anche dalla trasformazione dei processi HR in strumenti capaci di sostenere produttività, retention e trasferimento delle competenze alle nuove generazioni.




































































