
Workshop dimostrativo con la piattaforma Electrospider di Bio3DPrinting di SolidWorld Group: in primo piano la biostampante 3D multiscala e multimateriale, sullo sfondo una stampante Stratasys per modellazione anatomica.
Tra la risposta di una cellula tumorale in laboratorio e la sua reazione reale in un paziente esiste un divario che la ricerca oncologica non ha ancora colmato. Le colture cellulari su monostrato di plastica non replicano i gradienti di ossigeno, le interazioni cellula-matrice né le dinamiche biologiche del tessuto vivo.
È questo gap, non la tecnologia in sé, ad aver guidato SolidWorld Group nello sviluppo di Electrospider, la piattaforma di bioprinting 3D multiscala e multimateriale realizzata dalla controllata Bio3DPrinting, insieme all’Università di Pisa.
SolidWorld Group è quotata su Euronext Growth Milan (ticker: S3D), conta oltre 170 dipendenti e 11.000 clienti in ambiti industriale, biomedicale e difesa.
La piattaforma, coperta da brevetto internazionale, consente di costruire costrutti cellulari tridimensionali ad alta complessità biologica combinando simultaneamente differenti biomateriali e tecniche di biofabbricazione. Il risultato è la capacità di ricostruire architetture tissutali che includono gradienti biologici e vascolarizzazione perfusabile, condizioni indispensabili per testare immunoterapie e trattamenti CAR-T in ambienti più vicini alla realtà clinica rispetto ai modelli 2D convenzionali.
L’evoluzione più recente integra modelli proprietari di intelligenza artificiale per ottimizzare la ricostruzione digitale dei tessuti e aumentare la precisione del processo di bioprinting.
Bioprinting 3D multimateriale per la modellazione del microambiente tumorale
Electrospider si inserisce in un cambio di paradigma documentato dalla letteratura scientifica più recente: il 3D bioprinting permette di replicare il Tumor Microenvironment (TME) utilizzando cellule umane derivate direttamente dal paziente, aprendo a percorsi di medicina di precisione personalizzata.
Le applicazioni già validate coprono diversi tipi di tumore – polmone, mammella, colon-retto, fegato, glioma, vescica – con tecnologie che spaziano dall’extrusion bioprinting ai sistemi stereolitografici DLP, usando bioink a base di GelMA, alginato, fibrina e idrogel biocompatibili. Il perimetro applicativo dichiarato da SolidWorld si estende dalla ricerca oncologica alla medicina rigenerativa e alla sperimentazione farmacologica personalizzata.
Bioprinting e IA: drug screening e la riduzione della sperimentazione animale
“Il 3D Bioprinting rappresenta una delle evoluzioni più interessanti nel percorso di convergenza tra manifattura avanzata, biotecnologie e intelligenza artificiale”, ha dichiarato il Fondatore e Presidente di SolidWorld Group, Roberto Rizzo, sottolineando come la possibilità di creare modelli tumorali altamente realistici “apra scenari nuovi non solo nella ricerca oncologica, ma anche nello sviluppo di terapie più efficaci e sostenibili”.
Sul piano delle prospettive tecnologiche, l’integrazione tra bioprinting e reti neurali apre a ottimizzazione automatizzata dei bioinchiostri, progettazione di costrutti tumorali e analisi in tempo reale della risposta farmacologica tramite computer vision.



































































