
Come emerge dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, il 2025 segnerà una leggera ripresa dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione.
2024, anno nero per la macchina utensile italiana. Il 2024 si è confermato un anno complicato per l’industria italiana della macchina utensile, robot e automazione, con un calo generalizzato degli indicatori economici nonostante un leggero incremento dell’export.
È quanto emerso nel corso della recente Assemblea annuale di UCIMU Sistemi per Produrre, convocata alla presenza del presidente Federacciai, Antonio Gozzi.
Dati 2024: produzione e ordini in calo
Nel 2024 la produzione del comparto ha toccato i 6.327 milioni di euro, in contrazione del 16,9% rispetto al 2023, a causa dello stop del consumo interno (-36,3%) e delle importazioni (-31,8%).
Il carnet ordini ha certificato il rallentamento: da 7,3 mesi di copertura si è passati a 6,5. Il fatturato complessivo è rimasto stabile sui 9.340 milioni di euro, confermando la resilienza delle imprese italiane, soprattutto nel business estero.
L’industria italiana di settore si è comunque confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale ove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e quarta in quella di export.
Pollice in su per l’export
A dispetto del declino interno, il comparto ha difeso la propria quota internazionale, registrando un +1,2% delle vendite estere, toccando i 4.273 milioni, un record storico. Stati Uniti, Germania, India e Spagna si confermano mercati chiave, mentre Cina, Francia e Polonia hanno subito perdite. Il rapporto export/produzione ha raggiunto il 67,5%, in crescita dal 55,5%.
Aspettative per il 2025: moderata ripresa
Le previsioni per il 2025, elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa UCIMU, indicano una timida ripresa in tutti i segmenti: produzione +2,6% a 6.490 milioni, export +1% a 4.315 milioni, consegne interne +5,9% (2.175 milioni), consumi domestici +5,5% e importazioni +4,9%.
L’auspicio è che questi numeri rappresentino l’inizio di una fase di consolidamento, soprattutto grazie agli strumenti di sostegno all’Industria 4.0 e 5.0 ancora attivi.
Le previsioni per il 2025 sono di leggero miglioramento, rispetto al 2024, ma non certo brillanti. Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre, Riccardo Rosa, in occasione dell’Assemblea dei soci.
Innovazione digitale e sostenibilità industriale
Il presidente Rosa ha sottolineato l’importanza della trasformazione digitale per le imprese italiane: sensori, sistemi di visione, intelligenza artificiale e interconnessione rappresentano leve strategiche per aumentare la competitività.
Ha evidenziato come le tecnologie avanzate abbiano reso le macchine utensili “veri e propri abilitatori della digital factory” e come incentivi e formazione abbiano svolto un ruolo decisivo nel sostegno delle PMI manifatturiere.
Richiami alla politica industriale
Rosa ha ribadito la necessità di prolungare e rafforzare i meccanismi fiscali 5.0, alternato a un impegno attivo per la definizione di politiche industriali europee di lungo termine. In particolare, ha esortato il governo a destinare eventuali fondi residui a nuove misure strutturali, evitando interruzioni brusche degli incentivi e prevedendo tempi di programmazione certi per gli investimenti.
Contesto globale e sfide geopolitiche
Rosa ha citato le tensioni geopolitiche come fattore di incertezza per l’industria italiana. Pur sottolineando l’ottimo posizionamento negli Stati Uniti, ha messo in guardia sugli effetti indiretti delle barriere tariffarie e dei dazi.
Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di una “neutralità tecnologica” nel settore automotive e ha invitato a non lasciare spazi industriali strategici all’estero, in particolare in Asia.
Formazione e competenze come pilastri strategici
Tra le priorità più volte citate emerge la formazione: “Le macchine del futuro hanno bisogno di persone capaci di usarle e programmarle”, ha affermato Rosa. In tale ottica, il programma UCIMU Academy si rafforza con percorsi dedicati nelle scuole superiori, ITS e università, con l’obiettivo di colmare il gap tra domanda e offerta e favorire l’inserimento dei giovani nel mondo dell’industria avanzata.
Conclusione: passo deciso verso il futuro
La sintesi emersa dall’Assemblea UCIMU è chiara: il periodo 2024 può essere visto come un test per la resilienza del settore, con un’industria che resta solida nel panorama globale.
Il 2025 offre l’occasione per rilanciare investimenti e innovazione, puntando su una politica di sistema condivisa. L’approccio, come ribadito da Riccardo Rosa, deve essere duplice: incentivi a breve termine e una strategia di medio-lungo respiro, capace di rafforzare la competitività del made in Italy meccanico sul piano internazionale.

Da sinistra: il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, e il presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre, Riccardo Rosa.

































































