
Nel quarto trimestre 2025, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per Produrre, ha registrato un calo del 13,6% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2024.
Ordini di macchine utensili: il quarto trimestre chiude in negativo. Il quarto trimestre 2025 ha segnato una battuta d’arresto per l’industria italiana delle macchine utensili. Secondo l’indice degli ordini elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per Produrre, nel periodo ottobre-dicembre la raccolta registra un calo del 13,6% rispetto allo stesso trimestre del 2024.
Il valore assoluto dell’indice si attesta a 68 (base 100 nel 2021), confermando un contesto complesso e caratterizzato da forti incertezze, soprattutto sul fronte internazionale.
Mercato interno: flessione contenuta ma senza vera ripresa
Sul mercato domestico, gli ordini segnano una riduzione più limitata, pari a -2,9% rispetto al quarto trimestre 2024, con un indice assoluto di 56,3. Un dato che, pur evitando un crollo, evidenzia l’assenza di una reale ripartenza della domanda interna.
Come sottolineato dal presidente UCIMU, Riccardo Rosa, il piano 5.0, insieme al 4.0, ha sostenuto solo parzialmente gli investimenti: i continui start and stop normativi ne hanno ridotto l’efficacia, compromettendo la fluidità degli acquisti fino alla conclusione del provvedimento a dicembre.
Ordini esteri: la vera criticità del settore
Decisamente più pesante il risultato oltreconfine. Gli ordini esteri crollano del 17,1% su base trimestrale, con un indice assoluto pari a 69,3. A incidere è uno scenario globale instabile, segnato da tensioni geopolitiche, conflitti aperti, dalla strategia commerciale statunitense caratterizzata da continue revisioni sui dazi, oltre alla crisi dell’automotive e dell’economia tedesca.
A ciò si aggiunge la chiusura o forte limitazione di mercati chiave come Russia e Cina, che storicamente rappresentavano importanti sbocchi per l’export italiano di macchine utensili.
Il bilancio annuale 2025 resta positivo, ma a due velocità
Nonostante il risultato negativo dell’ultimo trimestre, il bilancio complessivo del 2025 rimane in territorio positivo grazie alle performance dei primi tre trimestri. Su base annua, la raccolta ordini cresce del +3,1% rispetto al 2024, con un indice assoluto di 67,6.
Il dato è però fortemente sbilanciato: gli ordini interni segnano un robusto +38,9% (indice 55,1), mentre quelli esteri chiudono a -9,4% (indice 76,4), confermando una dinamica divergente tra domanda nazionale ed export.
Nuovi incentivi e decreti attuativi: le attese delle imprese
Guardando al futuro, UCIMU attende i decreti attuativi del nuovo provvedimento che accompagnerà gli investimenti tecnologici fino al 2028. La durata pluriennale è considerata un elemento chiave per consentire alle imprese una pianificazione più efficace degli acquisti e una migliore organizzazione produttiva.
Tuttavia, come ribadito da Rosa, è fondamentale che i decreti arrivino in tempi rapidissimi, per fornire certezze in una fase in cui il contesto internazionale mette sotto pressione i sistemi industriali delle economie mature.
Accordi commerciali: luci e ombre per l’export italiano
Sul piano geopolitico-commerciale, UCIMU accoglie con favore la firma dell’accordo di libero scambio UE-India. L’India, con 135 milioni di euro di export italiano nei primi nove mesi del 2025, è oggi il quarto mercato di sbocco per il settore.
Il nuovo trattato, insieme all’abrogazione dell’ordine “Omnibus” che avrebbe vincolato l’import di macchinari alla licenza BIS, è destinato a rafforzare la presenza italiana nell’area.
Di segno opposto, invece, il rinvio dell’accordo UE-Mercosur, giudicato un duro colpo per la manifattura e per la macchina utensile italiana, soprattutto in mercati ad alto potenziale come il Brasile.
America Latina e competitività europea
Negli ultimi due anni UCIMU ha intensificato le iniziative in America Latina, con missioni in Brasile, contatti avviati in Argentina e progetti in Cile e Messico. Attività strategiche che rischiano però di essere indebolite da scelte politiche che, secondo il presidente Rosa, potrebbero compromettere la competitività del manifatturiero europeo.
In gioco non ci sono solo i risultati congiunturali, ma il posizionamento di lungo periodo dell’industria italiana delle macchine utensili sui mercati globali.

Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-Sistemi per produrre.

































































