
Lavorazione su tornio CNC. Il settore macchine utensili registra, secondo i dati UCIMU, nel Q1 2026 un indice a 87,1 (+3,1%), con l’estero a 95,9 (+28,9%) e il mercato italiano a 67,3 (-28,8%). (©tecnelab, foto iStock)
Nel primo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per Produrre segna un incremento del 3,1% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. In valore assoluto, l’indice si attesta a 87,1 (base 100 nel 2021).
Il risultato è trainato in modo esclusivo dal mercato estero: senza la sua performance positiva, il dato complessivo sarebbe largamente negativo, perché la raccolta ordini sul mercato interno è in caduta libera.
Nel dettaglio, gli ordini raccolti oltreconfine segnano un incremento del 28,9% rispetto al primo trimestre 2025, per un valore assoluto di 95,9. Al contrario, la raccolta ordini in Italia risulta in calo del 28,8% nello stesso confronto, con l’indice che si attesta a 67,3, un livello che fotografa un mercato interno sostanzialmente paralizzato. Il divario tra le due componenti è di quasi 57 punti indice, e racconta due velocità opposte all’interno dello stesso sistema industriale.
“L’indice degli ordini del primo trimestre cresce e questo è sicuramente un dato positivo ma assolutamente non soddisfacente per i costruttori italiani”, ha commentato Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre. “L’estero va, ma ancora per quanto? E nel frattempo l’Italia è ferma al palo in balia delle comunicazioni delle autorità di governo in merito all’iperammortamento che, esattamente come accaduto con Transizione 5.0, tardano ad arrivare”.
UCIMU macchine utensili Q1 2026: perché il mercato interno è fermo a 67,3
La spiegazione del dato interno è esplicita: il blocco è interamente riconducibile all’attesa dei decreti attuativi e direttoriali dell’iperammortamento, l’incentivo triennale 2026-2028 pensato per sostenere l’innovazione del sistema manifatturiero italiano.
“Come è possibile trovarsi nella medesima situazione del 2025, appesi ai continui annunci e ritrattazioni delle nostre autorità di governo?”, si chiede Rosa. “Per come è stato pensato, l’iperammortamento dovrebbe sostenere l’innovazione della nostra industria e, invece, costringe le aziende ad aspettare, sospese tra un decreto attuativo e uno direttoriale, congelando di fatto le trattative che, al momento, sono anche numerose”.
“Insomma, la volontà di investire da parte degli utilizzatori italiani c’è ma niente si muoverà fino a che non saranno comunicate tutte le tecnicalità della misura”, sottolinea Rosa.
Il presidente di UCIMU ha richiamato il parallelo con Transizione 5.0 – strumento che nel 2025 aveva bloccato il mercato interno con lo stesso meccanismo – sottolineando come il governo abbia replicato un errore già sperimentato.
“Abbiamo accolto con grande favore la decisione del governo di dotare il sistema manifatturiero di un provvedimento con una operatività pluriennale, dal 2026 al 2028. Ma questa attesa, che di fatto si protrarrà per una buona prima parte del 2026, ci ha fatto tornare immediatamente indietro all’esperienza davvero frustrante del 5.0”, ha continuato Rosa.
“Il punto”, ha poi sottolineato Rosa, “non è solo l’incentivo in sé: è la prevedibilità delle regole, senza la quale le aziende non possono pianificare gli investimenti nemmeno quando la volontà di farlo è presente”.
Iperammortamento e geopolitica: i rischi per i costruttori di macchine utensili
Sul versante estero, l’incremento del 28,9% dimostra la capacità delle aziende di adattarsi e individuare opportunità in un contesto internazionale instabile.
“L’incremento dell’attività oltreconfine, nonostante il clima di instabilità geopolitica, dimostra la capacità dei costruttori italiani di intercettare la domanda là ove può più facilmente concretizzarsi, focalizzandosi nelle aree e sui settori di sbocco che sono più predisposti ad investire”, ha proseguito Rosa.
Ma il presidente ha anche sollevato un interrogativo strategico: “Cosa accadrebbe se il conflitto in Iran dovesse durare nel tempo?”.
“Non si tratterebbe più di fronteggiare una chiusura, totale o parziale, di un mercato. Avremmo davanti una situazione ben peggiore. Anche per questo è fondamentale dar corso immediatamente a tutte le attività necessarie per rendere operativo l’incentivo dell’iperammortamento, così da mettere le aziende italiane nelle condizioni di effettuare gli investimenti che intendono pianificare e che ora sono congelati”, ha concluso Rosa.

Tornio CNC in lavorazione. I costruttori italiani di macchine utensili trainano la crescita degli ordini Q1 2026 esclusivamente grazie alla domanda estera, mentre il mercato interno attende i decreti attuativi dell’iperammortamento. (©tecnelab, foto iStock)






































































