
“Il settore delle valvole e della rubinetteria rappresenta un’eccellenza a livello globale: un comparto altamente specializzato, riconosciuto in tutto il mondo per qualità, innovazione e capacità di servire mercati complessi”, ha dichiarato Sandro Bonomi, Presidente di AVR, all’assemblea annuale dell’associazione.
Si è recentemente svolta l’assemblea annuale dei soci AVR, l’associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria federata ad Anima Confindustria.
Valvole e rubinetti sono ovunque, dal settore energetico alle nostre case, fino agli impianti industriali e alle infrastrutture. E l’Italia, con circa 500 imprese industriali e 30.000 addetti, si conferma un’eccellenza a livello globale, posizionandosi come secondo mercato per dimensione più forte in Europa, dopo la Germania, e tra i primi sei a livello mondiale, insieme a Corea, Giappone, Cina, USA e Germania.
Secondo i dati dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria, presentati da Sandro Bonomi, Presidente dell’associazione, nel corso dell’assemblea svoltasi a Milano lo scorso 24 ottobre, nel 2024 il settore ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% rispetto al 2023. L’export si conferma il principale motore del comparto, rappresentando il 63% dei ricavi.
Conferme dal 2025 e Paesi di destinazione
Anche nel primo semestre del 2025, le vendite verso l’estero sono cresciute del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando i 3 miliardi di euro.
Tra i Paesi di destinazione, nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2024, gli Stati Uniti si confermano al primo posto sia per quota di export (11,3%, pari a 343,4 milioni di euro), sia per crescita (+19,4%). Seguono la Germania, con una quota dell’8,9% (272,2 milioni di euro, +1,9%) e l’Arabia Saudita, anch’essa all’8,9% (271,9 milioni di euro, +13,3%). La Cina, con una quota del 6,1% (186,9 milioni di euro), registra invece una contrazione del 4,4%.
Un settore strategico, come emerge dall’analisi presentata da Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison: il codice Ateco “Altri rubinetti e valvole” si colloca all’ottavo posto nella classifica dei primi dieci prodotti italiani (Ateco a 4 cifre) per saldo commerciale nel 2024, con un valore di 5,3 miliardi di euro (ndr: elaborazione Fondazione Edison su dati ISTAT) davanti a comparti come la farmaceutica di base e i componenti per autoveicoli.
Luci e ombre sullo sviluppo del mercato valvole e rubinetti
Dall’assemblea sono emersi segnali positivi per lo sviluppo del comparto, ma anche criticità che potrebbero incidere sulla competitività delle imprese.
Tra le opportunità, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur apre nuovi spazi di crescita, prevedendo la graduale eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti industriali: un’intesa che offre al settore italiano delle valvole e dei rubinetti la possibilità di rafforzare la presenza in Sud America – in particolare in Brasile e Argentina – e di diversificare i flussi di export, riducendo per quanto possibile la dipendenza da mercati soggetti a tensioni tariffarie.
Tra i fattori di rischio, invece, preoccupa l’incertezza costituita dai dazi verso gli Stati Uniti, primo mercato di destinazione per il comparto, che potrebbe comportare nei prossimi anni una contrazione del fatturato attualmente difficilmente quantificabile.
A questo si aggiungono ulteriori fattori di rischio: l’eccessivo carico burocratico e doganale, che aumenta sensibilmente il lavoro necessario per l’export, sottraendo risorse alla produzione e alla vendita; la carenza strutturale di personale qualificato, in particolare figure tecniche e specializzate.
E ancora: l’impatto del cambiamento del quadro normativo, che potrebbe penalizzare le imprese italiane; la perdita di competitività dovuta al rafforzamento dell’euro sul dollaro USA; il considerevole aumento del prezzo del rame che pare si protrarrà nei prossimi anni.
Inoltre, bisognerà prestare particolare attenzione al settore energetico, i cui costi, tra i più alti della UE, impattano direttamente sulle imprese italiane. Nucleare, idrogeno, transizione verso fonti energetiche pulite sono quindi le sfide per rendere le nostre imprese più competitive rispetto agli altri Paesi.
Le parole di Sandro Bonomi, Presidente di AVR
“Il settore delle valvole e della rubinetteria rappresenta un’eccellenza a livello globale: un comparto altamente specializzato, riconosciuto in tutto il mondo per qualità, innovazione e capacità di servire mercati complessi”, ha dichiarato Sandro Bonomi, Presidente di AVR.
“Le nostre aziende si trovano oggi ad affrontare sfide strutturali rilevanti: la complessità burocratica, i dazi, la carenza di personale tecnico qualificato e i costi dell’energia, tra i più alti nella UE, rappresentano ostacoli concreti alla crescita e alla competitività”, ha confermato Bonomi.
“In questa fase è fondamentale che le istituzioni e il Governo collaborino a stretto contatto con associazioni e imprese per preservare un comparto che oggi vale quasi 10 miliardi di euro e rimane strategico per l’intero Sistema Paese, ha sottolineato Bonomi.
“L’assemblea è stata un momento essenziale di confronto sul futuro del settore grazie anche alla presenza di rappresentanti politici, associazioni internazionali ed esperti di mercato. Un’occasione fondamentale per consolidare la reputazione globale dell’industria italiana delle valvole e dei rubinetti, emblema di innovazione e di qualità del Made in Italy”, ha concluso Bonomi.
L’agenda dell’assemblea annuale soci AVR
L’assemblea ha riunito rappresentanti istituzionali, economisti, analisti geopolitici, operatori del settore e 12 associazioni internazionali provenienti da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e altri paesi, riunite a Milano per il “Milano White Paper”.
Il position paper “Milano White Paper”, condiviso su idrogeno, nucleare ed energia, conferma il capoluogo lombardo come punto di riferimento globale per l’industria e mette in luce la forza dell’export, la rilevanza economica e il ruolo strategico del Made in Italy.
Dopo gli interventi di Sandro Bonomi e di Marco Fortis, moderati da Greta Cristini, analista geopolitica, l’assemblea si è sviluppata in cinque open panel tematici:
capitale umano: competenze per la crescita del settore;
energia e industria: Clean Industrial Deal, energia e industria al centro della transizione;
idrogeno e nucleare: prospettive italiane nel nuovo contesto energetico;
acqua/chimica: Water Resilience Strategy, DWD, Pfas, Piombo, Cromo VI;
sostenibilità e compliance: salvaguardare la competitività dell’industria tra CBAM e tassonomia.
Ogni panel ha affrontato temi chiave per le imprese associate, tra cui internazionalizzazione, innovazione tecnologica, transizione energetica, idrogeno, nucleare, processi produttivi e sviluppo delle competenze delle PMI.
L’assemblea ha poi posto attenzione sul futuro del comparto, con un focus sul nuovo nucleare italiano, presentato alla World Nuclear Exhibition, la fiera mondiale del nucleare di Parigi, con una collettiva italiana di 28 aziende realizzata grazie a Italian Trade Agency e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale su proposta ANIMA Confindustria.
Altro tema approfondito quello sugli sviluppi nell’idrogeno: in entrambi i settori le valvole italiane rappresentano componenti essenziali. Inoltre, sono state discusse modalità innovative di formazione e gestione dei processi produttivi per le PMI, con l’obiettivo di sostenere la crescita del comparto nei mercati globali.
All’assemblea hanno partecipato alcuni membri del Parlamento europeo e parlamentari italiani della Commissione Energia, tra i quali l’On. Paolo Inselvini, l’On. Vinicio Peluffo, l’On. Luca Squeri, l’On. Luca Toccalini, l’On. Isabella Tovaglieri, l’On. Mariateresa Vivaldini e l’On. Silvia Sardone, insieme a Davide Carlo Caparini, Consigliere di Regione Lombardia, che hanno illustrato il punto di vista istituzionale sulle politiche energetiche e commerciali del settore.

Nell’immagine: Sandro Bonomi, Presidente AVR, Greta Cristini, analista geopolitica, e Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison.































































