
Il TEHA-Global Innosystem Index 2024 vede l’Italia posizionarsi nella parte più bassa della classifica sui temi dell’innovazione.
Il TEHA-Global Innosystem Index 2024, presentato al Technology Forum del 30-31 maggio a Stresa da The European House-Ambrosetti, vede anche quest’anno l’Italia posizionarsi nella parte più bassa della classifica sui temi dell’innovazione.
di Alfonso Pinna
Singapore, Israele ed Estonia si trovano ai vertici dell’innovazione, mentre l’Italia è 24ª. Gli indici in cui l’Italia performa peggio sono l’innovazione dell’ecosistema (32a) e il capitale umano (28a), tuttavia si colloca al 10° posto per efficacia dell’ecosistema dell’innovazione.
Quattro le proposte sviluppate quest’anno per rafforzare la capacità di innovare in Italia: aumentare gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e sviluppo, migliorare il supporto all’imprenditoria innovativa mediante gli investimenti di Venture Capital e Private Equity per favorire la nascita di “unicorni”, rafforzare il ruolo dell’Italia nel G7 e quale Paese leader nello sviluppo di meccanismi di governance per l’Intelligenza Artificiale, istituire un New Deal delle competenze per preparare i cittadini e le aziende ad operare in una società digitale e sostenibile.
The European House - Ambrosetti ha presentato anche la seconda edizione del TEHA-Regional Innosystem Index (TEHA-RII), che propone una valutazione delle performance degli ecosistemi innovativi di 242 regioni europee, aggiungendo 3 nuovi indicatori alla valutazione rispetto agli 8 previsti nel 2023.
Presentata anche la ricerca “AI 4 Financial Services: Impatti e use case dell’Intelligenza Artificiale Generativa per il settore finanziario italiano”, realizzata da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Microsoft Italia e la ricerca “G7 Large Research Infrastructures: Synergies and impact on science and society”, realizzata in partnership con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e HPE.
CENTRALITÀ DELL’INNOVAZIONE
Il tema dell’innovazione è di assoluta centralità in un’ottica di crescita e competitività di un sistema-Paese, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi dell’Intelligenza Artificiale che stanno trainando l’intero settore della tecnologia (e non solo). L’Italia, tuttavia, risulta tra gli ultimi Paesi al mondo per quanto riguarda l’ecosistema dell’innovazione, con un notevole ritardo rispetto a Paesi come Regno Unito, Svizzera, Germania e Francia.
Questo è quanto emerge dal TEHA-Global Innosystem Index 2024, contenuto all’interno dell’InnoTech Report realizzato dalla InnoTech Community di The European House-Ambrosetti e presentato nel corso del Technology Forum 2024 che si è svolto a Stresa il 30-31 maggio. L’indice ha confrontato 37 Paesi ad alta performance innovativa, ampliando il campione d’indagine che, nell’edizione 2023, aveva valutato 22 Paesi.
PAESI A CONFRONTO
Singapore fa il suo esordio nella nuova, più ampia classifica, con un punteggio di 5,41 (su una scala da 1 a 10), seguono poi Israele (5,21) e l’Estonia (5,17). Rispetto al TEHA-GII 2020 (indicatore ricalcolato per consentire di fare un confronto rispetto all’evoluzione del posizionamento di ciascun paese alla luce dei nuovi indicatori considerati), Singapore conferma il proprio posizionamento di leadership a livello mondiale. Israele guadagna una posizione, mentre l’Estonia ne perde una.
Anche in questo scenario più ampio, l’Italia si colloca nella parte più bassa della classifica, risultando 24ª con 3,19 punti e perdendo una posizione rispetto al 2020, dove era 23ª con 3,57 punti. L’Italia precede Spagna (3,18) e Grecia (3,02).
Il tema dell’innovazione è di assoluta centralità in un’ottica di crescita e competitività di un sistema-Paese, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale.
AL 10° POSTO PER LA PRODUZIONE DI NUOVE IDEE
Il confronto tra il nostro Paese e le variabili input (ossia le variabili che valutano la presenza degli elementi abilitanti dei processi di innovazione) configura un quadro fortemente negativo che rappresenta un’Italia nelle retrovie dell’innovazione. 32ª per l’innovazione dell’ecosistema e 28ª per capitale umano, si classifica leggermente meglio, 24ª, per lo sviluppo di un ecosistema attrattivo, confermando la carenza rilevata già nel 2023.
Infine, per risorse finanziarie a supporto dell’innovazione, il nostro Paese si colloca al 22° posto. L’unica variabile che dà fiducia è rappresentata dall’efficacia dell’innovazione dell’ecosistema (variabile di output, che valuta la capacità di un paese di generare innovazione), per cui l’Italia scala la classifica fino al 10° posto per la produzione di nuove idee e per il loro impatto economico.
LE REGIONI ITALIANE
Anche quest’anno, il TEHA-Regional Innosystem Index (ARII) esegue una valutazione delle performance degli ecosistemi innovativi di 242 regioni europee, aggiungendo 3 nuovi indicatori alla valutazione rispetto agli 8 del 2023. I KPI sono stati raggruppati in 4 categorie: sviluppo economico, capitale umano, talento per l’innovazione e infrastrutture digitali e tecnologie, per un totale di 31.944 osservazioni.
Dall’analisi emerge che la Lombardia è la 1ª tra le regioni italiane a guidare l’innovazione, guadagnando 4 posizioni nella classifica europea rispetto al TEHA-GII 2020 (nel 2024 si posiziona in 39ª posizione). La Provincia Autonoma di Trento, invece, perde due posizioni passando dalla 46ª alla 48ª posizione, seguita dalla regione Lazio (49ª) che guadagna una posizione.
L’Emilia-Romagna, al contrario, scivola di 10 posizioni classificandosi 76ª, non varia, invece, il trend negativo di Basilicata (179ª), Sicilia (180ª) e Calabria (191ª).
In generale, le regioni italiane continuano a collocarsi molto al di sotto delle top 10 regioni classificate in quasi tutti gli indicatori di performance considerati.
ELEMENTI DA MIGLIORARE E ASPETTI POSITIVI
Gli aspetti da migliorare su cui l’Italia dimostra ancora grandi difficoltà riguardano l’ambito educativo e lavorativo: la percentuale di persone che possiedono un titolo di studio STEM, la percentuale di soggetti impiegati nell’ambito della ricerca, il numero di lavoratori nel campo della scienza e tecnologia, oltre a considerare un maggiore stanziamento di risorse a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo.
Molto bene invece le università italiane, che contano la presenza di 11 di queste nella top 100 europea. Positivi i segnali anche rispetto al numero di domande di brevetto depositate, per la prima volta l’Italia supera quota 5.000 con una crescita del 38% nella decade 2014-2023 (dai 3.649 del 2014 ai 5.053 del 2023). Risultati positivi per l’Italia anche nel tasso di successo dei brevetti di applicazione, che si colloca al 5° posto nelle top 25 country a livello mondiale.
Nonostante la capacità creativa nel fare innovazione, l’indagine di quest’anno fotografa l’Italia come Paese che fatica a evolvere nel campo dell’innovazione: nonostante gli sforzi impiegati, permane una grande disparità con altre regioni europee. ©TECNeLaB

Gli aspetti da migliorare su cui l’Italia dimostra ancora grandi difficoltà riguardano l’ambito educativo e lavorativo, tra questi la percentuale di persone che possiedono un titolo di studio STEM.




































































