TRATTAMENTI – FERMARSI ALLA SUPERFICIE

Il trattamento superficiale rappresenta il passaggio industriale più critico e importante rispetto al prodotto finito: la qualità, il colore, la viscosità sono tutti aspetti che la vista e il tatto riconoscono prima di qualsivoglia analisi chimica o di resistenza.

I processi legati al trattamento delle superfici risiedono spesso negli ultimi stadi di lavorazione di un materiale. Il settore dei trattamenti superficiali, rappresentato in Italia da UCIF, Unione Costruttori Impianti di Finitura, ha vissuto negli ultimi anni una spinta tecnologica notevole. Ecco le principali direzioni nelle parole di alcuni dei protagonisti del comparto.

di Anna Guida

I processi legati al trattamento delle superfici risiedono spesso negli ultimi stadi di lavorazione di un materiale, indipendentemente dalle sostanze di cui è composto. Eppure il trattamento superficiale rappresenta il passaggio industriale più critico e importante rispetto al prodotto finito: la qualità, il colore, la viscosità sono tutti aspetti che la vista e il tatto riconoscono prima di qualsivoglia analisi chimica o di resistenza. Non solo per quanto concerne la verniciatura, ma anche per la granigliatura, per la vibrofinitura e per gli altri processi di finitura, possiamo dire che ogni prodotto o semi-lavorato necessita di una lavorazione sulla sua parte esterna e spesso è proprio questa lavorazione che ne fa crescere il valore percepito o la funzione d’uso.

Ogni prodotto o semilavorato necessita di una lavorazione sulla sua parte esterna e spesso è proprio questa lavorazione che ne fa crescere il valore percepito o la funzione d’uso.

RIPENSARE GLI IMPIANTI IN OTTICA EFFICIENZA

Questo settore, rappresentato in Italia da UCIF (www.anima.it/ass/ucif) Unione Costruttori Impianti di Finitura, ha vissuto negli ultimi anni una spinta tecnologica notevole. Innanzitutto una delle sfide maggiori riguarda il tema dell’efficienza energetica. “I costruttori hanno investito e stanno investendo risorse per identificare modalità di uso delle risorse più intelligenti, ridurre gli sprechi e contribuire con una maggiore efficienza all’intero processo industriale dei propri clienti”, afferma Marcello Zinno, Responsabile dell’Associazione UCIF. “Ma la filosofia della ‘green economy’ è stata abbracciata non solo per ciò che concerne l’impiego delle risorse (come energia elettrica e materiale deperibile) ma anche sul come pensare l’impianto stesso, sposando quindi il concetto di ecocompatibilità dell’impianto già dalla sua progettazione. Pensare a un impianto in maniera che esso sia sostenibile già su carta è un driver che ha portato le aziende a scelte radicali e innovative, perché solo agendo alla radice delle soluzioni meccaniche ed elettriche/elettroniche si possono ottenere benefici davvero consistenti”.

La verniciatura è un trattamento superficiale a cui è richiesta l’eccellenza estetica della finitura e la qualità chimico/fisica del film/rivestimento applicato.

DA SEMPLICI COSTRUTTORI A RADICALI INNOVATORI

In questa direzione si inserisce anche la nuova frontiera dell’Industria 4.0 che, oltre a essere un’opportunità economica per le aziende che decidono di investire in soluzioni tecnologicamente avanzate, pone nuove sfide innovative: per esempio quella di  ripensare gli impianti come “fornitori di informazioni a valore aggiunto” che possono agevolare non solo altre lavorazioni interne all’azienda ma addirittura semplificare/rendere più efficace l’intera filiera. L’automatizzazione passa anche su binari tecnologici, su intelligenza artificiale e sul corretto uso dei dati che una macchina o un robot può generare, strumentali al miglioramento continuo.

“In questo scenario chi pensa e realizza un impianto si sta tramutando da semplice costruttore a radicale innovatore e, se è vero che la finitura apporta un importantissimo valore aggiunto ai prodotti, è pur vero che è fondamentale la sua natura innovativa per continuare ad essere l’elemento nevralgico di ciascun processo industriale”, spiega Zinno.

Accanto a queste tendenze generali, ogni specifico trattamento di finitura sta vivendo altre sfide peculiari. Alcune delle aziende associate a UCIF ci hanno detto la loro sulle più recenti tendenze tecnologiche del loro specifico settore.

Verind, parte del gruppo internazionale Dürr, progetta soluzioni tecnologiche innovative per processi di verniciatura, rivestimento di superfici e trattamento delle acque.

IL MONDO SEMPRE PIÙ COLORATO DELLA VERNICIATURA

La verniciatura è un trattamento superficiale a cui è richiesta l’eccellenza estetica della finitura e la qualità chimico/fisica del film/rivestimento applicato. Verind, parte del gruppo internazionale Dürr, progetta soluzioni tecnologiche innovative integrando know-how, ingegneria di sistemi industriali, apparecchiature ed eco-tecnologie specifiche per processi di verniciatura, rivestimento di superfici e trattamento delle acque. “È attraverso l’innovazione che creiamo incentivi a investire per i nostri clienti, mantenendo la competitività tecnologica. Ci impegniamo ad assicurare che tutti i nuovi prodotti/soluzioni contribuiscano a diminuire i costi unitari di produzione incrementandone l’efficienza”, spiega Alessandro Soba, New Business Sales Manager di Verind. “In questa ottica l’Industria 4.0 si è evoluta come un’importante costola dell’innovazione. Noi la definiamo come la rete di connessione digitale intelligente dei sistemi di produzione e processo di verniciatura, ma anche come l’automatica ottimizzazione degli impianti basata sull’analisi dei Big Data ricavati dalle informazioni dei processi produttivi. La base di tutte le attività Dürr relative all’Industria 4.0 è riassunta dalla nostra Smart Strategy con i suoi tre pilastri: Smart Products (sviluppiamo prodotti evoluti capaci di auto-regolarsi, di rilevare ordini di produzione flessibili e di avvisare preventivamente il bisogno di interventi di manutenzione), Smart Services (utilizziamo internet per analizzare e manutenere online gli equipaggiamenti dei clienti), Smart Processes (utilizziamo software evoluti con funzioni di simulazioni per ottimizzare l’esecuzione di un progetto/ordine; questi includono il commissioning virtuale, i tour virtuali dei modelli produttivi e di processo).

L’attuale trend per il nostro settore specifico della finitura è quello di assicurare lo sviluppo di soluzioni innovative e industrialmente sostenibili, orientate alle logiche fondamentali di Industria 4.0, ai principi di ecocompatibilità e sicurezza nell’ambiente di lavoro, all’obiettivo del contenimento dei costi energetici e di trasformazione. Tutto ciò garantendo l’elevata qualità del film applicato sul manufatto, l’elevato rendimento del ciclo di applicazione dei prodotti vernicianti e la corretta integrazione degli impianti nei processi produttivi”.

SAT è un’azienda italiana specializzata nello sviluppo, nella produzione e nel montaggio di impianti per la finitura superficiale e l’imballaggio di profili estrusi d’alluminio.

UN SISTEMA DI RICONOSCIMENTO AUTOMATICO DEI PROFILI

SAT è un’azienda italiana con sede a Verona specializzata nello sviluppo, nella produzione e nel montaggio di impianti per la finitura superficiale e l’imballaggio di profili estrusi d’alluminio. Impresa familiare che conta oggi più di 50 dipendenti, tra i quali molti neolaureati, SAT in più di 35 anni d’attività ha introdotto nel mercato innovazioni che ora rappresentano soluzioni tecniche consolidate.

“Il sistema di riconoscimento automatico dei profili SAT Smart-Coat è sicuramente una delle più rilevanti innovazioni introdotte dalla nostra azienda”, spiega Andrea Trevisan, Global Sales Manager. “Lo scopo di questo sistema è quello di effettuare il controllo e la gestione automatica dei vari processi all’interno del ciclo di lavoro previsto nell’impianto di verniciatura a polveri per profili d’alluminio”. Mediante il sistema di riconoscimento automatico è possibile il confronto della sezione rilevata con un database di profili dei quali si conosce già l’impostazione ottimale dei parametri di processo (temperature nel tunnel di pretrattamento e nei forni di asciugamento e polimerizzazione, concentrazione dei prodotti chimici nel tunnel di pretrattamento e parametri dell’apparecchiatura di applicazione elettrostatica della polvere nelle cabine). Il sistema, integrato nel PLC della linea di verniciatura, varia automaticamente e senza necessità di intervento umano tutti questi parametri in funzione della sezione rilevata garantendo così la ripetibilità del risultato finale e un conseguente elevato standard di qualità del prodotto finito.

“Un vantaggio rilevante di questo sistema risiede nella sua semplicità: l’hardware richiesto consiste sostanzialmente in due telecamere, un adeguato sistema di illuminazione e un PC di ultima generazione”, continua Trevisan. “La reale innovazione consiste principalmente nella gestione software che, usando algoritmi avanzati, permette il riconoscimento della sezione dei profili e la compara con migliaia di sezioni di riferimento contenute in uno specifico database. Questo database può essere composto da disegni in formato CAD delle sezioni dei profili d’alluminio o fotografie scattate da due telecamere”.

Rollwasch Italiana è specializzata nel trattamento di finitura in massa delle superfici, come vibrofinitura, finitura robotizzata e burattatura. L’azienda sta innovando i propri macchinari e dispositivi attraverso l’implementazione di nuove tecnologie wireless e applicazioni software dedicate.

TECNOLOGIE WIRELESS, TRACCIABILITÀ E RIPETIBILITÀ

Rollwasch Italiana è invece un’azienda brianzola specializzata nel trattamento di finitura in massa delle superfici, come vibrofinitura, finitura robotizzata e burattatura.

Fondata nel 1950, vanta un’esperienza di oltre 65 anni nel campo del trattamento delle superfici metalliche. L’azienda è molto attiva sotto il profilo R&D ed è intenta a innovare i propri macchinari e dispositivi, perfezionando le proprie soluzioni più affidabili e collaudate, attraverso l’implementazione di nuove tecnologie wireless e applicazioni software dedicate.

“Le nuove tecnologie sono orientate a incrementare ai massimi livelli i fattori di automazione, efficienza e versatilità”, spiega Paolo Redaelli, CEO di Rollwasch Italiana. In quest’ottica si inserisce una nuova strategia progettuale all’avanguardia, denominata WI-FInishing, per produrre soluzioni modulari di controllo di macchinari, dispositivi e accessori. Rollwasch desidera combinare la propria esperienza con le crescenti necessità del cliente, sempre più orientate a logiche di automazione e di gestione moderne. “Non parliamo di alta tecnologia o di isole robotizzate, dove l’elevato grado di automazione è scontato, ma di applicazioni standard e più comunemente diffuse nei contesti impiantistici di finitura delle superfici moderni, come vibrofinitura e burattatura. Grazie alle tecnologie wireless di nuova generazione e sfruttando complessi progetti software di integrazione ad ampio raggio dei propri dispositivi e macchinari, Rollwasch sta sviluppando un’ampia serie di APP per gestire i processi e le lavorazioni tramite una programmazione e una gestione estremamente semplice e interattiva con l’operatore dei nuovi reparti di Finitura 4.0. Con opzioni di spunta sul pannello di controllo, menu semplici e interattivi, dispositivi modulari, scalabili e indipendenti (grazie a tecnologie wi-fi di livello industriale), l’investimento Rollwasch è orientato alla totale espandibilità e versatilità nel tempo”.

Anche la tracciabilità e la ripetibilità sono requisiti salienti per i processi di finitura di quasi tutti i pezzi o lotti di pezzi in campo medicale, oltre che nei settori aerospaziale, automobilistico, meccanica di precisione e molti altri campi con requisiti affini. “Ovunque vengono applicate le norme ISO, o anche gli standard EN9100, i sistemi di qualità aziendali sono coinvolti per tracciare i singoli lotti; quindi, il tema della tracciabilità e la ripetibilità diventa una priorità”, conclude Redaelli. “Le nostre soluzioni sono già in grado di soddisfare tali esigenze nei processi di finitura in massa delle superfici, nonché nei processi di PRMF (Precision Removal Material Finishing, ovvero finitura con precisa asportazione di materiale)”. ©TECN’È

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