
Materiali high-tech hanno permesso alla R+W di fabbricare limitatori di coppia compatti e assolutamente privi di gioco angolare, grazie anche all’utilizzo del collegamento a sfere di precisione spinte da una molla degressiva prevaricata. Le quattro taglie disponibili hanno configurazioni diverse per consentire al progettista di trovare la versione più adeguata al tipo di montaggio da effettuare.
di Margherita Di Vilio
R+W GmbH di Klingenberg, attraverso la filiale italiana R+W Italia (www.rw-italia.it), da sempre all’avanguardia nella costruzione di sistemi di collegamento, presenta i nuovi limitatori di coppia serie SL in anteprima mondiale. Compatti e assolutamente privi di gioco angolare, grazie all’utilizzo del collegamento a sfere di precisione, spinte da una molla degressiva precaricata, i prodotti della nuova serie sono costruiti con materiali di nuova generazione trattati e rivestiti. In tal modo viene garantita una riduzione del peso fino al 60% rispetto alla serie SK. Per esempio, un giunto con coppia di sgancio di 160 Nm ha un peso di soli 370 g e un momento d’inerzia di massa di 0,8 x 10-3 kgm2. Un tale rapporto peso/prestazioni è il migliore attualmente presente sul mercato, sostengono in R+W. La nuova serie SL è composta da quattro taglie e come la serie SK offre quattro diversi tipi di riarmo. La coppia di sgancio è tarabile da 5 Nm a oltre 700 Nm, con tre diversi tipi di riarmo automatico e una versione con riarmo manuale. La forte diminuzione del peso è stata raggiunta non solo grazie all’utilizzo di materiali innovativi, ma lavorando molto sulla compattezza dei singoli componenti. Tutto ciò non ha pregiudicato la durata o la precisione di intervento dei limitatori stessi. Grazie all’impiego dei limitatori serie SL si possono realizzare gli stessi cicli di lavoro pari a 10.000 disinnesti, come con i prodotti standard della serie SK. L’uso di nuove molle a tazza degressive, sviluppate appositamente per R+W, in combinazione con il miglioramento del sistema d’innesto a sfera, porta a un innalzamento dei valori di coppia pari al 40% rispetto alla serie SK. Riassumendo, con il nuovo limitatore di coppia SL, R+W presenta un giunto più leggero, compatto e performante, che non ha eguali sul mercato.
QUATTRO TAGLIE
Le quattro taglie – 30, 60, 150 e 300 – sono disponibili con diverse configurazioni che permettono al progettista di trovare la versione più adeguata al tipo di montaggio che deve effettuare. Esiste inoltre la possibilità di utilizzare la versione a puro limitatore, per trasmissioni indirette, e la versione integrata nei giunti per realizzare collegamenti albero-albero. La caratteristica principale delle trasmissioni indirette è che permettono la trasmissione del moto tra due alberi fortemente disassati, grazie all’ausilio di pulegge e cinghie dentate. L’asse di rotazione dell’albero motore è spostato parallelamente rispetto all'asse di rotazione dell’albero condotto. Sulle trasmissioni indirette, il limitatore di coppia deve proteggere il cinematismo da eventuali sovraccarichi e in genere viene montato a sbalzo sul’albero motore e quindi integrato alla puleggia motrice. La caratteristica delle trasmissioni dirette, invece, è che la parte motrice e quella condotta si trovano sullo stesso asse e il limitatore, oltre a garantire la protezione da sovraccarichi, deve collegare i due alberi in rotazione. Quando si sceglie il limitatore di coppia adatto per questo tipo di trasmissione, si deve tenere in considerazione la coppia di disinnesto e la rigidità torsionale, così come la capacità del giunto di compensare il disallineamento angolare e radiale che può essere presente tra albero motore e albero condotto. Le serie SL2 a soffietto metallico e la serie SLE con anello elastomerico assolvono pienamente a tutti questi compiti, garantendo precisione e rigidità torsionale. La nuova serie di limitatori di coppia SL rivoluziona quindi il mercato dei limitatori di coppia di precisione e si propone ai costruttori di macchine e impianti come componente di sicurezza che migliora notevolmente le prestazioni e la produttività dei sistemi stessi, anche attraverso un ridotto consumo energetico, dovuto alla drastica riduzione dei pesi da movimentare.































































