
Alla 35.BI-MU Sandvik Coromant presenterà uno stand interamente digitale dedicato a software, dati e servizi.
La macchina utensile diventa un nodo digitale. A 35.BI-MU, Sandvik Coromant mostra come software, dati e competenze entrano nel ciclo di lavorazione.
di Alfredo Pennacchi
La lavorazione dei metalli non si esaurisce più nel rapporto tra macchina, utensile e pezzo. La scelta dei parametri, la preparazione del ciclo, il monitoraggio delle fermate e l’analisi delle prestazioni generano dati che possono accompagnare l’intera produzione. La macchina utensile diventa così un nodo di un sistema più ampio, collegato a software, servizi e competenze applicative.
Il passaggio è anche normativo. Dal 12 settembre 2025 il Data Act europeo disciplina l’accesso e l’uso dei dati generati dai prodotti connessi, comprese le macchine industriali. Nel 2026 il gruppo Fabbrica Digitale di UCIMU ha indicato analisi dei dati, cloud, 5G e spazi di condivisione come condizioni necessarie per trasformare l’intelligenza artificiale in valore per il machinery. Il problema, quindi, non è soltanto raccogliere informazioni: occorre conservarne il significato e renderle utilizzabili lungo il ciclo.
È in questo scenario che Sandvik Coromant tornerà a 35.BI-MU, dal 13 al 16 ottobre 2026 a fieramilano Rho. Nel padiglione 22, stand E10, l’azienda presenterà uno spazio interamente digitale dedicato a soluzioni integrate, software, dati e servizi.
IL DATO DEVE SEGUIRE IL PROCESSO
Nelle officine convivono macchine di età, marche e controlli differenti. Collegarle non basta se ogni sistema descrive stati, allarmi e lavorazioni con linguaggi diversi. Le specifiche OPC UA per le macchine utensili e l’iniziativa umati nascono proprio per conservare il contesto dei dati e facilitarne lo scambio con MES, ERP, cloud e sistemi di automazione.
La continuità informativa riguarda anche le fasi che precedono e seguono il taglio. In un progetto raccontato da TECNELAB, Sandvik Coromant e i partner hanno utilizzato gli standard ISO STEP AP242 e AP238 per collegare ispezione, simulazione, CAM e lavorazione nella riparazione MRO di pale. Il valore non stava nel singolo file, ma nella possibilità di trasferire geometrie, prescrizioni e risultati tra ambienti diversi senza ricostruire ogni volta il processo.
Questa è la differenza tra digitalizzare un documento e costruire un flusso digitale. Nel primo caso l’informazione resta isolata; nel secondo diventa disponibile nel punto in cui serve a preparare, eseguire o verificare la lavorazione.

Il valore del dato emerge quando viene collegato alla lavorazione e alla decisione tecnica.
DAL MONITORAGGIO ALLA DECISIONE
La stessa logica vale durante la produzione. Un dato di macchina descrive ciò che è accaduto, ma acquista valore quando viene collegato alla causa e a un’azione. Tempi di fermo, cambi utensile, guasti e disponibilità possono essere letti insieme per distinguere un limite del ciclo da un problema organizzativo o manutentivo.
TECNELAB ha già documentato un’applicazione di CoroPlus® MachiningInsights presso OSI Precision, dove la piattaforma ha raccolto dati da macchine CNC di costruttori diversi. Il progetto ha unito monitoraggio, annotazioni degli operatori e integrazione con altri software tramite API. Il caso mostra un aspetto decisivo: la trasparenza nasce dall’infrastruttura, ma il miglioramento richiede che le persone riconoscano le cause e usino le informazioni nel lavoro quotidiano.
Per questo la fabbrica connessa non coincide con una successione di dashboard. Il passaggio utile è quello che collega dato, decisione e correzione del processo.
COROPLUS AL CENTRO DELLO STAND DIGITALE
Alla 35.BI-MU Sandvik Coromant tradurrà questo percorso in un ambiente interattivo. Dimostrazioni digitali, schermi ed esempi applicativi sostituiranno la tradizionale esposizione di prodotto con un’area di consulenza tecnica, progettata per discutere, simulare e approfondire le esigenze dei visitatori.
Un ruolo centrale sarà affidato alle soluzioni di lavorazione digitale CoroPlus®. Secondo l’azienda, le funzionalità basate sui dati possono sostenere l’ottimizzazione dei processi, migliorare l’integrazione tra utensili e software e aumentare il controllo delle operazioni. Lo stand mostrerà quindi l’utensile come parte di un sistema che comprende preparazione, connettività, analisi e servizi.
La scelta rende visibile l’evoluzione con cui Sandvik Coromant definisce il proprio posizionamento: da fornitore di utensili a partner tecnologico per la produzione connessa. Non cambia il nucleo di competenza nella lavorazione dei metalli; cambia il perimetro nel quale quella competenza viene applicata.

Connettività e interoperabilità permettono di trasferire le informazioni tra macchina, software e sistemi di fabbrica.
IL VALORE DEL PARTNER TECNOLOGICO
“35.BI-MU è un’importante opportunità per noi per presentare la nostra continua trasformazione e la nostra attenzione alle soluzioni di produzione digitale”, afferma Antonio Principe, Sales Cluster Manager di Sandvik Coromant. “Il concept del nostro stand riflette il nostro percorso evolutivo da fornitore di utensili a partner tecnologico, aiutando i clienti a collegare dati, processi e prestazioni”.
L’azienda parteciperà anche al BI-MU FUTURETECH AWARD, il riconoscimento dedicato alle soluzioni innovative presentate alla manifestazione. La candidatura colloca il concept digitale nel confronto su macchina utensile, robotica, automazione e tecnologie per la produzione di nuova generazione.
Il banco di prova resta l’integrazione. I dati devono mantenere un significato coerente tra utensile, macchina e software e le applicazioni devono inserirsi nei sistemi esistenti; mentre operatori e tecnici devono poter trasformare l’informazione in una scelta. È su questa capacità che si misura il passaggio dall’acquisto di una tecnologia alla costruzione di un processo connesso.
A fieramilano Rho, Sandvik Coromant userà lo stand E10 per mostrare proprio questo passaggio. La lavorazione resta fisica, ma una quota crescente del suo rendimento dipende dalla qualità del flusso digitale che la prepara, la osserva e la rende migliorabile. ©TECNELAB

Antonio Principe, Sales Cluster Manager di Sandvik Coromant. Alla 35.BI-MU l’azienda racconterà il suo processo evolutivo: da fornitore di utensili a partner tecnologico.






































































