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Estremamente versatili, spesso disegnati, progettati ed equipaggiati a misura dell’applicazione richiesta, ma facilmente riconfigurabili con stazioni o unità produttive per lavorazioni pre-programmate, i transfer di ultima generazione sono caratterizzati da un design “accattivante”. Nati come sistemi estremamente rigidi, per applicazioni tradizionali in ambiti automotive e meccanica generale, per lavorazioni su grandi volumi di pezzi da produrre, oggi si sono evoluti, abbinando all’alta produttività, la flessibilità, la precisione e l’affidabilità proprie dei moderni centri di lavorazione. Grande attenzione è stata riservata all’ergonomia e, come sopra accennato, alla possibilità di riconfigurare la macchina aggiungendo o sottraendo unità di lavoro specifiche e dedicate in funzione delle tipologie di particolari da produrre, sempre più variabili in materiali, forme e lotti produttivi. Accanto agli utilizzi tipici del transfer, sopra citati, è proprio la nuova struttura delle macchine e l’acquisita flessibilità operativa che ha consentito a questi sistemi di trovare impiego in e comparti e ambiti produttivi diversi: oggi, ad esempio, anche numerosi subfornitori che necessitano di produrre lotti piccoli, medi o grandi rapidamente, riconvertendo in tempi brevi le macchine in funzione della domanda del mercato, acquistano i transfer e li utilizzano come veri e propri centri di lavorazione dedicati. Nella pratica, in sintesi estrema, queste soluzioni hanno più di altre “vissuto” nel tempo una delle trasformazioni più evidenti nel comparto dei sistemi per produrre e i transfer di ultima generazione ne sono un esempio tangibile. Rimangono, comunque, in queste macchine i comuni denominatori che fin dalle origini le hanno distinte, le proverbiali doti di alta cadenza produttiva ed efficienza, ma sono mutate le forme, le dimensioni, gli usi e le capacità… e i fotogrammi editi dallo staff di TECN’È nel numero di ottobre 2016 testimoniano quanto finora detto. Gli approfondimenti qui riportati consentono gli opportuni approfondimenti e rendono possibile osservare l’evoluzione di questi sistemi grazie a un confronto diretto con le macchine del recente passato. (Foto Gnutti Transfer)

 

TRANSFER ANNO 2016

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TRANSFER ANNO 2015

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PICCHI – anno 2014

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