
Alcuni dei dodici magazzini verticali Incaricotech installati presso il deposito di Engaldini, dedicati alla gestione degli oltre 14.000 Stock Keeping Unit di merce aziendali.
Incaricotech ed Engaldini: come l’integrazione tra automazione, WMS e processi aziendali può accompagnare l’evoluzione della logistica interna di un’azienda.
di Patrizia Gatti
Engaldini, realtà veneta con oltre 40 anni di storia nella distribuzione di sistemi di fissaggio e utensileria, si è rivolta nel 2018 a Incaricotech, azienda modenese specializzata nell’intralogistica automatizzata e nella movimentazione dei materiali, al fine di ripensare l’organizzazione del proprio deposito in risposta a un contesto logistico sempre più frenetico.
“Abbiamo subìto indirettamente la concorrenza di Amazon, non per i prodotti, ma per le modalità con le quali Amazon opera sul mercato: ricevere ordini in qualsiasi momento ed evasione garantita in 24 ore. Questo ha portato i clienti a cambiare le aspettative in tema di tempistiche e tracciabilità”, evidenzia Paolo Engaldini, General Manager e seconda generazione della famiglia.
Le attività quotidiane di Engaldini ruotano attorno a oltre 14.000 SKU-Stock Keeping Unit di merce, dalla minuteria ai colli pesanti, con ordini che spaziano da una singola scatola a diversi pallet completi. Operando anche nell’e-commerce, l’azienda aveva individuato due esigenze precise: evadere gli ordini in tempi più rapidi e conoscere in tempo reale le giacenze attraverso un unico sistema capace di gestire entrambe le attività.

Magazzini verticali Rotomat di Incaricotech, su tecnologia Hänel, installati presso lo stabilimento Engaldini per l’automazione del prelievo ad alta rotazione.
LA CONSULENZA PRIMA DELLA TECNOLOGIA
Nel 2018, Engaldini è entrata in contatto con Incaricotech che, dopo aver analizzato la movimentazione interna, le modalità di picking, la tipologia di merce trattata e i flussi logistici dell’azienda, ha progettato un sistema tuttora in essere.
“Ritengo sia inutile investire in un prodotto che non risolve le specifiche difficoltà di un’azienda. Per questo credo fermamente che l’introduzione di un magazzino verticale debba avvenire sempre a valle di una consulenza mirata: ogni azienda ha i propri ostacoli e la propria organizzazione preesistente, per questo bisogna capire quale magazzino verticale sia più adatto”, spiega Loris Gasparini, CEO di Incaricotech.
Dall’analisi è emersa la necessità di integrare due diverse tipologie di magazzino verticale: il Rotomat, per il prelievo degli articoli ad alta rotazione – specialmente per l’e-commerce –, e il Lean Lift per lo stoccaggio delle scorte. È stato creato un flusso logistico continuo che collega approvvigionamento, movimentazione della merce e preparazione degli ordini.
L’AUTOMAZIONE COME PERCORSO
Tra il 2018 e il 2019 è stato installato il primo magazzino verticale di Incaricotech, seguito da altri undici nell’arco di cinque anni, fino agli attuali dodici impianti. “L’unica manutenzione registrata è stata quella ordinaria”, racconta Paolo Engaldini, “e, quindi, osservando la solidità e l’affidabilità delle prime soluzioni, abbiamo deciso di investire ulteriormente in magazzini verticali. Va detto che siamo stati aiutati anche da una tassazione molto agevolata in quegli anni”.
Infatti, l’investimento di Engaldini si è sviluppato negli anni in cui gli incentivi del Piano Industria 4.0 (2017-2019) e successivamente, del Piano Transizione 4.0 (dal 2020 al 2025) – le cui agevolazioni sono state sostituite successivamente dall’iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 – hanno favorito l’adozione di beni interconnessi, con l’obiettivo di sostenere la trasformazione digitale dei processi produttivi e logistici delle imprese italiane.
Nel corso del progetto, l’automazione è stata introdotta gradualmente. Dopo il primo impianto, Engaldini ha monitorato i risultati ottenuti nella preparazione degli ordini, estendendo progressivamente il sistema alle referenze ancora gestite sulle scaffalature tradizionali, fino a raggiungere gli attuali dodici magazzini verticali.
Parallelamente, è stato sviluppato un ecosistema digitale in cui il gestionale aziendale, il WMS, i terminali di picking, l’e-commerce e il software di spedizione dialogano tra loro, consentendo di sincronizzare automaticamente le giacenze, coordinare le missioni di prelievo e condividere le informazioni necessarie lungo tutto il processo logistico. Nel tempo, infatti, il progetto è stato esteso anche alle fasi successive della preparazione degli ordini, fino alla generazione automatica delle etichette e alla comunicazione con i vettori.

Le attività quotidiane di Engaldini ruotano attorno a oltre 14.000 SKU-Stock Keeping Unit di merce, dalla minuteria ai colli pesanti, con ordini che spaziano da una singola scatola a diversi pallet completi.
INTEGRARE I SISTEMI E RIORGANIZZARE I PROCESSI
L’introduzione dei sistemi non è stata solo tecnologica: sebbene l’inserimento dei magazzini verticali automatici sia avvenuto gradualmente, Engaldini ha comunque dovuto introdurre cambiamenti significativi all’interno dei propri processi. L’azienda veneta ha, infatti, dovuto affrontare una fase iniziale di riorganizzazione, ricodificando e rietichettando l’intero stock, configurando il sistema e riorganizzando i flussi operativi.
Avendo come obiettivo l’adattamento ai nuovi ritmi della filiera logistica, oltre a introdurre le nuove tecnologie Incaricotech, Engaldini ha dovuto revisionare e aggiornare le modalità operative già consolidate, ad esempio, con la formazione degli operatori nell’adozione di nuove procedure e di una gestione sempre più basata sui dati. Paolo Engaldini riassume così la fase di adattamento: “Il magazzino verticale automatizzato è un cavallo di razza, e va domato”.
Allo stesso tempo, è cambiata anche la logica di gestione del magazzino. Grazie all’integrazione con il WMS, la collocazione degli articoli viene continuamente aggiornata in funzione della loro rotazione e delle abitudini di acquisto dei clienti, suggerendo come distribuire le referenze per ridurre i tempi di prelievo e ottimizzare gli spostamenti degli operatori. Lo stesso principio è stato applicato anche all’e-commerce aziendale: le disponibilità pubblicate online vengono aggiornate automaticamente sulla base delle giacenze gestite dal WMS, evitando, ad esempio, che vengano acquistati prodotti già impegnati.

Negli anni, il progetto Engaldini è diventato anche un punto di riferimento per Incaricotech. Quando un’azienda vuole capire come un sistema di questo tipo possa essere integrato in una realtà produttiva già esistente viene preso ad esempio.
MENO ERRORI DI PICKING, MENO SPEDIZIONI PARZIALI
L’ecosistema sviluppato da Engaldini insieme a Incaricotech ha progressivamente prodotto risultati misurabili. Grazie all’ottimizzazione gestionale resa possibile dai magazzini verticali e dal WMS, Engaldini ha ridotto del 50% gli errori di picking e dell’80% le spedizioni parziali, con un impatto positivo anche sugli utili aziendali. Inoltre, ha ottimizzato l’utilizzo degli spazi disponibili, ha abbattuto i tempi di evasione degli ordini e ha migliorato la tracciabilità delle movimentazioni interne, rendendo possibile ricostruire il percorso di ogni articolo durante le diverse fasi della preparazione degli ordini e ha permesso di verificare più rapidamente eventuali anomalie. L’esperienza maturata rappresenta un esempio di come l’integrazione tra sistemi informativi, automazione e organizzazione del lavoro possa essere sviluppata progressivamente anche in aziende caratterizzate da migliaia di referenze, ordini eterogenei e canali di vendita differenti.
“Negli anni questo progetto è diventato anche un punto di riferimento per noi. Quando un’azienda vuole capire come un sistema di questo tipo possa essere integrato in una realtà produttiva già esistente, spesso la accompagniamo a visitare l’impianto Engaldini”, conclude Loris Gasparini. Un percorso che dimostra come l’automazione di magazzino possa essere introdotta gradualmente anche in realtà con migliaia di referenze e canali di vendita differenti.

Loris Gasparini, CEO e fondatore di Incaricotech.
FOCUS: IL MAGAZZINO CRESCE IN VERTICALE
Tra gli stand della Mostra d’Oltremare, dove dal 14 al 16 maggio il WMD Event ha riunito il meglio di metrologia, automazione e robotica, Napoli ha ospitato anche Incaricotech, azienda di Campogalliano, in provincia di Modena, che dal 2009 è il partner, unico in Italia, della tedesca Hänel per i magazzini verticali automatici. A raccontarla è il fondatore e amministratore delegato Loris Gasparini: “Siamo nati nel maggio 2008 con l’intento di offrire consulenza seria e concreta alle PMI. Oggi abbiamo la gamma di magazzini verticali più completa sul mercato italiano, insieme al WMS, il vero direttore d’orchestra”. La sigla sta per Warehouse Management System, il software che sa in ogni momento cosa c’è a stock e dove si trova, guida gli operatori nei prelievi e dialoga con il gestionale e con le macchine.
“La nostra filosofia è capire di cosa c’è bisogno e proporre non ciò che conviene a noi, ma al cliente”, sottolinea Gasparini. Che nel frattempo è cambiato, anche nell’approccio a un investimento che varia dai 20 ai 70 mila euro per singola unità: “Trent’anni fa l’imprenditore guardava solo alla produzione, senza accorgersi che disperdeva nella logistica più di quanto risparmiasse. Oggi troviamo imprenditori e manager preparati, con idee chiare e questo per noi è solo un vantaggio”. Il ventaglio delle applicazioni non conosce confini: “Abbiamo come cliente la piccola azienda a gestione familiare, con tre magazzini verticali, ma anche le multinazionali. In mezzo, tutte le dimensioni e tutti i settori”. Poi c’è Hänel, una partnership nata da un incontro con l’allora CEO Joachim Hänel (oggi al vertice c’è la terza generazione con Christina) e cresciuta fino a un’integrazione “che non avrei mai creduto possibile: le ultime novità nascono proprio dal confronto interno tra noi”.
A Napoli, Incaricotech ha portato un Lean-Lift, modello di punta della gamma Hänel, con una navetta che corre tra due colonne di cassetti e li consegna alla baia di prelievo secondo il principio della “merce all’uomo”: l’operatore lavora in una postazione ergonomica, comanda tutto dal pannello touch e in pochi secondi riceve il cassetto con l’articolo che cerca: la velocità di picking si moltiplica e si libera fino al 90% dello spazio a terra rispetto alla scaffalatura tradizionale. “Un magazzino verticale deve essere performante, fino a 2,3 m/s, e affidabile: con il nostro bypass automatico, anche in caso di guasto, continua a lavorare. E deve integrarsi con altri sistemi e altri magazzini, grazie al software che lo guida”, il WMS I-Tech sviluppato a partire dal 2020.
Lo sguardo sul futuro è fiducioso: “Dal 2017, con Transizione 4.0, vedo aziende cresciute e competitive, soprattutto al Sud, che sta diventando la vera manifattura d’Italia”, conclude Gasparini. Purché non si perda la misura: “L’automazione va inserita dove serve, quanto serve. Ma è il capitale umano il più difficile da reperire e non possiamo permetterci di disperderlo”. ©TECNELAB

Il magazzino verticale Lean-Lift di Incaricotech, modello di punta della gamma Hänel, presentato al WMD Event di Napoli, utilizzato in Engaldini per lo stoccaggio delle scorte.






































































