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La rettificatura è un processo di lavorazione ormai maturo, ma la ricerca di innovazione per quanto concerne le macchine e i software, senza trascurare gli utensili e i lubrorefrigeranti, è costante, con uno sviluppo orientato sempre più a una maggior capacità d’asportazione e all’ottenimento di valori di precisione infinitesimali, grazie anche a sistemi sempre più rigidi e all’ottimizzazione delle lavorazioni richieste dai cicli macchina. C’è chi sostiene che le potenzialità della rettificatura risiedano oggi nella contrazione dei tempi di inattività o nella possibilità di convertire l’operatività delle macchine, ma anche dalla capacità di più lavorazioni in una sola macchina. Rigide e stabili, potenti e veloci, sofisticate, capaci di eseguire operazioni concatenate tra loro, le “ultime” rettificatrici garantiscono sicurezza e affidabilità d’esercizio e sono sinonimo di precisione superficiale, che, nel comparto manifatturiero, insieme all’alta produttività, è un’esigenza ormai irrinunciabile. L’“ultima” rettificatrice – senza trascurare le affilatrici – presentata da ogni azienda è il frutto di un cammino tecnologico percorso dai costruttori e dell’impegno finalizzato a proporre agli utilizzatori soluzioni che consentano loro di realizzare oggetti di elevatissima fattura, così da poter competere su un mercato che richiede prodotti di primissima qualità. Di seguito gli approfondimenti sulle macchine illustrate nel numero di dicembre di TECN’È.

 

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