
“Innovation with Passion”: nel suo ruolo di Electronic R&D Manager alla OMET, Gianni Gerosa ha fatto proprio lo slogan dell’azienda.
Più spazio e meno cavi sono le ragioni che hanno spinto OMET, produttore italiano di macchine da stampa, equipaggiate con fino a 106 motori, a optare per la soluzione a cavo singolo, con cavo motore ibrido HMC 6 di HEIDENHAIN.
di Francesca Ferrari
“L’importanza di essere primi”. OMET ha capito presto quanto sia importante precorrere i tempi e rimanere in testa. Con la sua capacità innovativa, il costruttore di macchine del nord Italia, con sede a Lecco sul lago di Como, rientra tra i colossi del settore quali Heidelberger o Gallus. OMET costruisce macchine per la stampa di imballaggi, pellicole, ticket e gratta e vinci. Dietro innumerevoli imballaggi di marche note quali Heineken, Ferrero, Nutella o L’Oréal, si cela spesso una macchina OMET, per lo più in versione customizzata. “OMET è un’azienda speciale perché costruiamo macchine su misura. È questo ciò che ci contraddistingue”, afferma Gianni Gerosa, Electronic R&D Manager dell’azienda. Sin dal suo ingresso in OMET nel 2002, ha sempre condiviso la filosofia aziendale “Innovation with Passion”. Dando impulso alle innovazioni con passione, Gerosa porta avanti l’idea di Angelo Bartesaghi, che nel 1963 diede vita a OMET nel garage di casa a Lecco. Bartesaghi realizzò inizialmente una macchina per la stampa di tissue. E continuò a lavorarci fino a essere in grado di offrire ai propri clienti un prodotto di elevata qualità dal carattere innovativo.

Nuovo prototipo: la macchina da stampa XFlex X6.00 con 22 motori di Control Techniques e la soluzione a cavo singolo HMC 6 di HEIDENHAIN.
IMPULSO ALLE INNOVAZIONI
Da allora l’Officina Meccanica E Tranceria (OMET di Lecco) è cresciuta fino a diventare produttore leader di macchine per la lavorazione di tissue e la stampa di imballaggi con filiali in Europa, USA e Cina. Le attività di R&D sono state incessanti e, grazie alla digitalizzazione, hanno intrapreso un cammino del tutto rivoluzionario, che l’azienda sta percorrendo dall’inizio del nuovo millennio. Da allora OMET impiega per le macchine da stampa motori speciali e servomotori di Control Techniques. “Nelle nostre macchine da stampa non esiste nemmeno una sola soluzione standard per gli azionamenti”, afferma Gerosa. Dato l’elevato numero di motori presenti nella macchina stessa, presta particolare attenzione alla riduzione dei cavi. Ecco perché ha scelto la soluzione a cavo singolo HMC 6 di HEIDENHAIN, che integra i segnali degli encoder nel cavo di alimentazione della potenza.
Il cavo ibrido basato su EnDat22 per trasduttori rotativi assoluti è una soluzione efficiente e compatta che soddisfa le esigenze tecnologiche di una produzione all’avanguardia.
Dal 2003, OMET gestisce un centro tecnologico a Lecco. Reinvestire in R&D è sempre stata una priorità per l’azienda. “Angelo Bartesaghi veniva ogni giorno chiedendomi questa macchina o quel progetto”, racconta Gerosa. “Non aveva una casa al mare, non era per niente interessato al lusso. Un ingegnere e un inventore nel cuore e nell’anima”. Nel tempo è subentrato in OMET il figlio del fondatore, Antonio Bartesaghi, anche lui fortemente orientato all’innovazione.

Gianni Gerosa, Electronic R&D Manager di OMET (al centro) con Key Account Manager Guido Colombo del produttore di motori e drive Control Techniques (a sinistra) e Andrea Sanna, Area Manager Automation di HEIDENHAIN (a destra).
STAMPA DI PRECISIONE
Nel centro tecnologico salta all’occhio il nuovo prototipo della macchina da stampa XFlex X6.00. “Sono orgoglioso di questa macchina”, afferma Gerosa. “È una soluzione straordinaria, la migliore macchina al mondo per la stampa di precisione. È in grado di stampare con un’accuratezza di 0,05 mm”. Non è certo una coincidenza che la XFlex X6 sia la prima macchina OMET equipaggiata con la soluzione a cavo singolo. “La X6.00 è la nostra macchina più importante, rappresenta circa il 60% del nostro business”, dichiara.
PROTOTIPO CON SOLUZIONE A CAVO SINGOLO
I servomotori di Control Techniques rivestono un ruolo chiave nel sistema universale e digitale della macchina X6.00. Insieme a OMET spa, il produttore di motori ha sviluppato una soluzione ottimale che utilizza la soluzione HMC 6 basata su EnDat22 di HEIDENHAIN con trasduttori rotativi assoluti. Nel cavo motore ibrido sono integrati sia i cavi di potenza sia i cavi degli encoder e dei freni.
L’impiego di un unico cavo tra motore e quadro elettrico consente di ridurre l’ingombro e semplifica la messa in servizio. Inoltre, HMC 6 può essere utilizzato per cavi fino a 100 m di lunghezza, un vantaggio fondamentale per macchine di grandi dimensioni come quelle prodotte da OMET. Gianni Gerosa è convinto che l’industria debba costantemente investire non solo per stare al passo con gli sviluppi tecnologici ma anche per permettere a un’azienda come OMET di mantenere fede alla sua mission: essere i primi e promuovere le innovazioni con passione.

“La X6 è una soluzione straordinaria, la migliore macchina al mondo per la stampa di precisione. È in grado di stampare con un'accuratezza di 0,05 millimetri”, afferma Gianni Gerosa.
FOCUS: HMC6, LA SOLUZIONE A CAVO SINGOLO
Con il cavo ibrido HMC 6, HEIDENHAIN integra le linee degli encoder nel cavo di alimentazione della potenza. È così necessario un unico cavo tra motore e armadio elettrico.
La soluzione a cavo singolo HMC 6 è stata specificatamente concepita per sistemi di misura HEIDENHAIN con interfaccia EnDat 2.2 e trasmissione puramente seriale dei dati per cavi di lunghezza fino a 100 m, tra cui: trasduttori rotativi per servomotori; sistemi di misura lineari e angolari impiegati in motori diretti; sistemi di misura per Functional Safety fino a SIL 3. Possono essere comunque collegati anche tutti gli altri sistemi di misura con interfaccia puramente seriale RS-485. La maggior parte degli encoder sono quindi compatibili senza dover integrare una nuova interfaccia. I componenti dei connettori possono essere acquistati direttamente dal relativo produttore. In alternativa sono disponibili cavi preconfezionati. ©ÈUREKA!

Dando impulso alle innovazioni con passione, Gianni Gerosa porta avanti l’idea di Angelo Bartesaghi che nel 1963 diede vita a OMET nel garage di casa a Lecco.







































































