
L’efficienza energetica nei settori di uso finale nel 2009 ha avuto un indice di efficienza ODEX per l’intera economia pari a 89,6 – fatto 100 il valore 1990 – e quindi il miglioramento dell’efficienza energetica rispetto al 1990 è stato pari al 10,4% (dati ENEA). Questo non deve però farci “sedere sugli allori”. I vari settori hanno infatti contribuito in modo diverso all’ottenimento di questo risultato: il residenziale è quello che ha avuto miglioramenti regolari e costanti per tutto il periodo 1990-2009; l’industria ha avuto significativi miglioramenti solo negli ultimi quattro anni; il settore dei trasporti ha infine registrato gli incrementi di efficienza più modesti. Da ciò si può anche dedurre che non basta lo sviluppo tecnologico dei materiali a determinare l’efficienza energetica, ma che è la loro applicazione, e soprattutto la conoscenza dei prodotti, che possono misurare e quantificare l’efficienza energetica.
I professionisti di questi settori sono infatti interessati sia a ridurre i costi operativi, sia a migliorare la produttività attraverso una manutenzione più efficiente e pianificata. Tuttavia a molte strutture mancano i dati per valutare la quantità di energia necessaria all’edificio o ai processi produttivi e soprattutto sapere quanta di questa energia viene sprecata. L’efficienza energetica inizia con l’identificazione della fonte degli sprechi d’energia. Fluke oggi permette d’entrare nel cuore dell’efficienza energetica, o come molti dicono del “risparimio energetico”, grazie al nuovo “portale” www.fluke.com/fluke/itit/solutions/efficienza-energetica.
Nel portale, il visitatore viene guidato per scoprire e imparare come identificare gli sprechi d’energia grazie a video, illustrazioni interattive, storie di successo e seminari che Fluke organizza per far provare con mano prodotti e soluzioni. Speciale attenzione viene posta sui nuovi Analizzatori di rete Fluke 434, 435, 437 serie II e sulle termocamere.
Con gli analizzatori di rete Fluke 43x serie II, con brevetto Fluke monidale (UPM), si risparmia subito. Tradizionalmente, i risparmi energetici si ottengono monitorando e trovando i carichi principali di una struttura e ottimizzandone il funzionamento. Il costo della power quality può essere quantificato solo in termini di tempi di fermo provocati dalla perdita di produzione e di danni alle apparecchiature elettriche. Il metodo di misurazione unificata (UPM) va oltre e ottiene risparmi energetici scoprendo gli sprechi di energia provocati dai problemi di qualità dell'energia distribuita. Utilizzando l’UPM, il calcolatore delle perdite di energia Fluke determinerà quanta energia viene persa in un impianto a causa degli sprechi energetici. Questi calcoli UPM monetizzano la perdita di energia provocata da problemi di Power Quality. I calcoli vengono eseguiti, insieme ad altri dati specifici della struttura, tramite un Calcolatore delle perdite di energia che determina la perdita economica di una struttura a causa degli sprechi di energia.
Con le termocamere Fluke serie P3 e la nuova serie Ti1xx viene invece valutata l’efficienza energetica attraverso le grandezze fisiche, non elettriche, ed il loro diffondersi sui/attraverso i materiali. La temperatura infatti può essere un sintomo d’inefficienza quanto l’umidità, entrambi facilmente individuabili tramite l’analisi IR delle superfici. Un cuscinetto consumato può surriscaldarsi riducendo notevolmente l’efficienza di un albero di trasmissione così come la coibentazione di un impianto di refrigerazione mal eseguita fa aumentare il lavoro dei compressori aumentando i consumi energetici e invecchiandoli precocemente. Se inoltre si pensa al sistema wireless della serie Ti 1xx, l’immagine termografica abbinata a misurazioni elettriche , rende ancora più completa la l’analisi IR. E questi sono solo alcuni esempi di ciò che potrete scoprire nel centro soluzioni Fluke per “L’efficienza energetica”.




























































