
Il vantaggio competitivo dipenderà sempre più dalla capacità di trasformare idee innovative in nuovi prodotti. Al PTC Live Tech Forum 2013, la società di soluzioni CAD e PLM ha sostenuto l’importanza di utilizzare soluzioni tecnologiche in grado di trasformare un’idea nella realizzazione di un prodotto e un servizio.
di Gianluigi Rovetto
Le aziende manifatturiere possono trovare nel PLM nuovi spazi necessari per sostenere un vantaggio competitivo, che consentirà loro di essere protagonisti nel mercato globale nei prossimi vent’anni. Questo, in sintesi, il pensiero PTC espresso al PTC Live Tech Forum 2013, l’appuntamento italiano annuale con tecnici utilizzatori e partner tenuto lo scorso marzo a Parma, dove l’azienda di soluzioni per lo sviluppo e la gestione del ciclo di vita del prodotto ha rilanciato l’impresa digitale come percorso sostenibile per creare un nuovo vantaggio competitivo e fronteggiare l’attuale situazione del mercato.
Animato da più di 300 partecipanti, il Technology Forum ha messo sul piatto argomenti di sostanza, come: la vision di PTC sul futuro delle imprese nell’era digitale; la Tecnology Roadmap con tutte le novità di prodotto della house multinazionale americana; una Live Demo tenuta da un team di tecnici che attraverso sviluppi reali hanno illustrato le funzionalità CAD di PTC Creo; infine due storie di successo italiane, Ansaldo Breda (trasporto su rotaia) e Gruppo Trevi (ingegneria del sottosuolo), raccontate dagli stessi protagonisti che hanno riportato le rispettive esperienze di implementazione del PLM con la soluzione Windchill.
DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE ALL’INNOVAZIONE
Fin dalle prime applicazioni, Pro/Engineer apparse alla fine degli anni ‘80, il marchio PTC si fece conoscere sul mercato come l’innovatore del CAD. Con il trascorrere degli anni la società ha ampliato la propria visione e si è data una missione più impegnativa. “La nostra ambizione adesso - ha dichiarato Stefano Rinaldi, General Manager di PTC Italia, durante il Technology Forum di Parma - è quella di riuscire a costruire soluzioni tecnologiche in grado di trasformare il modo con cui i nostri utilizzatori pensano, progettano, industrializzano i propri prodotti e li rendono disponibili al mercato, insieme alla componente del servizio che sta diventando sempre più fondamentale per riuscire a competere in un'ottica globale”.
Il modo PTC di intendere il vantaggio competitivo è sostanzialmente diverso da quello abituale. Le realtà industriali per essere competitive hanno finora sempre fatto leva sull’efficienza produttiva, sulla fabbrica efficiente, sul riuscire cioè a costruire il prodotto in forma automatizzata in tempi sempre minori. Questa forma di industrializzazione ha origine all’inizio del ‘900, con l’introduzione nella fabbrica di Henry Ford della catena di montaggio. Un cambiamento epocale che portò la Ford ad acquisire la leadership sul mercato americano nella produzione di autoveicoli. E che diede il via alla cosiddetta ‘Seconda rivoluzione industriale’.
Da allora, proseguendo nell’industrializzazione sempre più spinta dei processi, le realtà industriali hanno potuto costruire prodotti in tempi e con caratteristiche di qualità sempre migliori, prima impensabili, creando una forte plusvalenza. Fino ad arrivare oggi a un’esasperazione estrema, al punto di non riuscire quasi più a garantire da sola quei margini di miglioramento che le imprese hanno bisogno per poter competere e crescere. “Credo sia giunto veramente il momento di riflettere se all’interno delle operation esistono ancora spazi sufficienti per poter sostenere quel vantaggio competitivo necessario alle nostre realtà industriali per poter competere nel mercato globale nei prossimi vent’anni”, si interroga il direttore generale della filiale, che sull’esperienza di PTC vede un futuro diverso per le imprese.

Stefano Rinaldi è General Manager PTC Italia: “La visione PTC si fonda essenzialmente sulla strategia di prodotto e di servizio come elemento ponderante da aggiungere all’eccellenza operativa per sostenere un vantaggio competitivo sostenibile”.
VERSO LA STRATEGIA E PIANIFICAZIONE DI PRODOTTO
“La visione PTC si fonda essenzialmente sulla strategia di prodotto e strategia di servizio come elemento ponderante da aggiungere alla eccellenza operativa per sostenere un vantaggio competitivo sostenibile”, afferma Rinaldi spiegando che la strategia di prodotto e la strategia di servizio si basano sull’innovazione del prodotto, piuttosto che sulla modalità con cui il prodotto stesso viene costruito e industrializzato. Principio peraltro già ampiamente condiviso da realtà importanti, leader nel proprio settore, che hanno puntato sull’innovazione con il supporto di PTC quale partner tecnologico.
Tra le aziende orientate alla strategia dell’innovazione che collaborano con PTC, Rinaldi fa il nome di Whirlpool, grande realtà industriale americana leader di settore nel bianco, che ha scommesso sugli smart product, con i quali pensa di poter incrementare i ricavi di 2,5 miliardi di dollari. Prodotti che, oltre a soddisfare i requisiti funzionali richiesti, presentano un livello di intelligenza tale da consentire alla lavatrice, per esempio, di autoregolarsi o in caso di malfunzionamento di connettersi al centro assistenza di zona.
Altro esempio è John Deer, 175 anni di storia nel settore delle macchine agricole, che ha come obiettivo strategico quello di incrementare i ricavi da 25 a 50 miliardi di dollari entro i prossimi 8 anni. A rilanciare John Deer sarà l’innovazione, intesa come possibilità di realizzare un prodotto modulare destinato a soddisfare le esigenze di mercati differenti. L’intenzione del costruttore americano, infatti, è di sostenere la crescita affermandosi come leader sui mercati internazionali ed in particolare nei paesi emergenti.
Altro esempio ancora non meno interessante è Continental, gruppo tedesco di sistemi meccanici/elettronici, fornitore di primo livello per il settore automotive, che deve la propria leadership non tanto alla capacità di ottimizzare i processi industriali, quanto piuttosto alla strategia di arricchire il prodotto di funzionalità software per poterli rendere “intelligenti” ed innovativi. Non a caso Continental impiega circa 18 mila persone in R&S di cui 12 mila sviluppatori software.
Per meglio chiarire il significato di strategia di prodotto, il General Manager PTC Italia chiama in causa il noto accademico ed economista statunitense Michael Porter, che per strategia di prodotto intende “fare tutta una serie di attività in modo diverso rispetto a come queste attività vengono svolte dai concorrenti”.

Al PTC Live Tech Forum 2013, l’azienda di soluzioni CAD e PLM ha rilanciato l’impresa digitale come percorso sostenibile per creare un vantaggio competitivo e fronteggiare l’attuale situazione del mercato.
PROGETTAZIONE, PRODUZIONE, SERVIZIO
Le attività di prodotto di una tipica realtà industriale dove PTC crede esista ancora un ampio margine di ottimizzazione riguardano tre grossi ambiti funzionali: l’area R&S che ha competenza progettuale; l’area sales&service e infine l’industrializzazione con inclusa la dei catena del valore sostenuta dai fornitori. “È in queste aree di attività dove ci proponiamo come leva, per dare ai nostri clienti la possibilità di competere sul mercato globale”, conferma Stefano Rinaldi, spiegando che gli utilizzatori, avvalendosi delle soluzioni tecnologiche e delle competenze PTC, possono trasformare e ottimizzare i loro processi, con i quali realizzano prodotti e servizi che stanno al centro delle iniziative strategiche dell’azienda.
PTC propone un’ampia gamma di soluzioni software per differenti segmenti applicativi: CAD (Computer Aided Design), SCM (Supply Chain Management), SLM (Service Lifecycle Management), ALM (Application Lifecycle Management). Il tutto racchiuso in una piattaforma governata dal PLM (Product Lifecycle Management), una sorta di collante che raccoglie tutte queste tecnologie in un unico ambiente integrato abilitante alla trasformazione e ottimizzazione dei processi di sviluppo.
II portfolio prodotti include, tra l’altro: PTC Creo (suite scalabile di applicazioni di progettazione, lanciata all’inizio del 2011, arrivata ora alla versione Creo 2.0, che sostituisce Pro/Engineer e incorpora il CAD CoCreate acquisito nel 2007), PTC Windchill (software di gestione di contenuti e processi che conta più di un milione di utenti), PTC Arbortext (software per la distribuzione dinamica di informazioni, acquisito nel 2005), PTC Mathcad (software per calcoli di progettazione, introdotto a seguito dell’acquisizione di Mathsoft nel 2007), PTC Integrity (sviluppo di software globale), PTC Servigistics (prodotti aziendali per la gestione del ciclo di vita dei servizi, ultima acquisizione di PTC avvenuta nel 2012). Per quanto riguarda i mercati di utilizzo, i principali segmenti di riferimento sono: prodotti industriali (valore del segmento 28%), aerospaziale e difesa (18%), elettronica e high tech (18%), automotive (14%), retail e beni di consumo (7%), biomedicale (4%).
Fondata nel 1985 nel Massachusetts (USA) dove sorge il quartier generale, Parametric Technology Company impiega oltre 6.000 dipendenti in 30 Paesi di tutto il mondo, che nel 2012 sono riusciti a fare il fatturato record di 1.258 milioni di dollari, provenienti per il 38% dalle Americhe, per il 38% dall’Europa e per il 24% dall’Asia. Il parco clienti attivi è formato da 27mila imprese, che sviluppano prodotti con le applicazioni tecnologiche della casa americana.

Windchill, il PLM di PTC, integra tutte le soluzioni tecnologiche digitali in un’unica piattaforma, con una gestione unica dei dati. E rende possibile automatizzare le procedure di scambio e informazione con tutti gli enti, esterni e interni, dell’azienda.






























































