
Le soluzioni robotiche proposte da FANUC permettono di eliminare le sovrastrutture e aumentare la flessibilità delle linee produttive.
Uno dei problemi dell’automazione è legato all’installazione di isole robotizzate che aumentano la lunghezza complessiva di una linea di produzione e la rendono troppo rigida Le soluzioni allestite da FANUC aiutano a realizzare una fabbrica totalmente automatizzata in cui l’uomo lavora in sinergia con i robot per ridurre al minimo il tempo di ciclo e rendere più flessibile la produzione.
di Claudia Pirotta
Uno dei problemi dell’automazione è legato all’installazione di isole robotizzate che aumentano la lunghezza complessiva della linea e la rendono troppo rigida: in settori come l’automotive, dove ogni secondo è sempre più prezioso e si cerca di adattare la produzione a modelli in continuo cambiamento, le soluzioni proposte da FANUC permettono di eliminare le sovrastrutture ed aumentare la flessibilità delle linee produttive.
SICURA COLLABORAZIONE
Che il robot CR35-iA di FANUC (www.fanuc.eu) sia diverso lo si intuisce subito perché, per la prima volta, FANUC rompe la tradizione e introduce nella gamma un robot verde. La scelta non è casuale: lo distingue dai tradizionali robot industriali gialli ed evoca il colore della sicurezza. CR35-iA, infatti, è il primo robot collaborativo al mondo in grado di sollevare 35 kg, un importante punto di svolta nelle applicazioni heavy-duty. È pensato per essere inserito all’interno di una linea in compresenza con l’operatore: a seconda della necessità, il robot può essere programmato, guidato o spostato per supportare il lavoro dell’operatore. Pensando a una linea di produzione automotive, contesto dove CR35-iA è perfettamente a suo agio, lo si può immaginare mentre solleva un particolare pesante e lo posiziona nel telaio, con l’operatore che esegue la rivettatura o il cablaggio in un altro punto della struttura. In alternativa, si può sfruttare la capacità di carico del robot per spostare un pezzo pesante da una parte all’altra dell’isola di montaggio, guidandolo manualmente (hand-guide function). I rischi per l’uomo sono esclusi anche quando CR35-iA svolge un compito in autonomia: il robot collaborativo è infatti ricoperto da un guscio spugnoso verde che protegge in caso di urto accidentale e dal rischio di pizzicamento. Gli assi sono strumentati con sensori di forza estremamente sensibili (FANUC è riuscita ad abbassare a 150 N la soglia limite di 250 N) che, in caso di contatto, intervengono tempestivamente arrestando il robot. Questo accorgimento, oltre a tutelare l’incolumità dell’operatore, protegge la produzione da eventuali danni causati dall’errata movimentazione del robot.

I robot della serie M-2000iA FANUC applicano alla produzione il concetto di flessibilità senza bisogno di sovrastrutture dedicate.

Grazie alla hand-guide function l’operatore può guidare manualmente il robot.
LINEE PIÙ FLESSIBILI
Dal punto di vista della logistica dell’impianto è da sottolineare il fatto che un’isola di montaggio equipaggiata con i robot collaborativi non richiede spazi aggiuntivi per l’installazione e contribuisce a ridurre la lunghezza complessiva della linea. Se CR35-iA è il robot collaborativo FANUC più grande attualmente disponibile, i robot della serie M-2000iA sono invece quelli più grandi dedicati alla movimentazione dei carichi pesanti, con capacità di sollevamento fino a 2.300 kg. Questo sistema, nuovo nella struttura meccanica ma non nel controllo (il controller compatto R-30iB è lo stesso utilizzato per tutti gli altri robot FANUC), è impiegato con successo nell’automotive per snellire l’architettura delle linee di movimentazione che richiedono, ad esempio, l’attrezzaggio tra un cambio di formato e l’altro.
Basti pensare alla produzione di due modelli differenti di automobile sulla stessa linea: il robot, in questo caso, movimenta elementi di grandi dimensioni come la scocca o una piccola utilitaria e li orienta in posizione sicura. Con la funzione di sicurezza DCS l’operatore accede alla scocca ed esegue il lavoro senza che il robot interferisca con le attività. A operazioni ultimate, sarà l’operatore ad autorizzare il movimento del robot.
In futuro, l’interazione uomo-robot con questo tipo di soluzioni sarà sempre più importante e sarà uno dei fattori che consentiranno di guadagnare secondi preziosi nel flusso produttivo.

M-2000iA FANUC in azione durante la scorsa edizione di EMO a Milano.






























































