
Tom Johnstone, Presidente e CEO di SKF.
Classe 1955, Tom Johnstone è in SKF dal 1977. Vi entra giovanissimo in qualità di apprendista venditore. Ora è Presidente e CEO del colosso svedese leader nel settore dei cuscinetti volventi. Promotore della metodologia Six Sigma, ritiene che il concetto di “sostenibilità”, in ambito industriale, implichi la capacità di combinare il fare business con successo alla responsabilità di salvaguardare le risorse per le generazioni future. Su questo assioma SKF basa le proprie decisioni strategiche e i propri piani industriali, ponendosi in prima fila tra le aziende intenzionate a guidare la transizione verso un’economia più umana, a basso tenore di carbonio.
di Margherita Di Vilio
Se si parla di SKF (www.skf.com) tutti sanno di cosa si tratta: un Gruppo internazionale fornitore di prodotti, soluzioni e servizi nel settore dei cuscinetti volventi, degli anelli di tenuta e dei prodotti correlati, che conta oggi circa 80 stabilimenti distribuiti su tutti i continenti e oltre 40.000 dipendenti. I prodotti SKF trovano applicazione nel mondo industriale così come nella vita di tutti i giorni: auto, aerei, perfino un paio di pattini si muovono grazie a dei cuscinetti volventi. Al vertice di questo colosso Tom Johnstone, che, sorseggiando un tè, ci spiega come nel 2012 industria, ricerca e sostenibilità siano elementi complementari in qualsiasi strategia a lungo termine. È compito dei leader saper guardare lontano e anticipare innovazioni che diventano anche tendenze sociali. Se si è in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze dei clienti e quelle dell’ambiente, un futuro migliore è possibile.
D. La responsabilità nei confronti dell’ambiente è un’opportunità di business tanto quanto un imperativo etico. Come si articola il concetto di sostenibilità per SKF?
R. L’idea di Sostenibilità per SKF abbraccia più elementi, che spaziano dalla progettazione delle proprie soluzioni all’attenzione per le comunità locali che ospitano i nostri diversi siti produttivi. Identifichiamo come Business Care il concetto che implica che tutto il processo di studio e realizzazione dei nostri prodotti sia orientato a garantire la necessaria redditività anche attraverso risultati di carattere ambientale. Altrettanto importante per SKF è quello che chiamiamo Environmental Care, cioè la coscienza degli effetti che hanno sull’ambiente i nostri processi produttivi, che deve essere il punto di partenza per riuscire a limitarli: uno degli obiettivi più ambiziosi che ci siamo posti riguarda la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, per il conseguimento del quale, tra l’altro, le unità produttive italiane giocano un ruolo di primo piano. Per dare maggiore peso e serietà al nostro impegno nei confronti dell’ambiente, nei mesi scorsi siamo entrati a far parte dei WWF Climate Savers, gruppo di aziende eccellenti provenienti da diversi settori industriali, tutte convinte che la riduzione delle emissioni di carbonio possa andare di pari passo con la crescita economica.

“L’innovazione deve essere sempre guidata dai reali bisogni del cliente, di oggi e di domani, perciò studiamo con attenzione anche le esigenze degli utenti finali”, sottolinea Tom Johnstone, Presidente e CEO di SKF.
D. Questo approccio comporta, immaginiamo, anche una particolare attenzione nei confronti delle risorse umane che contribuiscono al successo dell’azienda.
R. Assolutamente sì. Riteniamo fondamentale dedicare ai dipendenti le attenzioni che sono imposte da un approccio etico alla gestione del business. Le risorse umane sono una delle nostre maggiori ricchezze: proprio la forte motivazione dei dipendenti SKF e la loro capacità di mettersi in discussione hanno consentito l’accettazione e l’applicazione delle logiche di miglioramento continuo che ci consentono di ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Quando un’intera azienda è orientata a perseguire una strategia comune e condivisa e la sostiene con convinzione è più facile per i singoli individui operare e contribuire a superare le sfide imposte dal cambiamento.
D. Quali sono gli ingredienti della ricetta del successo di SKF?
R. Sicuramente l’innovazione, che riteniamo debba essere sempre guidata dai reali bisogni del cliente, di oggi e di domani, perciò studiamo con attenzione anche le esigenze degli utenti finali. Molte delle principali innovazioni nella tecnologia dei cuscinetti provengono dal Gruppo SKF. Per arrivare a questo risultato da sempre investiamo ingenti risorse in Ricerca & Sviluppo, e abbiamo adottato la metodologia Six Sigma: un approccio sistematico e metodico per raggiungere l’eccellenza in tutti i processi, nuovi ed esistenti, che ha richiesto un cambiamento di mentalità nell’ambito dell’intera organizzazione. Six Sigma contribuisce positivamente ai risultati finanziari del Gruppo e ha già consentito numerosi miglioramenti, ad esempio nell’aftermarket, volti ad aumentare la soddisfazione dei clienti; ha permesso di intensificare la procedura di restituzione di imballaggi presso le organizzazioni di vendita, con conseguente riduzione di costi e miglioramento dell’impatto ambientale. Per quanto riguarda i processi di produzione ha consentito il contenimento del consumo di energia.

Il concetto di “sostenibilità” in ambito industriale implica la capacità
di combinare il fare business con successo alla responsabilità di
salvaguardare le risorse per le generazioni future. Gli attuatori
lineari solari SKF riducono le emissioni di CO2.
D. Lo scorso maggio, presso il Museo delle Scienze di Londra, è stato lanciato il portafoglio BeyondZero. Di cosa si tratta?
R. Il portafoglio SKF BeyondZero, composto da soluzioni che permettono ai clienti SKF di ridurre l’impatto ambientale derivante dai propri prodotti, servizi e processi, completa e supporta pienamente la gamma esistente. Si tratta di un passo importante nello sviluppo di soluzioni che garantiscano un ridotto impatto ambientale migliorando le prestazioni per i nostri clienti e consentendo loro di essere più efficienti con un controllo del TCO (Total Cost of Operation), che può pesare sugli utilizzatori finali. Tali risultati sono avvalorati da una metodologia di valutazione del ciclo di vita del prodotto sviluppata appositamente dagli ingegneri di SKF. Tutti questi appena citati sono elementi che avranno sempre maggiore importanza per le aziende che intendono rimanere competitive sul mercato globale. Credo che le soluzioni BeyondZero diventeranno estremamente popolari e diffuse anche sul mercato italiano: nel 2011 per il gruppo hanno rappresentato vendite per 2,5 miliardi di corone svedesi e la sfida è raggiungere i 10 miliardi entro il 2016.
D. Che aspettative avete nei confronti della politica internazionale, a livello di azioni a sostegno delle aziende che scelgono di investire e operare in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente?
R. Le politiche ambientali non possono prescindere da quelle legate all’industria. Il settore privato ha un ruolo chiave e deve agire per sviluppare soluzioni globali attraverso nuovi modelli di business e di innovazione. Diversi business leader riconoscono il bisogno di rispondere alla sfida della sostenibilità ma non sanno ancora come sfruttarla a loro vantaggio, come utilizzarla per la creazione di valore, mentre i Governi dovrebbero intervenire in modo deciso, ad esempio attraverso incentivi che impongano di ridurre il consumo energetico. Al momento non ci sono interventi in tal senso che si possano considerare significativi. Una cosa è certa: noi non abbiamo alcuna intenzione di aspettare i tempi della politica. La strada da percorrere l’abbiamo in mente chiara. E andiamo avanti.
QUALITÀ TOTALE
Six Sigma è un approccio moderno e rigoroso alla gestione delle organizzazioni: esce dai confini del ciclo produttivo e investe tutti i processi extra-fabbrica, operando per eliminare i difetti attraverso l’individuazione delle procedure fuori obiettivo e la riduzione drastica delle variabilità. Adottato inizialmente da Motorola, Allied-Signal e General Electric con lo scopo di perseguire l’eccellenza basandosi sulle logiche del TQM e del miglioramento continuo, il nome di questa metodologia è composto da sigma, la lettera dell’alfabeto greco utilizzata in statistica per indicare l’oscillazione di un parametro rispetto alla media, e sei, che rappresenta il livello massimo di qualità raggiungibile applicando questo strumento. Nel 2006 Tom Johnstone è stato il primo europeo a ricevere, per il suo impegno nel guidare l’azienda verso un miglioramento continuo, il Leadership Award da parte della ISSSP, International Society of Six Sigma Professionals, che si occupa di promuovere l’adozione, l’avanzamento e l’integrazione del metodo Six Sigma all’interno delle imprese. Si tratta di un’onorificenza riservata ai manager d’impresa che hanno conseguito i maggiori successi nell’applicazione di Six Sigma e prima di Johnstone hanno ricevuto il premio Jack Welch di General Electric, Chad Holliday di DuPont. Roxanne O’Brasky, Presidente dell’ISSSP, ha dichiarato: “La leadership di Tom Johnstone è fondamentale per il successo di SKF. L’esempio di SKF dimostra che le imprese possono sfruttare Six Sigma a beneficio dei propri azionisti e dei propri dipendenti, oltre che dell’ambiente e della comunità in cui operano”.

Il portafoglio SKF BeyondZero è composto da soluzioni che permettono ai clienti SKF di ridurre l’impatto ambientale derivante dai propri prodotti, servizi e processi.






























































