
Barbara Covili, amministratore unico di Clickutility on Earth (www.clickutility.it), con sede a Milano. Foto di Raphael Monzini.
La tecnologia è la chiave di volta per valorizzare le competenze, accelerare la crescita, realizzare concretamente nuovi modelli di vita. Ce ne parla Barbara Covili, amministratore unico di Clickutility on Earth, che cura l’ideazione e l’organizzazione di importanti eventi, tra i quali MobilityTech, appuntamento annuale di successo nel settore delle tecnologie per la Mobilità, ed AIRET, prima mostra convegno italiana dei processi tecnologici dedicati all’industria aerospace, che si terrà al Palacongressi di Rimini il 6 e 7 settembre prossimi. Quando la passione per il marketing e la comunicazione si unisce all’allure di una formazione storico politica in un progetto che pensa al futuro.
di Fiammetta Di Vilio
Barbara Covili è nata a Bologna. Una Laurea in Scienze Politiche, un PhD in Storia Politica Comparata dell’Europa del XIX e XX secolo presso le Università di Bologna e di Oxford, ha insegnato per alcuni anni all’Università di Bologna e di Forlì. È iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e collabora con diverse riviste e quotidiani. Negli ultimi 10 anni si è dedicata all’organizzazione di eventi. L’esordio nel settore fieristico, quale responsabile delle Pubbliche Relazioni, le consente di maturare una significativa esperienza nel marketing e nella comunicazione. Oggi è l’amministratore unico di Clickutility on Earth (www.clickutility.it), con sede a Milano. Esperta nelle problematiche relative alla mobilità sostenibile, segue in particolare l’ideazione e l’organizzazione di MobilityTech, noto appuntamento annuale nel settore delle tecnologie per la Mobilità, e di AIRET, Air Excellence Technologies, prima mostra convegno italiana dei processi tecnologici, della subfornitura, dei componenti, dei materiali innovativi e dei servizi avanzati per le industrie aeronautica e aerospaziale.
D. Crea e organizza eventi, si occupa di Progetti europei, di formazione manageriale,di consulenza sui temi della sostenibilità ed è impegnata a diffondere contenuti e metodi del green per la transizione verso una moderna società eco-compatibile... Come nasce e prende forma l’idea di Airet?
R. AIRET (www.airet.it) è un progetto unico nel nostro Paese, ambizioso negli obiettivi e semplice nella formula: intende lanciare in Italia il sistema della mostra convegno dedicata alle tecnologie avanzate in ambito aerospace su scala internazionale, diventando così la vetrina dell’eccellenza per le industrie che operano nel settore. Per la realizzazione dell’evento la “regia” del Comitato Organizzatore ha pensato a un modello nuovo di comunicazione/informazione, che si pone come momento di incontro di altissimo livello, finalizzato alla creazione di nuove opportunità di business e di trasferimento tecnologico per lo sviluppo. Grazie alle sue tre anime, distinte ma correlate, AIRET si propone quale punto di riferimento, con cadenza annuale, per chi desidera incontrare i più importanti operatori del settore attraverso un nutrito programma di Matching, per chi intende aggiornarsi sulle novità tecnologiche attraverso un’ampia proposta di conferenze e workshop e per chi vuole esporre le proprie soluzioni dedicate o promuovere la propria impresa nelle aree espositive allestite presso il Palacongressi e l’Aeroporto internazionale di Rimini. Si tratta di un modo nuovo e interessante di “fare le cose” per un Paese, come l’Italia, che ha urgente bisogno di innescare quel circolo virtuoso che gli investimenti infrastrutturali mirati sono in grado di attivare, rilanciando con energia il tessuto imprenditoriale della filiera tecnologica. Tra gli altri, di particolare interesse è l’accordo di collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Russa. Il progetto prevede l’avvio di contatti tra operatori stranieri e imprese italiane, con la presenza di buyer provenienti dalla Federazione Russa, la partecipazione di speaker specializzati e la promozione dell’evento stesso sul territorio attraverso gli strumenti informativi della CCIR. Siamo convinti che proprio questo tipo di investimenti consenta un recupero di efficienza a tutto vantaggio del nostro tessuto produttivo, permettendo alle imprese di competere meglio, aumentando l’attrattività del sistema Paese e attirando anche nuovi investimenti esteri.
D. L’importanza della tecnologia nelle attività d’impresa è oggi un’evidenza imprescindibile: tuttavia, esiste ancora un ampio dibattito sul modo in cui quest’ultima consenta di creare valore e sulle condizioni che debbano ricorrere perché ciò avvenga...
R. È stato rilevato in numerose esperienze aziendali che, per esempio, l’integrazione delle tecnologie dell’informazione con quelle della comunicazione permette alle imprese di conseguire livelli di produttività particolarmente elevati, grazie alla possibilità di operare facendo leva su network produttivi, commerciali o di supporto dispersi sul territorio. Inoltre, le nuove tecnologie possono, specie in alcuni contesti, essere un driver dell’innovazione di prodotto e dello stesso modello aziendale.
D. Ma parlare di tecnologia è anche un’occasione per riflettere sul tema dell’imprenditoria femminile, che oggi, finalmente, sa “fare rete”.
R. Purtroppo, soprattutto nel nostro Paese, anche nelle aziende hi-tech esiste ancora una disparità numerica a favore della componente maschile. Ritengo che la tecnologia rappresenti un fattore determinante per abbattere tutte le barriere, anche di genere, per valorizzare le competenze, accelerare il percorso di crescita e soprattutto realizzare concretamente diversi modelli di vita, più flessibili e innovativi.
Per questa ragione capire quanto l’essere donna incida sulle opportunità di carriera è importante per comprendere in che misura e secondo quali modalità la tecnologia contribuisca essa stessa a “fare rete”. Per esempio, il ruolo dominante che il Web 2.0 riveste nell’ambito della comunicazione costituisce un “facilitatore” in tal senso: ogni giorno sempre più aziende si rivolgono alla Rete per veicolare messaggi, promuovere i propri prodotti, coinvolgere più utenti. Concretizzare le proprie idee imprenditoriali, soprattutto attraverso il supporto della tecnologia, è un incentivo alle best practice. Lo ha dimostato anche il successo registrato da MobilityTech MED, tenutosi nelle giornate dell’11 e 12 giugno a Napoli, Castel Dell’Ovo.
D. Quali i fattori trainanti dell’anteprima campana della settima edizione di MobilityTech?
R. Gli “Hackathon della mobilità sostenibile”, sessioni di programmazione collaborativa in cui giovani grintosi, esperti informatici progettano delle App per Smart Phone su temi assegnati, ed “Energy Night, FlashMob Elettrizzante a Napoli”: entrambi hanno contribuito ad avvicinare potenziali talenti alle tematiche della mobilità sostenibile. Lo spirito dell’Hackathon (il termine nasce dall’unione di due parole inglesi: hacker e marathon) non si esprime solo nell’attività di programmazione vera e propria, ma nell’approccio creativo, libero da consegne troppo dettagliate e metodologie di lavoro imposte. Dal punto di vista dell’innovazione, eventi come gli Hackathon permettono ad aziende e investitori di dar vita velocemente a nuovi software, nuovi servizi per il web e alle App per la telefonia mobile del futuro. Per tutti coloro che hanno mancato l’anteprima di Napoli, ricordiamo che la consueta edizione di MobilityTech (www.mobilitytech.it), Forum Internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e il trasporto, si svolgerà a Milano, Palazzo Giurenconsulti, il 22 e 23 ottobre 2012. Si tratta di un’occasione unica per le imprese del settore per incontrare le amministrazioni pubbliche e mostrare a professionisti e operatori le più recenti innovazioni per la mobilità e per lo sviluppo della città digitale.

Foto di Raphael Monzini.






























































