
Secondo recenti stime di CECIMO, la produzione di macchine utensili si stabilizzerà sul valore di 22 miliardi di euro a fine 2012, registrando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.
L’export traina la crescita dell’industria della macchina utensile europea, ma il continuo rallentamento dell’economia globale potrebbe comprometterne il trend positivo: è emerso nel corso dell’Assemblea generale del CECIMO, l’Associazione europea dell’industria della macchina utensile che raggruppa 15 Associazioni nazionali di costruttori, tenutasi a Smirne il 24 novembre 2012.
di Leo Castelli
CECIMO (www.cecimo.eu), l’Associazione europea dell’industria della macchina utensile, raggruppa 15 Associazioni nazionali di costruttori di macchine utensili che rappresentano circa 1.500 imprese industriali in Europa (UE+EFTA+Turchia), di cui oltre l’80% sono PMI. CECIMO copre più del 97% della produzione totale legata alla macchina utensile in Europa e circa un terzo a livello mondiale, raccoglie quasi 150.000 lavoratori e genera un fatturato che ha sfiorato i 21 miliardi di euro nel 2011. Oltre i tre quarti della produzione CECIMO è destinata all’estero e la metà di questa viene esportata al di fuori dei confini europei.
All’Assemblea generale del 24 novembre 2012, svoltasi a Smirne, il Comitato Economico CECIMO ha confermato che, secondo le più recenti stime, la produzione di macchine utensili si stabilizzerà sul valore di 22 miliardi di euro a fine 2012, registrando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Ha inoltre affermato che la debolezza della domanda europea è compensata da una buona performance dell’export e che la crescita futura dipenderà dagli ordini esteri; tuttavia, nell’ultimo trimestre del 2012, la raccolta ordini è risultata debole. Infine, ha posto in rilievo come la politica industriale dell’UE identifichi i sistemi di produzione a tecnologia avanzata come campo prioritario: ai progetti ambiziosi dovranno seguire azioni concrete.
L’EXPORT TRAINA LA CRESCITA
L’anno scorso, la produzione di macchine utensili è dunque aumentata, raggiungendo un valore di 20,8 miliardi di euro, superiore di oltre un quarto rispetto a quello del 2010. Durante il primo trimestre del 2012, il volume degli ordini di macchine utensili europee ha continuato a crescere. Malgrado la debolezza del comparto, legata all’andamento dell’ultimo trimestre e determinata da un forte quantitativo di ordini inevasi, a chiusura del 2012, la produzione è stata stimata, come detto nel corso dell’Assemblea, con un incremento di oltre il 6% rispetto all’anno precedente.
Il basso consumo di macchine utensili riflette la cautela degli utilizzatori europei, nonché la debole attività produttiva che caratterizza specialmente l’area meridionale dell’Europa. A causa dello scetticismo condiviso da molti manager di aziende manifatturiere, è stato previsto che il consumo europeo di macchine utensili possa contrarsi di circa 77 milioni di euro nel 2012, rispetto all’anno precedente.
Le esportazioni di CECIMO hanno raggiunto i 16,7 miliardi di euro nel 2011, dato vicino al record del 2008. Le previsioni di una produzione stabile nel 2012 sono risultate quindi anche da questa “tradizionale” e solida crescita delle esportazioni: ed è proprio l’ottima performance dell’export che ha confermato, ancora una volta, la competitività della macchina utensile in Europa.
“A causa della debolezza del mercato interno, le prospettive di crescita dell’industria della macchina utensile in Europa in un futuro sempre più prossimo si fondano su elevati quantitativi di ordini dall’estero e sulla forte domanda dei mercati Asiatici e dell’America settentrionale e meridionale”, ha commentato Martin Kapp, Presidente di CECIMO.
UN PERICOLO GLOBALE
D’altro canto, negli ultimi mesi, diverse economie globali hanno riportato una contrazione della loro produzione industriale e il FMI, Fondo Monetario Internazionale, ha evidenziato un alto rischio di forte rallentamento a livello internazionale. In aggiunta alla scarsa domanda europea, il continuo peggioramento delle condizioni economiche a livello mondiale potrebbe minare i volumi di esportazione e le prospettive di crescita della produzione per il settore della macchina utensile. In risposta a tale situazione, sono necessarie politiche di governo proattive per stimolare la crescita industriale, e la politica commerciale dell’UE dovrà ricoprire un ruolo cruciale.
Le esportazioni di CECIMO verso i paesi extra Unione Europea rappresentavano, nel 2011, quasi il 50% del volume totale delle sue esportazioni, quota che risulta essere in costante crescita: per mantenere questo trend, è però necessario un commercio libero e corretto. Il ritardo nella conclusione dell’Accordo sul libero mercato (FTA) tra l’UE e l’India, ha generato, ad esempio, svantaggi a livello di concorrenza per i costruttori europei di macchine utensili, dal momento che paesi come la Corea e il Giappone hanno firmato con estrema rapidità accordi con questa nazione. CECIMO si aspetta che l’UE faccia il possibile per finalizzare l’accordo con l’India in un futuro immediato (ndr: l’articolo è stato redatto a fine novembre 2012, nel frattempo – la speranza è sempre l’ultima a morire – l’accordo potrebbe essere stato siglato).
Non solo, la crescita futura dell’industria della macchina utensile dipende anche dalla disponibilità delle competenze necessarie sul mercato del lavoro. Tuttavia, mentre si registrano tassi record di disoccupazione nell’UE, i costruttori europei di macchine utensili hanno serie difficoltà nel reclutare personale che possa ricoprire le posizioni vacanti. CECIMO ha abbracciato la recente comunicazione sulla Politica Industriale della Commissione Europea che si prefigge di attuare un piano ambizioso per stimolare gli investimenti, l’innovazione e lo sviluppo di capitale umano nell’industria manifatturiera. La comunicazione ha annunciato iniziative concrete volte ad anticipare le effettive esigenze di qualifiche e competenze in settori specifici, combinando al meglio i percorsi formativi con le posizioni disponibili. In particolare, riferendosi proprio alla Comunicazione sulla Politica Industriale, Martin Kapp ha affermato: “l’obiettivo della Commissione di aumentare la quota manifatturiera del PIL nell’UE dal 16% al 20% entro il 2020 è l’espressione quantitativa dell’obiettivo di reindustrializzazione dell’Europa. Evidenzia un impegno a lungo termine al fine di preparare la base manifatturiera europea per il futuro”. È volontà di CECIMO incoraggiare l’UE e i suoi Stati Membri ad attuare le misure richieste per implementare la nuova strategia industriale in modo coordinato. Tutti dovrebbero lavorare con spirito di solidarietà e in pieno partenariato con l’industria verso il raggiungimento degli obiettivi comuni di politica industriale.
DICHIARAZIONI SUL FUTURO
Il comunicato stampa da cui sono stati tratti i dati enunciati, emesso da CECIMO, contiene dichiarazioni relative al domani fondate su valutazioni attuali di gestione in vista di sviluppi futuri. Tali dichiarazioni sono chiaramente soggette a rischi ed incertezze correlate a fattori che vanno al di là della possibilità da parte di CECIMO di controllare o stimare in modo preciso, ad esempio in merito a futuri scenari e a condizioni economiche di mercato. Qualora tali condizioni o qualsivoglia evento imprevedibile dovesse manifestarsi, o nel caso le previsioni su cui si fondano le predette dichiarazioni dovessero rivelarsi non corrette, i risultati effettivi potrebbero differire materialmente dai risultati espressi, oppure sottintesi, in tali dichiarazioni. CECIMO ha negato qualsiasi intenzione od obbligo particolare di aggiornare qualunque dichiarazione di previsione futura che rifletta eventuali cambiamenti o sviluppi avvenuti dopo il periodo della dichiarazione stessa. Tali dichiarazioni di previsione non vanno dunque intese a garanzia o promessa di sviluppi futuri od eventi in esse contenuti.

“L’obiettivo della Commissione Europea di aumentare la quota manifatturiera del PIL nell’UE dal 16% al 20% entro il 2020 è l’espressione quantitativa dell’obiettivo di reindustrializzazione dell’Europa”, ha detto Martin Kapp, Presidente di CECIMO.






























































