
Giorgio De Nardi, CEO di Aton.
Tecnologia, persone e filiera sostenibile: il nuovo paradigma di Aton. Tech company trevigiana e Società Benefit certificata B Corp, Aton ha presentato il suo nuovo Report di Impatto 2024 “.People”.
Il documento racconta risultati misurabili ottenuti dai clienti grazie alla piattaforma .one e ai servizi digitali sviluppati dall’azienda. Il focus non è solo tecnologico: al centro c’è una visione industriale che integra innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro, con l’obiettivo di generare valore condiviso per persone, comunità e imprese.
Dal digitale al valore reale: metà tempo per GranTerre
Uno dei casi più significativi è quello di GranTerre, gruppo alimentare che riunisce marchi come Parmareggio, Casa Modena e Senfter.
Attraverso la soluzione .one PIM, l’azienda ha centralizzato le informazioni di qualità, sicurezza e origine di oltre 16.000 prodotti, ottenendo una riduzione del 50% dei tempi di arricchimento e manutenzione dei dati. Meno operazioni ripetitive significa maggiore accuratezza, più produttività e un lavoro a più alto valore aggiunto per le persone coinvolte nella filiera.
Economia circolare concreta: il modello Amadori
Anche Amadori ha adottato la piattaforma .one per ottimizzare la gestione dei prodotti a shelf life corta. Nel 2024 sono stati tracciati quattro milioni di chilogrammi di alimenti, migliorando visibilità e tempestività dei processi commerciali e riducendo gli sprechi.
La digitalizzazione della filiera ha prodotto un duplice beneficio: migliore efficienza economica e riduzione dello spreco alimentare, dimostrando che tecnologia e sostenibilità possono procedere insieme.
Impatto nella GDO: produttività e formazione sul campo
Nel settore della grande distribuzione, Aton ha esteso la digitalizzazione ai processi operativi e alla formazione delle persone.
L’introduzione degli strumenti .one e dei progetti di upskilling ha coinvolto centinaia di collaboratori, migliorando qualità del servizio e riducendo i tempi di gestione quotidiana. Per Aton, la competenza digitale è un fattore decisivo per rendere l’innovazione realmente accessibile e inclusiva.
Impresa benefit e cultura del lavoro: i numeri del 2024
Il Report testimonia un’organizzazione in evoluzione che mette al centro il capitale umano. Nel 2024 Aton ha registrato 53 nuove assunzioni, conta oggi 227 atonpeople e 20 nazionalità rappresentate (285 considerando tutto il Gruppo) e ha introdotto un sistema premiante basato su responsabilità diffusa e auto-organizzazione, per un totale di 95.000 euro distribuiti ai team.
Più di 200 piani formativi personalizzati, oltre 360.000 euro di investimento in competenze e un percorso che guarda alla certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 rafforzano la dimensione ESG interna.
La transizione ecologica passa anche dall’operatività quotidiana: -15% di stampe, incremento del 30% dei beni ecosostenibili, lavori di ristrutturazione della sede con energia fotovoltaica, oltre 90% della flotta aziendale a gas naturale.
L’impatto sociale coinvolge progetti come .atonAcademy, che ha formato oltre 500 persone, e .FoodHubber per EMERGENCY, grazie a cui sono state distribuite 26 t di beni alimentari.
Una governance che lega tecnologia, impatto e competitività
Nel Report emerge come il modello Società Benefit si traduca in risultati industriali: in Italia le imprese benefit crescono più velocemente (+26% del fatturato medio) rispetto alle non-benefit (+15,4%). Aton si inserisce pienamente in questa traiettoria, unendo People, Planet, Prosperity: trasformazione digitale, sostenibilità di filiera e impatto sociale misurabile.

Tania Zanatta, CFO e Responsabile d’Impatto di Aton.































































