
Il 7 luglio, presso la sede di FIMER, a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, si svolge un incontro dedicato al ruolo del Made in Italy nel fotovoltaico come leva per la transizione energetica.
FIMER ospita presso la propria sede di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, un incontro dedicato al ruolo del Made in Italy nel fotovoltaico come leva per la transizione energetica. L’evento è previsto per il 7 luglio, dalle ore 10:00 alle ore 14:30. La partecipazione è gratuita con prenotazione richiesta entro il 30 giugno.
L’iniziativa riunisce istituzioni, industria, distributori e operatori del settore per favorire un confronto concreto sullo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e sul consolidamento della filiera nazionale.
Un programma ricco di contenuti
Il programma della giornata di lavoro dedicate a: “Il Made in Italy nel fotovoltaico come motore della transizione energetica” prevede gli interventi di:
Silvia Chiassai Martini, Sindaco del Comune di Montevarchi e Presidente della Fondazione CER Italia;
Antonio Verdi, Group Co-CEO di FIMER;
Alberto Pinori, Sales & Marketing Director Italia di FIMER e Vicepresidente ANIE Rinnovabili, con delega Made in UE;
Luca Farfanelli, Head of Sales di 3SUN;
Operatori del settore.
La giornata include la visita agli impianti produttivi FIMER, interventi istituzionali e industriali oltre a momenti di confronto tra i partecipanti, per concludersi con un networking lunch.
Due buone ragioni per partecipare
“Il rafforzamento del Made in Italy nel settore delle rinnovabili passa anche dalla capacità di creare sinergie tra industria, istituzioni e mercato. Iniziative come questa favoriscono un confronto concreto su opportunità e criticità del sistema”, dichiara Alberto Pinori.
“La transizione energetica deve partire dal basso, dai Comuni ed è una responsabilità che i Sindaci devono assumersi. Con Fondazione CER Italia crediamo di poter dare un contributo concreto al territorio anche attraverso la sinergia con le eccellenze produttive del nostro paese”, conclude Silvia Chiassai Martini.






































































