
L’industria italiana ha un patrimonio spesso dimenticato e trascurato, che costituisce, insieme a profitti e fatturati, la ricchezza di molte imprese: la proprietà industriale e intellettuale. Proprio per parlare di questi temi e creare un momento d’incontro tra imprese, enti di ricerca e professionisti, Senaf (www.senaf.it) organizza, lunedì 24 settembre, il primo “Salone della Proprietà industriale”. La giornata di approfondimento è stata ideata secondo l’innovativa formula del “Convegno espositivo”, in cui formazione e aggiornamento si incontrano con l’esposizione per dar vita a una piazza dedicata al confronto e alla conoscenza pratica dei servizi della proprietà industriale. Ed è proprio la proprietà industriale uno dei pilastri che sostiene, a tutti gli effetti, una parte fondamentale del capitale aziendale, dato che include, oltre a brevetti, design industriale, diritto d’autore, know-how e informazioni segrete aziendali, titoli altrettanto importanti come indicazioni geografiche e tutto ciò che costituisce l’identità di un’impresa, ovvero il marchio, la denominazione, i domini Internet, i loghi e le insegne. Due gli obiettivi del Salone: innanzitutto, quello di dare alle imprese la possibilità di incontrare i professionisti e le istituzioni del mondo della proprietà industriale e intellettuale, trovando risposte ai propri dubbi in materia di protezione e finanziamento delle idee; spiegare poi come valorizzare questo patrimonio attraverso momenti di formazione.
PERCHÉ?
L’esigenza nasce alla luce di un settore come quello dei marchi e brevetti che conta, al 2011, secondo i dati UIBM, l’Ufficio italiano brevetti e marchi che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, oltre 69.300 domande depositate, in lieve flessione rispetto al 2010 (-0,8%). Tra queste, le domande di brevetto depositate per la categoria “invenzione” sono state complessivamente 9.566. L’Ufficio, nella sua attività di approvazione delle domande depositate, nel corso degli anni, è arrivato alla concessione di ben 6.358 brevetti, a dimostrazione che gli italiani sono un popolo di inventori. Per quanto riguarda il settore dell’automazione e della meccanica, UIBM ha concesso, ad esempio, nel corso del 2011, 106 brevetti nell’ambito delle macchine utensili, 387 in quello della logistica (movimentazione, imballaggio e stoccaggio) e 57 nelle applicazioni di fluidotecnica (“macchine” a liquidi a spostamento positivo, pompe a liquidi o a fluidi comprimibili e dispositivi di manovra a pressione di fluido, oltre a quanto attinente l’idraulica o la tecnica pneumatica in generale). La lavorazione delle materie prime ha avuto anch’essa un buon riscontro, con 28 brevetti nella metallurgia e nella lavorazione industriale di metalli e 81 nella sola lavorazione della plastica. Il segmento della componentistica ha totalizzato ben 280 concessioni di brevetti che riguardano l’ideazione di elementi di tecnologia: dalle viti alle molle, passando per valvolame, pistoni, alberi e telai, sino alle misure di ordine generale per assicurare il buon funzionamento di macchine o installazioni. La meccanica legata alla progettazione di motori di varia natura (a scoppio, a gas, a vapore, pneumatici) ha ottenuto 183 brevetti.
Accanto all’esposizione, che offre alle piccole e medie imprese occasioni di consulenza da parte di avvocati, consulenti in proprietà intellettuale, ingegneri e commercialisti, sono previsti una serie di momenti di formazione che porteranno al conseguimento di crediti formativi. Al centro degli incontri il valore economico del capitale intellettuale, visto come fonte di reddito d’impresa, il segreto aziendale e gli accordi per la tutela del know-how, la contrattualistica, la contraffazione e la registrazione di domini Internet. Il tutto senza trascurare le misure individuate a oggi per tutelare il Made in Italy, la gestione del portfolio e della proprietà intellettuale all’interno dell’impresa, il sistema di finanziamento e il supporto tecnologico alla proprietà industriale. Un focus ad hoc sarò riservato alla protezione del design, della moda e dell’agroalimentare italiani rispetto a Cina, India, Giappone e Vietnam.




























































