
Roberto Rizzo, fondatore e Presidente di SolidWorld Group.
In chirurgia pediatrica ad alta complessità, la pianificazione non riguarda solo l’immagine diagnostica: serve comprendere volumi, relazioni spaziali e passaggi operativi prima dell’ingresso in sala.
SolidWorld Group ha contribuito, attraverso Bio3DPrinting, alla realizzazione di un modello anatomico tridimensionale di fegato usato per preparare un intervento complesso su giovani pazienti in un importante ospedale pediatrico italiano. La notizia sposta la stampa 3D biomedicale dal laboratorio alla pratica clinica.
Un fegato stampato in 3D per preparare l’intervento
Il modello è stato sviluppato a partire da dati anatomici elaborati dal team clinico coinvolto nel caso. La produzione è stata affidata a Bio3DPrinting, società del Gruppo SolidWorld specializzata in manifattura additiva e partner storico di Stratasys in Italia. La riproduzione fisica del fegato ha offerto ai chirurghi una base tridimensionale per studiare in anticipo l’intervento, simulare le diverse fasi operative e valutare le criticità prima della procedura.
Dati diagnostici trasformati in modello fisico
Il passaggio tecnico centrale è la conversione di dati radiologici e diagnostici in un oggetto anatomico ad alta fedeltà. Per il caso è stata utilizzata una stampante Stratasys J5 MediJet, scelta per riprodurre strutture complesse e relazioni spaziali difficili da valutare con le sole immagini tradizionali. Nella chirurgia personalizzata, la disponibilità di un modello fisico può migliorare il confronto tra specialisti, la formazione dell’équipe e la comunicazione con pazienti e familiari.
La stampa 3D nella pianificazione chirurgica
Ridurre l’incertezza quando anatomia, tempi operatori e margini di sicurezza rendono ogni scelta critica, oggi è possibile. La stampa 3D offre una risposta concreta: porta il caso specifico nelle mani dei professionisti sanitari.
Il modello di fegato prodotto da Bio3DPrinting ha supportato la preparazione dell’équipe, aiutando a ottimizzare i tempi chirurgici e ad aumentare il livello di sicurezza in una procedura delicata. La tecnologia non sostituisce l’esperienza medica, ma aggiunge uno strumento di verifica prima della sala operatoria.
Dal modello anatomico alla biostampa
Per SolidWorld Group, il progetto conferma il valore delle competenze 3D nel biomedicale e si collega allo sviluppo di Electrospider, piattaforma proprietaria di bioprinting 3D multiscala e multimateriale.
Agnieszka Socha, General Manager di Bio3DPrinting, cita il lavoro dell’ingegnere biomedico Federica Giovannini e collega l’esperienza alla crescita della divisione biomedicale. La traiettoria indicata guarda a tessuti biologici complessi, medicina rigenerativa e percorsi terapeutici personalizzati.
La realizzazione del modello anatomico mostra come l’integrazione tra dati clinici, manifattura additiva e competenze mediche possa entrare nei processi ospedalieri ad alta specializzazione. Per SolidWorld Group il caso rafforza il posizionamento nelle tecnologie digitali 3D applicate alla sanità avanzata.





































































