
Un 2012 a due velocità per l’industria italiana dei sistemi di trasmissione, movimento e potenza, che, ai primi tre trimestri, sostanzialmente in linea con l’andamento del 2011, ha visto contrapporsi un quarto trimestre in pesante calo che ha penalizzato le performance dell’intero anno. Assiot (www.assiot.it) ha così dovuto rivedere i preconsuntivi presentati a dicembre 2012 per evidenziare una variazione anno su anno a valori correnti che segna il passo per poco più del 5% su un 2011 da record. Questo spiega perché, nonostante il calo di fine anno registrato sia sul mercato domestico sia nelle esportazioni, il settore si attesta, comunque, su valori di tutto rispetto in chiusura 2012, con fatturato complessivo di poco inferiore ai 6,2 miliardi di euro.
Tra le note più positive, la ripresa dell’interscambio commerciale a pieno ritmo con il Nord America e, segnatamente, con gli USA, e l’aumento della competitività dell’industria italiana sul mercato interno, con le consegne che perdono il 2% in meno rispetto alle importazioni. Importazioni che calano anche più delle esportazioni, con effetti benefici anche sul saldo della bilancia commerciale di settore, positiva per oltre 1,5 miliardi di euro nel 2012, su livelli addirittura superiori a quelli del 2008.
Il primo semestre 2013 – è stato sottolineato in occasione dell’Assemblea degli associati del 20 giugno scorso – si è mostrato in linea con l’andamento della prima parte del 2012 e, per ora, non lascia intravedere motivi particolari che possano portare il trend a staccarsi nettamente dall’andamento 2012. Più difficile determinare, in questo scenario, l’andamento che caratterizzerà consegne ed esportazioni, da settembre a fine anno. Le impressioni raccolte dalla base associativa in proposito non sono sempre univoche, tuttavia, prevale,se pur di poco, la visione più ottimista che si aspetta già nell’ultimo quarto del 2013: una lieve ripresa che porterebbe il settore a chiudere, comunque, in linea con il 2012. Dati questi che, in uno scenario complessivo non certo allettante, confermerebbero l’industria italiana di settore tra le protagoniste assolute a livello europeo e mondiale.
“Ma questi risultati vanno valorizzati e, ancor prima, difesi dalle insidie di un sistema paese che appare sempre più in crisi”, ha dichiarato Tomaso Carraro, Presidente di Assiot, che ha proseguito declinando la nuova strategia comunicativa dell’associazione. “Non vogliamo aggiungerci al coro del malcontento, sarebbe tanto semplice, quanto scontato e inutile. Da imprenditori, siamo abituati a rimboccarci le maniche e lo faremo ancora una volta: cercheremo nelle nostre aziende e tra i nostri collaboratori le risorse per stare al passo con i nostri concorrenti, raccogliendo le forze e facendo sistema per quanto più ne saremo capaci. Anzi, abbiamo già cominciato a farlo! A partire da dicembre 2011 abbiamo dato vita ad eventi pubblici, con cadenza annuale, di cui sono protagoniste le aziende del settore, con l’obiettivo di farne emergere i valori e di mettere al centro dell’attenzione di tutti gli stakeholder le caratteristiche e la qualità dell’industria italiana dei sistemi di trasmissione, movimento e potenza. Ad aprile abbiamo presentato la nuova rivista di settore ‘InMotion’, nata dalla collaborazione tra Assiot, Assofluid e AnieAutomazione, ed abbiamo sviluppato PowerAndMotionWorld.com, la piattaforma web dedicata al settore, nella quale trovano spazio oltre al sito istituzionale dell’associazione, un blog, un social network e una vera e propria Virtual Community dedicata, che utilizza tutti i più diffusi social network per dare visibilità all’industria Italiana: da Twitter a Facebook, passando per LinkedIn e Google+ fino ad AssioTube, il canale dedicato che raccoglie e organizza tutti i video prodotti nel settore”.
Interrogato dagli associati presenti, il Presidente ha anche chiarito la posizione di Assiot rispetto al nascente progetto TPA, la manifestazione che si svolgerà nel maggio 2014 e che si rivolge anche alle aziende del settore: “Riteniamo la partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche di estrema importanza per la promozione del settore, ma, dopo un lungo confronto con gli organizzatori, durato 18 mesi, abbiamo deciso di non patrocinare ne aderire a TPA”. Assiot, pur riconoscendo la potenziale rilevanza dell’evento, non ne condivide il format, anche perché lo ritiene una sostanziale replica di iniziative già viste in passato e già abbandonate dalle aziende del settore e, come ovvia conseguenza, dall’associazione.
“Per il futuro prossimo, abbiamo scelto di valorizzare l’industria italiana partecipando alle principali manifestazioni di interesse per il settore a livello mondiale, senza rinunciare a sviluppare nel mentre un format fieristico nazionale che possa davvero rispondere alle reali esigenze comunicative del nostro settore”, ha concluso Carraro.




























































