
Nell’ambito di “Digitaliani”, Cisco ha avviato accordi con realtà che si occupano della selezione e della crescita di startup tecnologiche.
La chiave della quarta rivoluzione industriale che, secondo molti analisti, stiamo vivendo, sta nella cosiddetta “digitalizzazione” della produzione, incentrata su un impiego intensivo del web e degli strumenti informatici a supporto delle macchine. Ma se tutti riconoscono nel connubio tra materialità degli strumenti di produzione e realtà virtuale di web e software il punto di svolta verso un nuovo modello per il manifatturiero, pochissimi stanno in realtà indagando per capire quali scenari si aprano con questo nuovo connubio e come si possano sfruttare al meglio. Uno studio realizzato da Cisco, il colosso mondiale dell’IT, rivela come il futuro per gli sviluppatori e utilizzatori di macchine per il manifatturiero stia nei servizi resi possibili dalla digitalizzazione. Ma la transizione verso questo modello di business è complessa e per avviarla occorre formare nuove generazioni di specialisti. È nato così il progetto “Digitaliani”, con un impegno di 100 milioni di dollari in tre anni per studenti e imprese del settore.
di Riccardo Oldani
Un recente studio di Cisco (www.cisco.com), colosso mondiale dell’IT che collabora con i principali produttori di soluzioni per l’automazione, mette in rilievo l’attuale scollamento tra teoria e realtà che frena ancora il decollo dell’Industry 4.0 e, soprattutto, la crescita di molte imprese del settore, produttori di macchine e sistemi per l’industria in primis. Secondo gli esperti di Cisco Consulting Services, la Divisione del Gruppo che ha condotto l’analisi, il futuro del settore manifatturiero risiederà sempre di più nella capacità di fornire servizi che integrino il prodotto. Lo dicono gli interpellati nella ricerca intitolata “The Digital Manufacture – Resolving the Service Dilemma”: 625 responsabili del settore manifatturiero di 13 Paesi tra i più industrializzati del mondo, tra cui anche l’Italia. L’86% ritiene centrale, nelle strategie di crescita della propria azienda, il passaggio da un modello incentrato sul prodotto a uno orientato al servizio. Ciononostante, soltanto il 29% pensa che l’offerta di servizi cresca più rapidamente dei prodotti nell’ambito del proprio business. È proprio questo il “dilemma dei servizi” indicato da Cisco nella sua ricerca.

Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia.
AGIRE SU DUE FRONTI
Secondo gli esperti di Cisco le aziende, in particolare i costruttori di macchine per l’industria e gli utilizzatori finali a cui si rivolgono, non riescono in questo momento a cogliere in pieno l’opportunità della digitalizzazione per la difficoltà che hanno a operare contemporaneamente su due fronti: lo sviluppo del prodotto e quello dei servizi. Nella maggior parte i secondi nascono come una conseguenza del primo. Questo perché la maggior parte delle aziende del settore non sono intimamente “tecnologiche”, cioè con competenze native in fatto di sviluppo del software o di servizi Internet. Sono imprese che utilizzano queste tecnologie, ma non le sviluppano internamente. Secondo lo studio Cisco, quindi, è proprio questo il salto culturale che le imprese del settore macchine e manifatturiero, anche in Italia, devono fare. Diventare anch’esse Internet e software company. E questo può avvenire soltanto attraverso una profonda riorganizzazione basata essenzialmente sulla formazione.
IL PROGRAMMA “DIGITALIANI”
Non è un caso che il Gruppo si sia impegnato profondamente, negli ultimi anni, per promuovere questo tipo di formazione nelle nostre imprese. Fin dal 1999 Cisco ha lanciato nel nostro Paese un programma di formazione, denominato “Networking Academy”, destinato a studenti, organizzazioni ed enti no-profit per imparare a progettare, realizzare e tenere in perfetta efficienza le reti su cui si basa il business di tutto il mondo. In Italia sono attive 268 Academy, con 20.191 studenti attivi e 673 istruttori. Dal lancio del programma i corsi sono stati frequentati da oltre 90.000 studenti, con oltre 13.000 diplomati. A tutto questo si aggiunge un ulteriore investimento da 100 milioni di dollari in tre anni che Cisco ha annunciato, lo scorso gennaio, con l’intento di avviare un intenso programma di formazione sui giovani che avranno il compito di far crescere l’ecosistema dell’innovazione italiano. Il programma si chiama “Digitaliani” e sta già dando i primi frutti, tanto che il CEO di Cisco, Chuck Robbins, e l’Amministratore Delegato di Cisco Italia, Agostino Santoni, hanno presentato lo scorso maggio al presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di un incontro a Roma.

La chiave della quarta rivoluzione industriale sta nella cosiddetta “digitalizzazione” della produzione.
I PRIMI RISULTATI RAGGIUNTI
Tra le iniziative lanciate, spicca, sempre nel campo della formazione, un potenziamento del programma della Networking Academy, che nei primi 4 mesi del 2016 ha raccolto 10.000 iscrizioni, il 30% in più rispetto all’anno precedente. Sono inoltre stati varati nuovi corsi su cybersecurity e Industry 4.0, che saranno messi a disposizione delle scuole a partire da settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico. Ma nell’ambito di “Digitaliani” Cisco ha anche avviato accordi con realtà che si occupano della selezione e della crescita di startup tecnologiche, come dPixel, H-Farm e Talent Garden, mentre 5 milioni di euro sono stati messi a disposizione del fondo Invitalia Ventures, la società di gestione del risparmio controllata da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo, che ha il compito specifico di investire nelle imprese italiane ad alto contenuto innovativo. Inoltre Cisco ha anche avviato una partnership con Unicredit, nell’ambito del progetto “Coltivare il Futuro” che l’istituto di credito ha avviato con il ministero delle Politiche agricole e dieci progetti di trasformazione digitale nell’area Industry 4.0 con altrettante imprese innovative italiane. L’impegno si completa con un accordo, siglato con la regione Friuli Venezia Giulia, finalizzato allo sviluppo tecnologico del territorio. Anche in questo caso Industry 4.0 è uno dei cardini centrali del piano.
LA VIA ITALIANA ALL’INNOVAZIONE
Per l’Italia e per la creatività dei suoi imprenditori Industry 4.0 e, soprattutto, lo sviluppo di servizi innovativi, può rivelarsi una grande opportunità. Cisco ne è convinta ed è per questo che ha investito in modo così convinto per formare una nuova generazione di esperti. Secondo Agostino Santoni, Amministratore Delegato della società italiana del Gruppo, “La storica vocazione manifatturiera del nostro Paese oggi può acquistare una nuova voce digitale. Tecnologie flessibili e potenti offrono l’occasione senza precedenti di tracciare un percorso verso il futuro profondamente italiano; aderente alle nostre specificità e alla nostra tradizione di eccellenza, che si fonda sulla centralità e sulla qualità delle persone all’opera nelle nostre imprese. Vogliamo condividere la sfida appassionante dell’innovazione con tutti i protagonisti di un settore decisivo per fare in modo che nei prossimi anni l’Italia smetta di inseguire e si ponga alla guida della trasformazione”.

Il futuro del settore manifatturiero risiederà sempre di più nella capacità di fornire servizi che integrino le qualità del prodotto.






























































